Chi prega ha coscienza del proprio limite, non uccide e non minaccia la morte. Invece, alla morte è asservito chi ha voltato le spalle al Dio vivente, per fare di sé stesso e del proprio potere l’idolo muto, cieco e sordo (Sal 115,4-8), cui sacrificare ogni valore e pretendere che il mondo intero pieghi il ginocchio. Basta con l’idolatria di sé stessi e del denaro! Basta con l’esibizione della forza! Basta con la guerra! La vera forza si manifesta nel servire la vita. #Pace
«La terra è stata creata come un bene comune per tutti. Perché, o ricchi, vi arrogate un diritto esclusivo? Quando aiuti il povero, tu non gli dai del tuo, ma gli rendi il suo, tu gli restituisci il dovuto, non gli elargisci il non dovuto.»
(Sant'Ambrogio)
Nostalgia e fretta sono due facce dello stesso modo con cui non si vive il senso genuino dell'esistenza, che è presenza e realtà quotidiana. È questo il vero tempo che è tra le nostre mani, l'orizzonte in cui si deve far frutto, impedendo alla vita di essere sospesa.
@SZadera@GiuseppeFalcao Perché prendersela sempre con Cristante?
Ha giocato tutte le partite, per l'intera partita; il più sfruttato e continua a dare tutto.
Ha giocato in Nazionale mentre altri hanno riposato, (giocatori dell'Inter,che erano in campo compresi)
Ancora gli "peserà" il rigore sbagliato.
Anche se per colpa di un cattivo carattere o per altre ragioni, le persone sole e isolate devono essere comprese e perdonate. Vivere in un deserto di sentimenti è, infatti, un incubo e già una punizione. Ricordiamo le parole di Gesù: «Ero solo e siete venuti a farmi compagnia».
Usare la guerra come strumento di giustizia è un'illusione: non sana squilibri e illegalità preesistenti ma ne aggiunge altri, in una catena di corruzione e perversione. Il coraggio di spezzare la catena del male è nella scelta della non-violenza, del perdono, della generosità.
Abbiamo smarrito il senso del peccato, estirpando il rimorso dalle coscienze, minimizzando e autogiustificandoci. Ma è necessario tornare a confrontare il proprio agire con la legge morale. Proviamo già questa sera a gettare un po' di luce sul groviglio oscuro del nostro cuore.
Abbiamo bisogno di ritornare a vedere le cose, anzi, ad avere la visione profonda della realtà, dei volti, degli oggetti, dei segni, dei colori, della vita. E per far questo bisogna sapersi fermare, sostare, stare in silenzio, contemplare.
«In nessun modo è giusto né fare ingiustizia, né rendere ingiustizia, né, ricevendo male, vendicarsi rendendo male per male» diceva Socrate. È una lezione che dovremmo meditare bene ai giorni nostri, segnati dall'arroganza e dalla prepotenza soprattutto verso i deboli.
Dobbiamo evitare il rischio di considerare intelligenti solo quelli che la pensano come noi. Ma per farlo, è necessaria una formazione umana globale, una dose di gusto e di discernimento critico e una buona riserva di sapienza.
Cari amici, un affettuoso augurio di buon anno a tutti voi, con l'augurio che sia all'insegna del dialogo, dell'affetto e della condivisione, e con la speranza di rivedervi presto ai prossimi appuntamenti del @CortiledeiGenti!