@Ale_CNCC ...non lo dicono manco di striscio.
Come non dicono che un governo giusto interviene nelle trattative qualora non si raggiunga un giusto accordo.
Ah, già, sto governo che a fronte di un'inflazione del 17% ha firmato con CISL e UIL l'aumento del 6% al pubblico impiego.
Maliscenti
@Ale_CNCC Me lo ero perso questo.
Leggo tanti illuminati convinti che gli stipendi li decidano i sindacati.
No, il sindacato CGIL, anzi, Landini stesso addirittura!
Però di nominare CISL, UIL e le altre 200 sigle sindacali che accettano senza batter ciglio la merda che il padrone passa...
Un anno a sfracassarci i maroni a suon di “gli scioperi andrebbero fatti per motivi reali, non queste cose futili tipo la Palestina”
poi appena manifesti per il carovita, gli stipendi, l’istruzione, la benzina a 3 euro ti danno del comunista e piangono per 2 vetrine rotte
Viene davvero difficile rispondere all’onorevole Tajani: oramai è la caricatura di se stesso. Chiunque abbia un briciolo di onestà intellettuale si vergognerebbe davanti a una simile fiera del nonsense.
Un Vicepremier e Ministro degli Esteri che dice sornione alla platea «Andrei pure io a bloccare le autostrade» fa ridere e piangere insieme. Lei è al governo, non all'opposizione in un circolo di periferia: non deve andare a bloccare l'A1, deve tagliare le accise e fare accordi seri sull'energia, come promettevate a reti unificate in campagna elettorale.
Invece di travestirsi da finto capopopolo che scuote la testa per dare la colpa al destino cinico e baro, si assuma la responsabilità di governare. Meno lezioni di bon ton e più fatti.
Cuando protestan en Francia o Italia, la izquierda y los liberales celebran la "lucha por los derechos".
Cuando protestan en Cuba o Venezuela, de repente son “terroristas” y “pagados por la CIA”
Ascoltate con attenzione Lorenzo Prattico. Un food blogger (bravissimo e simpatico) che è stato in Cisgiordania.
Non racconta l'orrore. Ma la normalità della vita dei palestinesi.
Che è puro orrore. Grazie Lorenzo. Sei un king.
Imagínate levantarte en medio de un apagón, con el estómago vacío, sin poder desayunar.
Un pan duro, con moho.
Un vaso de agua tibia con azúcar prieta hecha bolas, vieja.
Luego, ponerte un uniforme escolar casi transparente de tantas veces que se lavó.
Subirte a una guagua repleta, sudorosa incluso a las 7 de la mañana, llena de grasa, con gente hablando alto, discutiendo de pelota, cantando, vigilando a los carteristas y al que se le pegaba a las mujeres.
Entras a eso que llaman escuela.
El director en la puerta, controlando al que tenía el pelo largo, tijeras en mano.
La subdirectora, en otra parte, amenazando con mancharte el expediente, acusándote de diversionismo ideológico, de poca combatividad, de no parecer revolucionario.
Tú, entre toda esa muela idiota, con unos vahídos enormes por el hambre que el pan no pudo saciar.
Empieza el primer turno.
La profesora manda a sacar a los libros y dice, con la mayor tranquilidad del mundo. Hoy vamos a hablar de Karl Marx y el Manifiesto Comunista.
Esa fue mi vida durante años.
¿Y vas a venir tú a hablarme de revolución, de dignidad, de justicia social, de sacrificio, de entrega o de esfuerzo decisivo?
Me obligaron a leer a Marx.
Me obligaron a leer a Fidel Castro.
Me obligaron a leer al Che Guevara.
Tú te metiste un libro debajo del brazo, con el estómago lleno, el celular cargado, un techo que no se moja y un mundo de posibilidades por delante, y te sentaste en el primer café a teorizar lo que yo llevaba experimentando desde que nací.
Me cago en Marx.
Me cago en Fidel Castro.
Me cago en el Che Guevara.
Me cago en ti.
Per mettere in ginocchio un Paese basta che una piccola fetta di lavoratori incroci semplicemente le braccia.
Pensate quanto potere hanno delle persone che diamo per scontate, che lavorano senza che noi ce ne accorgiamo.
Pensate a quello che potrebbero fare TUTTI i lavoratori.