40.000 spettatori, all’aperto, per un torneo amichevole, in una arena costruita nel 560 Avanti Cristo.
Il basket ad Atene è molto più di una religione.
Manca 1 minuto e 47 alla fine.
Pozzecco penetra e si arresta in lunetta, tenta un passaggio lob per Marconato ma le braccia infinite di Zukauskas sporcano il pallone che finisce nelle mani di Soragna.
Stanno per scadere i 24 secondi, Basile va verso Teo che gli scarica il pallone, il Baso però è a 8 metri e mezzo da canestro.
In quella frazione di secondo, forse per la prima volta nella storia di questo Paese, si avverte la sensazione che mezza Italia si sia fermata per una partita di basket.
Quel momento, quella partita, quelle facce, sono fotografie impresse a fuoco nella mente di tutti, anche di chi è nato dopo e le ha ereditate dai geni di un padre o di una madre.
Basile tira lo stesso.
Del resto, è un pazzo.
La parabola di quel tiro dura più di un contropiede in Holly e Benji.
La palla entra.
L'Italia vola a +10.
La Lituania è alle corde.
È il punto esclamativo della partita che ancor oggi rappresenta l'apice della nazionale azzurra di basket.
Basile 31, Pozzecco 17, Galanda 16, Soragna e Bulleri 12, un totale di 18 triple che raccontano solo in parte un'impresa incredibile contro una Lituania spaventosa guidata da Macijauskas, che ci ha fatto vedere i sorci verdi a causa di gente come Jasikevicius, Lavrinovic, Stombergas, i fratelli Zukauskas, Siskauskas...
Il 27 agosto del 2004, ad Atene, patria di Socrate e Platone, alle Olimpiadi, l'Italia vinceva la semifinale e, il giorno, dopo, si metteva un incredibile argento al collo.
Sono trascorsi vent'anni.
Una cifra tonda che da un lato fa paura pensando all'assenza totale di medaglie di questi due decenni, e dall'altro ci ricorda con prepotenza quella volta in cui siamo stati noi a guardare il resto mondo dall'alto in basso.
"Mi sento così depresso, un incubo. È stato la peggior serata della mia intera carriera". Con uno sguardo afflitto, Bob Sinclar si è sfogato al termine di una esibizione a Mykonos. Un video che ha pubblicato su Instagram accompagnato dal monito "Smettete di usare i cellulari in discoteca". "Entri nel locale, posto meraviglioso a Mykonos, ragazze bellissime, pensi che sarà una serata divertente". Il deejay alla consolle mette il suo French touch nella musica, ma "la gente sta ferma col cellulare in mano”. Il giorno dopo un nuovo video per festeggiare "finalmente una bella serata": "Al Baoli di Cannes ho avuto la mia vendetta, ho suonato quello che volevo, due ore di house senza compromessi e l'ultima ora tutto disco funk e non c'erano telefonini, la gente ballava e si divertiva”.
Instagram - bobsinclar
#bobsinclar #mykonos
Quiliano, provincia di Savona.
Porta da calcetto sotto il canestro ideale per fratture multiple al cranio dopo un terzo tempo.
Pali della porta ideali per prendere il tetano.
Ma soprattutto ferro del canestro montato al contrario ideale per forare il pallone, e, per i più audaci, lasciarci tre falangi in caso di schiacciata.
Opera d’arte contemporanea.
(più o meno)
Non bisogna mai dimenticarsi che l'MVP delle ultime Finals NBA, Jaylen Brown, nel 2017 andava in giro per schiacciare in testa a gente a caso per strada.
In questa foto:
- Tonut in primo piano perché la strategia di marketing della nazionale è quella di avvicinare molte più donne al basket
- Paiola ha gli occhiali da finto intellettuale per far credere a tutti che per il volo s’è portato la “Critica della ragion pura” di Kant, ma in realtà all’edicola dell’aeroporto ha rubato il libro “Quiz da fare mentre fai la cacca”
- ad Abass è nata la figlia da poco, non dorme mezz’ora di fila da un mese, s’era appena addormentato, e dopo che l’hanno svegliato per fare sta foto vorrebbe dirottare l’aereo
- Melli dorme con un occhio aperto perché da veterano del gruppo deve sempre controllare che sti ragazzini non facciano danni
- Ricci, da laureato in matematica, indica il risultato della radice quadrata di 361, meno 17
- Spissu mima il gesto della pistola per mettere in chiaro sin da subito che in quanto a criminalità i portoricani non ci fanno paura
- Gallinari s’è asciugato i capelli col compressore
- Caruso e Bortolani sono i due insegnanti di italiano di John Petruccelli che in questi giorni ha imparato la coniugazione del verbo “afammoc”
- Polonara sembra uscito dal Cocoricò dopo una serata gabber
- il bagaglio a mano di Mannion è il suo collo
- Datome e Pozzecco sono felici come due bambini che hanno ricevuto la busta della nonna a Natale, ignari però che dietro di loro il direttore generale Trainotti stia passando a miglior vita
È tutto pronto. L’aereo della Nazionale è decollato in direzione Porto Rico con due grandi obiettivi:
- strappare il pass per le Olimpiadi
- vendicarci per tutte le estati che i portoricani ci hanno rovinato a causa del reggaeton.
NOI CI CREDIAMO
#PreOlimpicoTipo
Dopo una giornata di grande tensione al G7 tra Italia e Francia, il presidente francese e la premier italiana si ritrovano alla cena di gala al Castello Svevo di Brindisi dove i leader mondiali vengono ricevuti dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. L'incontro tra Macron e Meloni, che arriva dopo un pomeriggio di dichiarazioni al vetriolo è una rappresentazione perfetta della tensione in corso. Mentre con il presidente Mattarella il saluto è affettuoso su il volto della premier si legge tutta la portata dello scontro: sorrisi forzati, baciamano tollerato e una stretta di mano gelida. All'origine della tensione, la distanza politica tra il governo italiano e quello francese esacerbata al G7 dallo scontro sul tema dell'aborto nella dichiarazione finale del vertice
#macron #Meloni #g7 #mattarella #borgoegnazia
Marina di Ragusa, poco fa.
Due suore giocano a basket.
Non la passano mai al ragazzo in canotta.
Una suora le riprende.
Una segna un bel canestro di tabella spezzando il polso come fosse l'ostia.
Tiferanno Sacramento o forse San Antonio.
Un gran momento di basket.
3.3 secondi rimasti sul tabellone del match contro i Suns, Warriors a -2 con rimessa in attacco.
Tutti immaginavano chi avrebbe ricevuto e se avrebbe tirato per il pareggio o per la vittoria.
Peró la palla arriva lo stesso a Steph Curry e...
#NbaTipo
https://t.co/r5yrEmrbog
Nelle ultime 10 giornate, solo Milano ha fatto meglio di Scafati: il ruolino di marcia negli ultimi due mesi è ad oggi da secondo posto.
E uno degli aspetti più spettacolari delle partite di Scafati è in panchina.
Si chiama Matteo Boniciolli.
Quando parla ai microfoni alterna basket, filosofia, musica, letteratura antica, classici greci e citazioni cinematografiche.
In campo indossa sempre una tuta in acetato che crea un microclima tropicale nella zona ascellare con temperature medie attorno ai 64 gradi col 288% di umidità.
Le sue vene del cranio per circa due ore fanno scorrere lo stesso quantitativo di sangue che circola in un capodoglio adulto in una settimana.
Grida all'indirizzo dei suoi giocatori talmente forte che due domeniche fa quando ha strillato "GENTILE!!!!", circa 300 maleducati della provincia di Salerno hanno cambiato stile di vita.
Vive il basket, ma soprattutto le partite, lungo un sottilissimo confine che separa la vita dalla miglior vita.
E, a tal proposito, ieri pomeriggio, dopo aver vinto di 1 contro Pesaro, con Pesaro che ha sbagliato due volte il tiro della vittoria, si è presentato in ritardo in sala stampa dicendo: "Vi faccio le mie scuse per il ritardo, ma sono dovuto andare in camera di decompressione perchè questo è un mestiere che mi farà morire prima del previsto. Ma morire così è bello"
Godiamoci quest'uomo.
Godiamocelo finché è ancora qui con noi.
Frasi motivazionali invece dei voti, da Palermo il 'metodo' del maestro Gabriele. Il racconto di una mamma: "Modalita' splendida, mio figlio si diverte e impara" #ANSA
Questo bimbo viene da Capo d'Orlando, ed è stato uno dei migliori di Milano nelle ultime due partite di Eurolega.
Non ha i bicipiti di Hines.
Non ha il talento di Shields.
Non ha l'esperienza di Melli.
Non ha il conto in banca di Mirotic.
Non ha il vasto mediale di Tonut.
Ha però un sogno da quando in prima media, con la tuta e il borsone nuovo, è andato prima a scuola vestito così, e poi al suo primo allenamento: giocare un giorno una partita di Eurolega con la maglia di Milano.
Non solo oggi sta meritando lo spazio sempre più ampio che gli viene concesso in questa stagione, non solo ha segnato 23 punti in 27 minuti nelle ultime due partite col 65% al tiro, non solo ha un talento offensivo ben superiore a ciò che si pensi, ma è anche ad oggi il miglior tiratore dell'Olimpia in Eurolega di questa stagione.
Poco fa ha fatto la sua prima intervista in inglese, dopo la vittoria contro il Bayern. Le sue prime nove balbettanti parole sono state: "I'm happy. I'm happy. I'm happy".
Giordano Bortolani è felice perchè ha realizzato il suo sogno.
#EurolegaTipo