Contro la retorica del "vivi ogni giorno come se fosse l'ultimo, non mollare mai, volere è potere" rivendico il diritto allo struggimento, alla malinconia e all'inquietudine.
Alla fragilità e alla contraddittorietà.
Alla complessità.
Alla resa e all'oblio.
(Sarà che amo tanto la libertà, ma a me le parate, le esibizioni, i cerimoniali imposti non sono mai piaciuti.
E della Repubblica mi piace che sottintende l'idea di bene comune.
L'idea delle istituzioni al servizio della persona e non viceversa.)