Scatta il grande concorso "Vota la peggiore porcheria arbitrale nei 9 anni di VAR in Serie A". Visto che stiamo scoprendo che era tutta una indegna pagliacciata, almeno divertiamoci
A inizio 2024 la mia "Top 11" degli orrori arbitrali vedeva Calvarese (rigore Cuadrado), Di Bello (no rigore al Bologna) e Orsato (no espulsione Pjanic) sul podio dei più impudenti. Ma sotto la gestione Rocchi altre sconcezze sono accadute sotto i nostri occhi: e allora scegli la più disgustosa, votala e dai un volto nuovo alla classifica. È un concorso in collaborazione con Serie A Enilive, AIA, FIGC e DAZN
(...) Tutto ciò ha portato allo sterminato stillicidio di episodi regolamentari giudicati sul campo e nella sala VAR di Lissone nella più completa illiceità, per non dire illegalità, quindi a una sterminata serie di partite falsate, forse anche di campionati falsati.
Una sorpresa? Non prendiamoci in giro. La baracconata era così palese, pacchiana e conclamata che due anni e mezzo fa, il 9 gennaio 2024, proprio qui sul mio profilo “Palla Avvelenata” mi ero divertito a ricostruire la “Top 11” delle nefandezze arbitrali compiute a man bassa da arbitri e “varisti” nei primi sette anni dall’introduzione del VAR. Ebbene, poichè di acqua sotto i ponti dal gennaio 2024 ne è passata a fiumi e di vergognosi sgarri al regolamento ne abbiamo visti a bizzeffe, con l’asticella dell’impudenza che a ogni campionato si alzava, vi invito oggi a partecipare a un gioco di società per intenditori di patacche (lo siamo diventati tutti seguendo la Serie A): dopo aver preso visione della “Top 11” delle vergogne arbitrali in epoca VAR da me stilata a inizio 2024 (la lettura che vi ripropongo sarà velocissima: vedrete le foto di tutti gli episodi incriminati con brevi didascalie a riportare i nomi degli arbitri e degli addetti al VAR e la classifica che ne avevo tratto, naturalmente a mio personale giudizio), vi chiedo di indicarmi le 3 decisioni più invereconde e scandalose cui avete assistito da gennaio 2024 ad oggi e che sono a vostro avviso meritevoli di entrare a far parte della “Top Three” o della “Top Five” o della “Top Ten” degli orrori arbitrali made in Italy dell’ultimo decennio, quello targato VAR.
In questi casi si dice: a chi partecipa, ricchi premi e cotillon. In realtà il ricco premio che chiunque ami il calcio vorrebbe avere è quello di vederli sparire tutti, ma proprio tutti, designatori, arbitri e “varisti”. In quanto al cotillon, un bel ritorno al sorteggio arbitrale sarebbe la ciliegina sulla torta. Come ai tempi di Zico e Maradona, di Platini e Rummenigge, di Falcao e Dirceu quando con gli arbitri tirati a sorte a vincere lo scudetto furono Fanna, Di Gennaro e Galderisi. Ma come dice il proverbio: campa cavallo che l’erba cresce...
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Quando nell'era dei 9 scudetti juventini Gervasoni & C. inventarono il VAR fatto in casa: alla buona, col telefono senza fili, ideale per annullare gol buoni e convalidare gol irregolari
Quel che successe nel 2012 nell'indimenticabile Catania-Juventus 0-1 è nella storia: c'erano un gol buono e uno no e la squadra arbitrale, travolta dall'onda delle proteste juventine, riuscì a sbagliare due volte decidendo sempre a favore di Madama. E sapete cosa successe all'assistente Maggiani travolto dall'assalto a Fort Apache? A fine carriera diventò, e ancora è, dirigente alla Juventus
PREMESSA. Il fatto che vado a raccontarvi è realmente successo, è documentato dalle immagini che potrete vedere e ha per protagonisti tre personaggi diversamente noti, due dei quali sulla cresta dell’onda dell’attualità legata alla bufera in corso nel mondo arbitrale. Il primo è Andrea Gervasoni, 50 anni, componente CAN, braccio destro del designatore Rocchi e al pari di Rocchi indagato per frode sportiva dalla Procura di Milano e auto-sospesosi (oggi verrà interrogato dai pm); il secondo è Nicola Rizzoli, 54 anni, ex arbitro ed ex designatore che è in predicato di diventare, la settimana prossima, commissario AIA dopo che il presidente Zappi, la cui squalifica è stata confermata dal Collegio di Garanzia del CONI, è decaduto dalla carica; è il terzo è Luca Maggiani, 58 anni, il meno famoso dei tre, ex guardalinee divenuto, dopo avere appeso la bandierina al chiodo, dirigente: per l’esattezza “Club Referee Manager” di un top club italiano, nientemeno che la Juventus. Strano? Macchè.
CORREVA L’ANNO 2012. Se il mondo arbitrale italiano è riuscito nell’impresa di trasformare il VAR, introdotto nella stagione 2017-18, da strumento in grado di ridurre le ingiustizie dovute a errate decisioni degli arbitri in campo a strumento che gli errori li avalla e li moltiplica, caso di VAR più unico che raro in Europa e nel mondo, la domanda che sorge spontanea è: si stava meglio quando si stava peggio? Era meglio quando il VAR non esisteva e a sbrigarsela sul campo, senza poter (o dover) ricorrere alla revisione televisiva erano arbitro, assistenti e giudici di campo, e chi s’è visto s’è visto?
La risposta è no: si stava peggio ieri come si sta peggio oggi. E sapete perchè?...
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Quando, poche ore fa, scrivevo e dicevo in uno spazio che occorre tener sempre a mente la differenza tra imputato (o indagato) e persona offesa mi riferivo esattamente a questo: fa comodo la narrativa per cui la parte lesa -l’Inter in tal caso- viene tirata in ballo poiché “presente nel capo di imputazione”, senza tuttavia specificarne la posizione. Quando sono bastate poche ore per mettere i puntini sulle i e rivelare, in sostanza, che l’Inter si è ritrovata danneggiata -parte lesa- e che gli indagati, magari presto imputati, saranno altri.
Perché seppur il confine tra criminale e vittima sia macroscopico, la differenza la fa proprio la narrativa. Un po’ come i tanti leoncini bianconeri che in campo sbraitavano facendosi forti del branco e poi, alla sbarra davanti al giudice, si trinceravano dietro fiumi di “non ricordo” e mutismo improvviso a testa bassa 😔🥀
Amala (e difendila) 🖤💙
@Kino16K Ah beh, tutte le testate compresa la gazzetta hanno fatto il nome dell'Inter e li andava bene. Ora che Ve lo siete presi nel culo avete spostato il focus per fare ancora le vittime. Come godo
Umbarto Chiariello, noto giornalista tifosissimo del Napoli, a difesa dell’Inter dopo le accuse ricevute in questi giorni sul caso Rocchi. I suoi retropensieri: la politica vuole impadronirsi del calcio e sottometterlo.
Abbraccerei Alessandro Bastoni per come ha giocato e menato stasera dall'inizio alla fine. Soprattutto alla fine, chi vuol capire capisca. Il calcio non è solo giocate di fino.
Ogni mercato gli interisti di merda, gli interisti paranoici, iniziano a rompere i coglioni h24. Gente che non ha battuto neanche un calcio d’angolo in prima categoria che fa le pulci a Marotta ed Ausilio. Credo di tifare per la squadra con la peggiore tifoseria d’Italia.