La lunga barba di Vincenzo Agostino era simbolo di una battaglia civile: la verità sulla morte del figlio Nino, poliziotto trucidato dalla mafia insieme alla moglie Ida, incinta di cinque mesi. Oggi ci ha lasciato: mi piace immaginare questa famiglia ora riunita e sorridente.
Con la morte di #MessinaDenaro finisce una vita piena di violenza, trame, misteri. Finisce anche un'era di Cosa nostra, ma non Cosa nostra: https://t.co/gI181rORPp
40 anni dall’omicidio di #LiaPipitone, colpevole di voler essere libera e di voler vivere una vita senza le costrizioni imposte dalla sua famiglia mafiosa: https://t.co/bQMolVnO3r
Il contributo che ha offerto al nostro Paese è e rimane straordinario ed irripetibile. A sua moglie Clio, ai figli Giovanni e Giulio, ai suoi collaboratori le mie condoglianze più sentite: https://t.co/BtySUYlUMo #Napolitano
30 anni fa don Pino Puglisi fu ucciso dalla mafia per le sue parole, le sue denunce, il suo lavoro a Brancaccio. I killer sono diventati collaboratori di giustizia, i mandanti dell'omicidio sono in carcere. Una storia che ancora continua. Ne parlo qui:
https://t.co/9oedcKqKAO
Borsellino era un uomo estroverso, generoso, circondato dall’amore di sua moglie e dei suoi figli. L’immagine che tutti conservano, però, è quella livida e preoccupata dei 57 giorni tra Capaci e via d’Amelio.
Preferisco ricordare il suo sorriso. Perché Paolo sorrideva sempre.
Nonna Betta Caponnetto ha condiviso impegno e sacrifici con suo marito Antonio.
Quando accarezzava, la sua mano sulla guancia non era solo un gesto d’affetto, era anche una spinta gentile a proseguire.
E noi, come lei, dobbiamo andare avanti nel loro ricordo e nel loro esempio.
"A nessuno può essere impedito di arrivare all'albero Falcone"
Ho ricevuto tanti messaggi su quanto avvenuto al corteo del 23 maggio. E' stato un dolore per me vedere quelle immagini.
Nella scorsa Legislatura la Commissione antimafia di cui facevo parte ha contribuito ad aggiungere tasselli utili per arrivare alla verità. Questo impegno non deve fermarsi.
In piena notte un boato squarcia il silenzio di Firenze in via dei #Georgofili, accanto agli Uffizi. Trent’anni fa una bomba strappa la vita di due coniugi, Angela Fiume e Fabrizio Nencioni, delle loro bambine, Caterina e Nadia, e di un giovane studente, Dario Capolicchio.
Ho partecipato a molti incontri in questi giorni fiorentini, ed è sempre più evidente che non fu solo mafia, ma che questa strage faceva parte di un disegno più grande e complesso, su cui le indagini sono ancora in corso.
Nelle stesse ore,a Cinisi fu ritrovato il corpo di #PeppinoImpastato: impegnato in politica, denunciava in radio gli affari mafiosi. Fu ucciso per volere di Badalamenti, ma si seppe molto dopo. Ancora oggi ne ricordiamo la voce. Aveva ragione lui: la mafia è una montagna di merda
#9maggio 1978, il tragico epilogo del sequestro di #AldoMoro. 45 anni dopo rimane il pensiero che, con Moro in vita, sarebbe stata un’altra Italia. Rimane anche l’impegno a ricordare le vittime del terrorismo e a cercare sempre, oltre ogni convenienza, tutta la verità.