Personalmente ho, quasi, terminato le parole per raccontare la mia vicenda. Per fortuna @mattiafeltri su @LaStampa le ha trovate. #buongiorno e buona fortuna.
Oggi - dico oggi - in un processo per diffamazione che Sansonetti ha contro Scarpinato a Lodi, il Pm ha chiesto per Sansonetti Tre anni e sei mesi di prigione. L’aggravante? Che continua a scrivere.
Passare ad un mix energetico fatto di nucleare e rinnovabili prende “tre piccioni con una fava”:
Costa meno
Non inquina l’ambiente
Azzera la dipendenza dall’estero.
Ricapitolando:
A CHI SOSTIENE CHE I GIUDICI NON SONO APPIATTITI SUI PM:
- 94% delle richieste di intercettazioni dei Pm accolte dai Gip;
- 99% delle richieste di proroga intercettazioni dei Pm accolte dai Gip;
- 85% delle richieste dei Pm di proroga indagini accolte dai Gip;
- La stragrande maggioranza delle misure cautelari richieste dai Pm accolte dai Gip;
- La quasi totalità delle richieste di rinvio a giudizio accolte dai Gup;
A CHI SOSTIENE CHE AL CSM LE CARRIERE DEI MAGISTRATI SONO VALUTATE NEL MERITO:
- 99% delle valutazioni di professionalità dei magistrati al Csm finisce con esito POSITIVO, quindi anche gli autori di clamorosi errori giudiziari, di inchieste flop, di sentenze sbagliate, di enormi ritardi;
A CHI SOSTIENE CHE IL MAGISTRATO CHE SBAGLIA RISPONDE PER I SUOI ERRORI:
- 96,5% delle segnalazioni disciplinari a carico dei magistrati archiviate direttamente;
- del 3% che va a giudizio al CSM 3 procedimenti su 4 finiscono in proscioglimento;
- quell'1 su 4 sanzionato ha perlopiu' sanzioni irrisorie (ammonizioni e censure);
- Dal 1992 ad oggi 32.200 persone risarcite per ingiusta detenzione con spesa dello Stato di oltre 900mln di euro, senza che praticamente nessun magistrato sia stato chiamato a rispondere (se ne ricorda 1 (uno solo) condannato per responsabilità contabile e pochissimi sul piano disciplinare;
- Condanne per responsabilità civile quasi azzerate: in media 1 l'anno, 15 in 15 anni.
"Bisogna modificare il Csm per ridurre lo strapotere (delle correnti). Il sistema migliore è il sorteggio, anche a costo di cambiare la Costituzione. Se uno è in grado di scrivere sentenze è anche in grado di scrivere un parere per la nomina di un procuratore" (Gratteri, 5/9/21)
Dicono che sia impossibile spiegare perché votare SI al referendum sulla giustizia in due minuti.
Una ragazza di 27 anni - Patrizia De Grazia dei Radicali - ci è riuscita in un minuto.
“Nella mia prospettiva, e questa è stata sempre la mia idea, il processo serve a dimostrare non la colpevolezza ma l'innocenza dell'imputato” dice il pm Henry John Woodcock. Ce n’eravamo accorti.
Ma a Napoli vige la Costituzione italiana o quella iraniana
Finalmente, Presidente! Si torni a parlare solo del merito della riforma. Che NEMMENO SFIORA i fondamentali principi costituzionali che presidiano dal 1948 autonomia ed indipendenza della magistratura (101: “i giudici sono soggetti SOLO ALLA LEGGE”; 104: la magistratura “è autonoma e indipendente DA OGNI ALTRO POTERE”; 107: “i magistrati sono INAMOVIBILI”; 109: “DISPONE DIRETTAMENTE della polizia giudiziaria”). Nei nuovi due CSM resta INALTERATA la maggioranza dei 2/3 della componente togata, che è addirittura maggiore nell’Alta Corte disciplinare. Dica il candidato con quale misteriosa sua disposizione la riforma “sottopone il giudice alla politica”. Svolgimento:
2021
#Gabanelli su procedimenti che riguardano #magistrati:perchè
-nelle sentenze i loro nomi sono oscurati?
-anche in caso di condotte “indegne”la loro carriera non ne risente?
-i criteri delle loro sanzioni sono noti solo a loro?
#ReferendumGiustizia
Sulla riforma della giustizia bisogna restare sul merito. Non si può utilizzare la retorica dell’autoritarismo e del ritorno al fascismo, come viene fatto ogni volta che c’è un referendum sulla Costituzione, a partire dal nostro del 2016.
La separazione delle carriere è un principio liberale, presente in moltissimi Paesi democratici e che era sostenuta anche dalla sinistra riformista.
Per questo abbiamo appoggiato questa riforma in Aula e lo faremo anche alle urne.
Oggi il Fatto Quotidiano riporta il dossier di una corrente del Csm secondo cui in Italia le ingiuste detenzioni sono poche rispetto ad altri Paesi.
Solo l'1,15% degli arresti secondo loro porterebbe un indennizzo per ingiusta detenzione. Quello che la corrente ed il Fatto omettono di dire e' che le Corti di appello bocciano oltre il 50% delle richieste di indennizzo, pur di fronte a casi conclamati di ingiuste detenzioni. Fino a qualche tempo fa bastava essersi avvalsi della facoltà di non rispondere per vedersi negato il risarcimento, perché il silenzio avrebbe contribuito all'errore del magistrato.
La corrente ed il Fatto non dicono che l'Italia ha speso molto di più di altri Paesi.
Prendiamo il 2023: in Francia la spesa per ingiuste detenzioni è stata di 14,9 milioni, in Italia di 27,8 milioni.
Diverso anche il peso delle ingiuste detenzioni: in Italia media di 45 mila euro ciascuna, in Francia di 28mila600 euro.
La corrente ed il Fatto non spiegano perché l'aver detenuto ingiustamente una persona in custodia cautelare per 43 giorni è ritenuto di "scarsa rilevanza" dal Csm, che non sanziona il magistrato.
Alla solerte corrente ed al Fatto pongo una domanda. Quante volte, rispetto agli oltre 32mila risarcimenti dal 1992, spesa di quasi un miliardo, sono stati sanzionati i magistrati che hanno sbagliato? Mi diano una risposta chiara.
I dati degli ultimi anni li ho forniti e rinfresco la memoria: 10 magistrati sanzionati dal 2017 per le 6485 ingiuste detenzioni risarcite, con una spesa di 278 milioni di euro. Lo 0.015%.
1 magistrato sanzionato sul piano contabile dalla Corte dei Conti: uno soltanto di fronte ad una spesa enorme cagionata allo Stato per le ingiuste detenzioni.
Ps: come mai sul sito del Csm le sentenze e le ordinanze pubblicate sono ferme a febbraio 2025, come mai alcune sono pubblicate altre no, come mai vengono cancellati nomi e uffici giudiziari?
Un Pm si dimentica in carcere un detenuto in custodia cautelare e lo scarcera con 43 giorni di ritardo rispetto alla scadenza dei termini.
Il Ministro della Giustizia avvia un'azione disciplinare nei confronti del magistrato.
Esito: il CSM lo assolve per "scarsa rilevanza" del fatto.
43 giorni in carcere sono di "scarsa rilevanza" per la sentenza numero 8 del 2025.
Incredibili le motivazioni: "in giurisprudenza", spiega il CSM, "si registrano casi in cui periodi ben più prolungati
sono stati ritenuti non ostativi al riconoscimento della scarsa rilevanza, ovvero
addirittura all'assoluzione nel merito; ci si riferisce, in particolare, alla già citata
sentenza n. 27418/2022 delle Sezioni Unite (130 giorni di ritardo) o alla sentenza
di questa sezione n. 124 del 2019 (108 giorni), anch’essa sopra citata, o ancora
alla sentenza CSM n. 105/2015, con la quale il magistrato incolpato è stato
mandato assolto a causa del ritenuto legittimo affidamento nell'operato di altri
magistrati intervenuti in precedenza, pur in presenza di ben 210 giorni di ritardo
nella scarcerazione".
La libertà personale violata per giorni e giorni e', per loro, fatto di scarsa rilevanza.
Quali gli altri elementi su cui si è fondata la scarsa rilevanza?
Lo "scarso clamore mediatico", o il fatto che il detenuto non abbia presentato reclamo o richiesta di scarcerazione.
Questo ragionamento è l'indice di una magistratura forte con i deboli, e debole con i forti.
Non si sanziona il magistrato che sbaglia perché non ci sono i riflettori dei media puntati? I riflettori sono normalmente per i detenuti celebri, non per i poveracci.
Mi attendo la solita nota di qualche corrente del CSM, o di qualche laico, che mi attacca per le cose che scrivo. Non importa. Continuerò a spulciare i provvedimenti della rigorosissima sezione disciplinare del Csm con ancora maggiore interesse.
Magari ne verrà fuori una bella pubblicazione.
Tutti ad applaudire il film su Enzo Tortora, ma da allora non e' cambiato nulla.
Contestualmente alla proiezione dovrebbero distribuire agli spettatori copia dei fascicoli personali di quei magistrati che hanno arrestato un innocente, ma non hanno subito alcuna conseguenza di carriera.
Esattamente quello che accade oggi, a causa della mancanza di coraggio della politica in tutti questi anni.
Una politica che si è sempre fatta irretire dalla convinzione che talune delle correnti potessero essere 'amiche'.
Sostenere che le correnti della magistratura siano di destra o di sinistra e' un errore. L'unico obiettivo delle correnti continuare ad imperare, a raccogliere adesioni per poi decidere le nomine.
Tutte le volte che si è tentato di legare le scelte del CSM al merito, le correnti si sono ribellate. Perché se tutti i magistrati sono sullo stesso piano (99.6% dí valutazioni di professionalità positive) sono proprio le correnti a decidere chi va avanti e chi resta indietro.
Pensate se ad ogni arresto di un innocente, ad ogni inchiesta flop, ad ogni rinvio a giudizio info data, ad ogni sentenza con errori macroscopici corrispondesse un asterisco nel fascicolo personale del magistrato. Sarebbe più difficile per le correnti favorire il loro protetto che avesse un bel po' di asterischi. Se gli asterischi non ci sono, il meno capace, ma più protetto, può scavalcare il collega più capace.
Chi avrebbe il dovere di reagire a questo sistema? Sicuramente il Parlamento . Sicuramente i componenti laici, di ogni provenienza, eletti dal Parlamento. Soprattutto coloro che a parole sostengono la riforma della giustizia che punta a ridurre lo strapotere delle correnti.
Invece no, tutti i consiglieri laici del Csm, ma proprio tutti, non riescono a denunciare questa degenerazione, anzi continuano a fare da stampella alle correnti che ritengono politicamente più vicine, legittimandone l'azione.
Non sarà mai troppo tardi il giorno in cui i consiglieri laici del CSM decideranno di astenersi dal voto denunciando le spartizioni correntizie, o il giorno in cui pretenderanno che ai flop giudiziari sulla pelle delle persone corrisponda un asterisco nel fascicolo personale.
Ieri il Presidente della Repubblica ha ricordato ai magistrati che "nessun potere dello Stato è immune da vincoli e controlli".
E' precisamente quello che provo a sostenere, inascoltato, da anni.
Perché oggi non solo non ci sono conseguenze di carriera per gli errori dei magistrati (99.6% dí valutazioni positive), ma proprio nessun vaglio sulle cause.
Ed ogni proposta per tenere in considerazione l'esito dell'attività svolta (sentenze demolite, inchieste flop, processi temerari, ingiuste detenzioni, errori giudiziari) viene attaccata dall'Anm e cassata dal Ministero della Giustizia.
Basti ricordare il fascicolo per la valutazione del magistrato che avrebbe dovuto contenere tutti gli atti di una toga ai fini di una puntuale valutazione, che dopo l'intervento di via Arenula sono diventati atti presi 'a campione' e dopo la circolare del Csm '5 atti per anno'.
O le anomalie che per incidere sulle progressioni di carriera che devono riguardare almeno 2/3 degli atti del magistrato.
O le 0 (zero) azioni disciplinari avviate dal ministero della Giustizia nel 2024 a fronte di centinaia di ingiuste detenzioni.
O il rigetto della proposta di inviare alla Corte dei Conti gli atti dei risarcimenti pagati dallo Stato per le ingiuste detenzioni (come accade per qualunque sindaco).
A me pare che si confonda la sacrosanta autonomia e indipendenza della magistratura con il mantenimento di una bolla di intoccabilità, che quasi tutti, per quieto vivere, si stanno impegnando a garantire che resti intatta.
A reagire siamo rimasti in pochi, pochissimi. A chi chiede chi ce lo fa fare, rispondiamo semplicemente che lo dobbiamo alle tante, tantissime persone che hanno avuto la vita rovinata da procedimenti impregnati di superficialità e negligenza.
Nessuno dice più che quando i cittadini votarono con ampia maggioranzaper# la responsabilità civile dei magistrati# il Parlamento conculcò la volontà degli elettori.E la casta dei magistrati non paga per le vittime degli errori giudiziari.
Ricca? Feltri confonde il patrimonio con i debiti.Ricchi si e’ per accumulazione,speculazione o successione….E poi le donne ricche non hanno le borse farlocche!La Santanche’non molla lo stipendio….