A prescindere dal fatto che mi sembra che tu non abbia molto chiaro come funzionano una rete elettrica nazionale e le varie energie che fanno da supply, mi spiego meglio. In un mix energetico ottimale, solare ed eolico, che non possono modulare, vanno a coprire i picchi quando producono. Il baseload viene coperto da altre fonti stabili, che possono essere modulate, quali gas, nucleare, carbone ma anche geotermico; non va coperto da solare ed eolico per un semplice motivo: non conviene. Perchè non conviene? Facciamo un esempio molto semplificato: ipotizziamo di avere un picco massimo di 60 GW (istantanei), mentre ho un baseload di 20, quindi circa la situazione italiana. Se io volessi coprire tutto il picco con le rinnovabili dovrei installare, ipotizzando un'efficienza media del 25%, 200 GW di rinnovabili, ma non basta. Nei momenti in cui però solare ed eolico non producono, i 20 GW di baseload vanno coperti da una fonte modulabile e non intermittente, qualunque essa sia. Dovrei quindi installare (ipotizzando un'efficienza media del 90%) circa 22 GW ULTERIORI, che tra l'altro farei lavorare meno di quello che potrebbero fare. Questo tipo di rete è tecnicamente fattibile ma: economicamente non conveniente (installerei 80 GW di solare ed eolico in eccesso), nelle ore in cui producono solo solare ed eolico sarebbe fortemente soggetta a sbilanciamenti (e quindi blackout, vedasi Spagna l'anno scorso) e chi installa queste fondi non avrebbe convenienza a farlo, se non sussidiato (e quindi altra spesa pubblica perchè tanto il debito italiano è basso). La cosa più conveniente è coprire i 20 GW di baseload con una fonte modulabile e stabile, mentre il resto lo copri con solare, eolico e anche idroelettrico se vogliamo aggiungerlo al conteggio. Per quanto riguarda le batterie, a livello nazionale sarebbe un totale suicidio: non esistono accumuli stagionali (se non con idroelettrico, ma i bacini di pompaggio sono già tutti full) e hanno un costo completamente senza senso, non sono una strada fattibile nè ora nè in un prossimo futuro.
«Se a Napoli un ragazzino di quindici anni ucraino viene pestato dai suoi coetanei per la sua nazionalità, lo dobbiamo soltanto a quei bastardi come Travaglio, Vannacci, Conte e compagnia bella.»
Questo video di @MaistroukV colpisce nel segno e merita il massimo repost!
@emapuche83@RiccardoTrezzi Ha molta rilevanza, dato che non hai le competenze per capire l’economia al pari di un’economista. Così come io non capisco nulla di Spinoza e non mi permetterei mai di contraddire una tua interpretazione.
A dicembre scorso il ministro Urso per la prima volta nella storia ha deciso di fermare le cokerie #ilva. Tutte quante. Tutte insieme. Da quel momento ilva ha smesso di esssre uno stabilimento a ciclo integrale, e ha iniziato a comprare il coke all'estero. Non era mai successo, mai. Neanche con mittal. Urso disse che dovevano essere spente solo per 4 mesi, e ripartire a maggio. Siamo a maggio, e non è ripartito nulla. E mai ripartirà. Qualcuno però continua ancora a credergli quando dice che in due anni faranno 4 forni elettrici, due dri, e sei milioni di tonnellate di produzione da elettrico e gas. Hanno distrutto il più importante siderurgico d'Europa raccontando che ne stavano facendo il più grande stabilimento green, e nessuno ha mai provato a fermarli.
@makecazzneso No, dovresti fare che circa 1/3 della potenza installata deve essere in grado di fare regolazione di frequenza, ma sai leggere? Che poi, dall’alto di quale qualifica lo stai dicendo? Sai come funziona una rete elettrica?
Bonelli indegno che dice evidenti falsità sul nucleare e non porta argomenti a favore della politica energetica italiana (e anche tedesca) che ha puntato sul 100% rinnovabili, non riuscendoci.
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Confronto diretto su energia, spesa pubblica, università, pensioni e giovani, tra il segretario @micheleboldrin e il portavoce di Europa Verde @AngeloBonelli1 con @MrCasanovaReal e @Fedez
4) i blackout sono causati principalmente da squilibri nella rete elettrica tra domanda e offerta. Che cosa significa? Se in un dato istante io butto in rete 60 e la domanda di consumi è 60, la rete é in equilibrio con una frequenza di 60 Hz. Se improvvisamente la domanda sale a 70, avviene quella che si chiama oscillazione di frequenza, cioè che quest’ultima devia dalla baseline. Per fare in modo di riportare la frequenza a 60 Hz, avviene la regolazione di frequenza (primaria, secondaria e terziaria): aumento l’offerta (aumentando la potenza immessa) e ribilancio il sistema. Questa cosa le rinnovabili non la possono fare. Senza contare che le oscillazioni di frequenza possono avvenire anche con uno shock dell’offerta (cambia velocemente la potenza che “immetto” in rete), cosa molto tipica di rinnovabili come solare ed eolico. Se ho solo fonti che non possono fare questo lavoro, le oscillazioni continue di frequenza portano a continui blackout. Stop
Come ho già scritto prima più volte, se avviene in alcuni casi non é per forza corretto e conveniente. Perché no, non coviene economicamente ad uno stato avere un mix energetico come quello che hai descritto tu prima. E dobbiamo smetterla con la stronzata del “rinnovabile = costa poco” perché é per l’appunto una stronzata: le rinnovabili costano poco e rendono il giusto se installate fino ad un certo punto, circa il 60%, soglia oltre la quale i rendimenti e il capcity factor crollano e i costi si impennano perché si va ad installare in posti non convenienti. Anticipo un’altra questione: l’Italia che è “la patria del sole e del vento” è un’altra stronzata propagandistica dei verdi. Dal punto di vista ingegneristico, i luoghi ingegneristicamente conveniente per solare ed eolico sono limitati, e sono tra l’altro lontani dai centri produttivi a nord del paese.
Ti ho letteralmente appena spiegato perché economicamente non conviene coprire il baseload con le rinnovabili, per il semplice fatto che devi installarne di più. Poi si, in alcuni paesi avviene, ció non significa che sia economicamente conveniente. Tutti i paesi che sono indipendenti dal punto di vista energetico e hanno un mix ottimale hanno la struttura che ho spiegato nel precedente commento. Paesi come la Germania e la Danimarca hanno provato a fare quello che dici tu, infatti hanno le bollette più alte d’Europa (insieme all’italia).
Per quanto riguarda le batterie ripeto: non esistono e non esisteranno nei prossimi anni modelli adatti allo stoccaggio di rete e stagionale, abbastanza efficienti ed economicamente convenienti per sopperire ad un mix nucleare e rinnovabili.
Tempo che facciamo una centrale nucleare (che ti informo, la mediana di tempo di costruzione é 7 anni) e facciamo in tempo a legarci ancora di più alle fonti fossili e spendendo altri centinaia di miliardi in rinnovabili senza aver risolto nessun problema. Prima si inizia a costruire e meglio è.
A prescindere dal fatto che mi sembra che tu non abbia molto chiaro come funzionano una rete elettrica nazionale e le varie energie che fanno da supply, mi spiego meglio. In un mix energetico ottimale, solare ed eolico, che non possono modulare, vanno a coprire i picchi quando producono. Il baseload viene coperto da altre fonti stabili, che possono essere modulate, quali gas, nucleare, carbone ma anche geotermico; non va coperto da solare ed eolico per un semplice motivo: non conviene. Perchè non conviene? Facciamo un esempio molto semplificato: ipotizziamo di avere un picco massimo di 60 GW (istantanei), mentre ho un baseload di 20, quindi circa la situazione italiana. Se io volessi coprire tutto il picco con le rinnovabili dovrei installare, ipotizzando un'efficienza media del 25%, 200 GW di rinnovabili, ma non basta. Nei momenti in cui però solare ed eolico non producono, i 20 GW di baseload vanno coperti da una fonte modulabile e non intermittente, qualunque essa sia. Dovrei quindi installare (ipotizzando un'efficienza media del 90%) circa 22 GW ULTERIORI, che tra l'altro farei lavorare meno di quello che potrebbero fare. Questo tipo di rete è tecnicamente fattibile ma: economicamente non conveniente (installerei 80 GW di solare ed eolico in eccesso), nelle ore in cui producono solo solare ed eolico sarebbe fortemente soggetta a sbilanciamenti (e quindi blackout, vedasi Spagna l'anno scorso) e chi installa queste fondi non avrebbe convenienza a farlo, se non sussidiato (e quindi altra spesa pubblica perchè tanto il debito italiano è basso). La cosa più conveniente è coprire i 20 GW di baseload con una fonte modulabile e stabile, mentre il resto lo copri con solare, eolico e anche idroelettrico se vogliamo aggiungerlo al conteggio. Per quanto riguarda le batterie, a livello nazionale sarebbe un totale suicidio: non esistono accumuli stagionali (se non con idroelettrico, ma i bacini di pompaggio sono già tutti full) e hanno un costo completamente senza senso, non sono una strada fattibile nè ora nè in un prossimo futuro.
Un partito serio, deve partire dal problema INPS oltre 400 miliardi di spesa, 180 miliardi di trasferimenti, 6 milioni di percettori con meno di 15 anni di contributi, di cui 3 completamente sconosciuti al fisco. 120 miliardi di sole pensioni retributive.
Mi è stato segnalato che a Pulp Podcast, il segretario dei Verdi avrebbe sostenuto che il problema del nucleare è che non può modulare.
Segue il grafico della potenza del reattore di Blayais unità 3 nelle ultime 48h, che assolutamente non modula.