Roberto Vannacci ieri sera ha dato ancora una volta prova di essere un nemico dell’Italia e dell’Europa.
La sua è l’ennesima riproposizione di un populismo violento e qualunquista, già visto e per di più fallito, prima con il Movimento 5 Stelle e poi con la Lega di Salvini.
Nessuna prospettiva per il Paese, nessuna proposta economica, nessuna idea su sanità e istruzione ma solo la vecchia retorica sovranista e putiniana.
Altro che futuro nazionale, Vannacci è un problema nazionale.
Si vorrebbe sempre di più e più del necessario. E così non è solo lo stress a colpirci ma la frenesia interiore a divorarci. Risuonano, allora, le parole di Gesù a Marta: «Tu ti preoccupi e ti agiti per troppe cose, ma una sola è la cosa di cui c'è bisogno» (Luca 10, 41-42)
Oh, signor "X", se per cento volte ti dico che lo stesso annuncio non mi interessa e continuo a rivederlo, evita almeno di prendermi per il culo ogni volta con "grazie, ne terremo conto..."
Governare con decreti legge un sistema sanitario che dipende dalle regioni è disfunzionale. Senza medici di famiglia le case di comunità costruite con fondi europei saranno inutili. Avere una buona sanità e una cattiva politica sanitaria.
Le patrimoniali ci sono già. Un scade fra pochi giorni. Il “ceto medio” va definito, più che evocato. La pressione fiscale è aumentata e anche le disparità fra redditi uguali. Gli slogan non scalfiscono la realtà.
Sant'Agostino nelle sue “Confessioni” afferma che «l"amore uccide ciò che siamo stati perché si possa essere ciò che non eravamo». Amando si va sempre oltre il passato per diventare creature nuove che raggiungono le mete considerate impossibili.
Al teatro Parenti di Milano il 15 giugno il movimento Europeisti riunirà per la prima volta insieme con una bandiera sola e un progetto unitario: Pina Picierno, Carlo Calenda, Luigi Marattin, Mario Monti, Carlo Cottarelli, Gianni Vernetti, Daniele Nahum e Piercamillo Falasca.
Può essere un nuovo inizio: solo uniti si vince.
E sì, ci sarò anche io.
Perché in questa battaglia, Il Riformista è e sarà sempre in prima linea.
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