È 𝙇𝙐𝙇𝙄-𝙈𝘼𝙉𝙄𝘼 A ROMA: DARDERI NON SI FERMA PIÙ E VOLA IN SEMIFINALE ❤️🔥
Una serata incredibile quella sul Centrale del Foro Italico: Luciano Darderi batte anche Rafael Jódar e conquista la prima semifinale della sua carriera in un Masters 1000 (diventa l'ottavo italiano a raggiungere il penultimo atto nel torneo maschile a Roma), al termine di un match iniziato tardi, finito ancora più tardi (ore 2 del mattino) e caratterizzato dalla surreale interruzione per il fumo generato dai fuochi d'artificio della finale di Coppa Italia tra Inter e Lazio.
Prestazione davvero PAZZESCA dell'azzurro, che ha dimostrato di essere più forte dei crampi e di qualsiasi avversità: venerdì sfiderà Casper Ruud per un posto in finale!
“Questa mattina di 81 anni fa gli italiani si sono svegliati in un mondo nuovo. Quasi tutti hanno spalancato le finestre, tutti hanno sorriso.”
- Buon #25aprile 🇮🇹
ANCHE CROSETTO TIENE FAMIGLIA
La famiglia di Guido Crosetto si trovava a Dubai in vacanza. Il ministro della Difesa della Repubblica Italiana, venerdì 27 febbraio, è salito su un volo di linea da Roma per andare a prenderla. Sabato mattina Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran. Missili su Teheran, su Isfahan, su mezza regione del Golfo. Dubai compresa, con un impatto su Palm Jumeirah, quattro feriti, l’aeroporto chiuso, lo spazio aereo sigillato. Crosetto è rimasto lì, bloccato come un qualsiasi turista con il trolley in mano e il volo cancellato sul tabellone.
Questo è il fatto. Nudo, semplice, verificato da ANSA, Reuters, Fatto Quotidiano, Il Post. Adesso le domande.
La prima è ovvia: i servizi di intelligence italiani non avevano sentore di nulla? Un’operazione pianificata, secondo fonti israeliane citate da NBC News, “per migliaia di ore” tra Washington e Tel Aviv. Un attacco che lo stesso Crosetto, intervistato al Tg1 poche ore dopo, ha definito “non sorprendente, anche nelle tempistiche”. Fermiamoci un secondo su questa frase. Non sorprendente. Neanche nelle tempistiche. Lo dice l’uomo che ventiquattr’ore prima si è imbarcato per Dubai. O mentiva al Tg1 per darsi un tono, o sapeva e ci è andato lo stesso. In entrambi i casi il quadro è devastante. Il governo tedesco ha confermato di essere stato informato in anticipo. Salvini ha ammesso che l’Italia è stata avvisata “quando l’attacco era già iniziato”. Tajani ha detto di aver ricevuto la telefonata dal ministro degli Esteri israeliano ad attacco partito. L’alleato che ti avvisa a cose fatte. I servizi che non producono un’informativa abbastanza urgente da suggerire al ministro della Difesa di non salire su un aereo per il Golfo Persico alla vigilia dell’escalation più grave degli ultimi decenni.
La seconda domanda riguarda il giudizio, quello politico e umano. Anche ammettendo che l’intelligence non avesse certezze sulla data, chiunque segua la situazione mediorientale, anche solo leggendo i giornali, sapeva che l’attacco era questione di giorni. Trump lo aveva detto apertamente. Le trattative erano saltate. Il linguaggio diplomatico aveva lasciato il posto a quello militare da settimane. Il ministro della Difesa di un Paese NATO con contingenti in Kuwait, in Libano, nel Golfo, con navi nella missione Aspide nel Mar Rosso, decide che è il momento giusto per un weekend a Dubai a recuperare moglie e figli dalla vacanza. Ecco, questa è la misura dell’uomo e del politico. Anche Crosetto tiene famiglia, del resto. Le priorità sono chiare.
La terza domanda è sui mezzi. Le fonti governative si sono affrettate a precisare: volo civile, andata e ritorno. Prendiamolo per buono. Il che solleva un altro problema: il ministro della Difesa viaggia senza alcuna copertura operativa, senza un piano di rientro alternativo, senza un corridoio garantito? Se fosse scoppiata un’emergenza che richiedeva la sua presenza fisica a Roma nelle ore immediatamente successive, come sarebbe rientrato? Con un volo ITA da Dubai, lo stesso volo che è stato cancellato? La domanda non è retorica. È procedurale. Un ministro della Difesa ha protocolli di mobilità che prevedono scenari di crisi. Se li ha usati, perché non ha funzionato nulla? Se non li ha usati, perché?
Crosetto stamattina ha partecipato in videoconferenza al vertice di Palazzo Chigi. Ha scritto su X che segue la situazione “con la massima attenzione”. Ha parlato con il Capo di Stato Maggiore, con il Comandante del COVI. Tutto molto professionale, tutto molto da comunicato stampa. Il punto è un altro: mentre i missili iraniani colpivano la base che ospita i militari italiani in Kuwait (danni ingenti alla pista, soldati nel bunker, per fortuna nessun ferito), il loro ministro era in un hotel a Dubai a cercare di capire quando avrebbe riaperto l’aeroporto. Non c’è videoconferenza che possa cancellare questa immagine.
Non è una questione di forma. È sostanza, credibilità, serietà istituzionale. Un ministro della Difesa non può trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Non in una fase come questa. L’immagine del responsabile della sicurezza nazionale bloccato a Dubai con la famiglia in vacanza mentre il Medio Oriente prende fuoco è qualcosa che nessun comunicato può aggiustare.
C’è poi un livello più profondo, che riguarda il rapporto dell’Italia con i suoi alleati. La Germania viene informata in anticipo. L’Italia no, o almeno non in tempo utile. Questo dato, da solo, racconta più di qualsiasi analisi geopolitica lo stato reale della nostra rilevanza nel quadro atlantico. Siamo alleati di serie B, tollerati, non consultati. Crosetto bloccato a Dubai è la metafora perfetta: il Paese che arriva sempre dopo, che scopre le cose quando sono già successe, che gestisce le emergenze in videochiamata dalla hall di un hotel negli Emirati.
Se questo governo avesse un minimo di decenza istituzionale, Crosetto dovrebbe quanto meno delle spiegazioni pubbliche, circostanziate, verificabili. Non un post su X con la formula “seguo con la massima attenzione”. L’opposizione, se esiste ancora, dovrebbe chiederle. Il Parlamento dovrebbe pretenderle. Perché qui non si tratta del weekend di un privato cittadino. Si tratta del ministro della Difesa di un Paese in guerra fredda permanente, con soldati sotto il fuoco in Kuwait, che si è fatto trovare dall’altra parte del mondo nel giorno peggiore possibile.
Nessuno gli ha detto niente. O qualcuno gli ha detto qualcosa e lui ci è andato lo stesso, perché anche Crosetto tiene famiglia. Scegliete voi quale delle due versioni sia più grave.
Aprile 2025: Federica #Brignone riporta una frattura scomposta del piatto tibiale e della testa del perone, e la rottura del legamento crociato. Si prevede oltre un anno di stop, si ipotizza la fine della carriera, viene dichiarato impossibile il ritorno all'attività agonistica per le Olimpiadi del 2026.
Dicembre 2025: torna ad allenarsi con una certa regolarità.
Gennaio 2026: torna a gareggiare in coppa del Mondo.
Febbraio 2026, oggi: a 292 giorni dal terribile infortunio, prossima ai 36 anni, con nemmeno due mesi di allenamenti veri sulle gambe, dopo che sembrava letteralmente impensabile un ritorno alle gare in meno di un anno, Federica Brignone ha vinto l'Oro alle Olimpiadi trionfando nel Super G di poco fa.
Non le dedichiamo questo post perchè è appassionata di basket e perchè spesso, quando gareggia negli USA, va a vedere delle partite NBA.
Non le dedichiamo questo post perché vedendo il suo ginocchio, ci sentiamo ridicoli quando desistiamo dall'alzarci dal divano per andare a prendere un'altra birra in frigo perché abbiamo un dolorino alla schiena.
Le dedichiamo questo post perché ci troviamo di fronte alla più grande sciatrice italiana di tutti i tempi che ha realizzato una delle più grandi imprese sportive della storia.
Campione per due anni consecutivi.
Tre volte di fila in semifinale.
Grazie per questi anni incredibili a Melbourne.
Adesso sotto con la prossima sfida 💪🏻🇮🇹
Forza, Jan 🧡
#AusOpen#AO2026#EurosportTennis#Sinner
🇮🇹 Quando la storia chiama, l’Italia risponde.
E a Torino ha parlato con la voce di Jannik Sinner: potente, glaciale, inevitabile.
Il ragazzo delle Dolomiti che accende un’intera nazione.
Il tricolore oggi non sventola: domina.
Campione delle ATP Finals. Leggenda 🎾
#sincaraz #sinner #tennis
Since the ATP Finals began in 1970, no player had ever won all three Round Robin matches without dropping a set in back-to-back years… until Jannik Sinner.
Historic dominance. 🦊🔥
Source: @OptaAce
Non ha minimamente esultato dopo aver vinto e poi ha scritto questo sulla telecamera.
Lui ha il potere, con la sua classe, la sua eleganza e la sua educazione, di far vergognare chiunque parli a sproposito di lui
#Sinner
JANNIK, NOI ABBIAMO FINITO LE PAROLE 👏🏻
Sinner domina Zverev e centra la sua prima finale a Parigi, la nona del 2025. Domani, contro Auger-Aliassime può tornare numero 1 del mondo superando nuovamente Alcaraz. Che giocatore, Jannik 🥹
#Tennis#RolexParisMasters#Sinner
SARÀ FINALE TRA CUGINI! 😱
Il Masters 1000 di Shanghai si chiuderà con l’epilogo più inaspettato, ma anche più romantico di tutti. Se due settimane fa vi avessero detto che Valentin Vacherot e Arthur Rinderknech si sarebbero contesi il titolo, voi cosa avreste fatto?
Ora è realtà: il francese rimonta Daniil Medvedev e centra la sua prima finale a livello ‘1000’ in carriera, la seconda in assoluto nel circuito ATP dopo quella persa nel 2022 ad Adelaide contro Thanasi Kokkinakis.
Settimana incredibile per Rinderknech che andrà a caccia del suo primo titolo ATP e lo farà in finale a Shanghai contro.. suo cugino! Sarà a tutti gli effetti una sfida in famiglia! i
The moment Valentin Vacherot beat Novak Djokovic to reach the Shanghai final
World #204 becomes the lowest ranked player EVER to reach a Masters final
The first player from Monaco to reach a Masters final
It’s his fairytale, we’re just living in it 🥹