Quest'uomo ha diffuso la fake news secondo cui la #CGIL si sarebbe voltata di spalle durante l'intervento di #LaRussa a #Marcinelle.
Lui è Carlo #Fidanza, il camerata che ha patteggiato un anno e 4 mesi per corruzione e faceva saluti romani con il sorriso stampato sulla faccia.
Chi è Giorgia?
Siete stanchi, lo so.
Stanchi di svegliarvi la mattina e ritrovarvi lo stesso spettacolo a reti unificate, vero? Tipo una premier che vi parla da amica in dialetto romanesco, come se foste cresciuti nello stesso palazzo popolare, mentre voi arrivate al 27 contando gli spiccioli.
Stanchi di vedere la Rai, quella pagata con le vostre tasse, trasformata in un lungo spot elettorale permanente.
Stanchi di sentirvi dire "sono come voi” da chi, da una vita, sta dall'altra parte del tavolo, con tanto di scorta, villa e ufficio comunicazione a badare all'inquadratura giusta.
Bene. Partiamo da quella celebre frase che da sette anni ci martella i timpani e sminuzza gli zebedei come il jingle di un’insalata di riso.
"Io sono Giorgiaaaa! Sono una donnaaa! Sono una maaadreee! Sono italianaaaa! Sono cristianaaaa!"
No, non siamo al cinema a vedere il film “L’Esorcista”, siamo a Piazza San Giovanni, Roma, 19 ottobre 2019. C’è un comizio di Giorgia Meloni. Applausi, meme, remix da discoteca, un libro con lo stesso titolo diventato bestseller. Il celebre grido lo ha addirittura ripetuto due volte a squarciagola. Come se ce l’avesse con qualcuno di preciso che le ha portato via quell'identità. O chi è questo cattivo, Giorgia?
Quattro anni e mezzo di governo dopo, quella frase mi gira ancora in testa come un rosario neofascio. E continuo ancora a chiedermi con chi cavolo ce l’avesse. Intanto ci avviciniamo al 2027, e il lavaggio del cervello mediatico diventa centrifuga cerebrale. Ma vediamo allora chi è, davvero, questa Giorgia nazionale.
Dice “Donna”.
Sì, donna. Del tipo che ha ridotto gli obiettivi del Pnrr sugli asili nido da 264mila a 150mila posti, tagliando soprattutto al Sud. Del tipo che si intesta il record di occupazione femminile mentre l'Istat segnala oltre 3 milioni di donne inattive per motivi familiari, perché tra lavoro e figli, in Italia, tocca scegliere quasi sempre alla donna. "Sono una donna" suona bene sul palco. "Sono una donna al potere a cui non frega un tubo delle altre donne” suona già meno da tormentone, vero Gio?
Dice “Madre”.
Vero, la figlia Ginevra è nata nel 2016. Congratulazioni.
Col padre, Andrea Giambruno, non si è mai sposata, e nell'ottobre 2023 la storia è finita dopo i fuori onda finiti su Striscia la Notizia. Fatti suoi, per carità. Il problema è un altro: è esattamente il modello di famiglia "non tradizionale" che il suo partito, in aula, tratta come figlia di un dio minore quando si parla di diritti per chi una famiglia se la costruisce fuori dallo schema chiesa-fedi-nuziali-figli. A lanciare slogan è bravissima, la Giorgia. Quando si tratta di diritti uguali per tutti molto meno. La sua cara patria Italia, quella vera, nel 2025 ha fatto segnare il minimo storico di nascite dal dopoguerra: 355mila, tasso di fecondità a 1,14. E il 62% di chi rinuncia a un figlio lo fa per motivi economici, non ideologici. Ma a voi raccontano una premier paladina e protettrice delle famiglie, vi parlano dei Family Day, degli auguri social per la festa della mamma. Poi peccato che arriva l'Istat e crolla la scenografia dei vari Bocchino e addetti alla propaganda vari.
Dice “Italiana”.
Ed è in buona compagnia: siamo quasi 59 milioni, non è che sia una sua esclusiva o dei membri del tuo partito. Peccato che l'italianità di Giorgia coincida perfettamente con il trasformarsi in zerbino davanti a chi conta di più: al vertice Nato dell'Aja ha firmato l'impegno a portare la spesa militare al 5% del Pil entro il 2035, per l'Italia un salto da circa 45 a oltre 100 miliardi l'anno. Che verranno ottenuti tagliando i servizi pubblici. Già al collasso. E brava la nostra patriota Giorgia, sovranista con i suoi tifosi ed elettori, e malleabile come il didò a Bruxelles e Washington. Stendiamo un velo pietoso sul fatto che nonostante questa sdraiata sudditanza, Trump le abbia pure sbattuto la porta in faccia pubblicamente.
Dice “Cristiana”.
E allora le farà piacere sapere che il suo governo è complice di genocidio. E che continua a supportare lo stato terrorista di Israele che lo commette. Salterà di gioia nel sapere che in Italia, dati Istat 2024, ci sono ancora 5,7 milioni di persone in povertà assoluta, di cui 1,3 milioni minori. Per i più smemorati, ricordiamo che dopo una campagna durata anni per criminalizzare tale misura (presente già da anni in quasi tutti i paesi europei) il Reddito di cittadinanza è stato cancellato e sostituito con l'Assegno di inclusione, che secondo il rapporto Caritas 2025 ha perso per strada il 40-47% dei beneficiari di prima, senza migliorare la mira verso i più fragili. A proposito di cristianità: nel frattempo nel Mediterraneo si continua a contare, ogni anno, centinaia di morti nel tentativo di arrivare qui. Il catechismo dice altro, ma vabbè, aò.
E poi, a proposito dell’apparire come la vicina di condominio, ci sarebbe il capitolo economico, quello che nessuno spot elettorale e nessun Sallusti raccontano.
Nel solo 2023 pare che Meloni abbia dichiarato al fisco 459.460 euro, frutto del boom dei diritti d'autore dei suoi libri. Con quei soldi si è comprata, cash, senza mutuo, una villa di 350 metri quadri con piscina al Torrino: 1,1 milioni di euro. E il salario minimo, quello vero, i 9 euro l'ora per chi lavora e resta povero lo stesso? Bocciato, affossato in commissione, liquidato come "controproducente" in uno dei suoi melonosi video sui social.
Ecco chi è Giorgia, spogliata dalla scenografia che le hanno costruito attorno. Una specie di bambina viziata e permalosa che parla solo in dialetto, cresciuta a pane, fascismo e Berlusconi.
Non è di certo la vicina di casa che vi ferma sulle scale per aiutarvi a portare la spesa. È una che i conti della spesa li fa tornare benissimo. Per sé e la sua cricca. Del resto, lei fa la spesa col nostro borsello ormai da circa 30 anni. E se glielo fate notare, è facile che vi fa volare giù dalle scale.
Dunque, cari elettori patrioti che ancora la votate e la difendete al bar contro il pericolo della “sinistra” (intendendo il PD, quindi tutto fuorché la sinistra): qualcuno vi ha spiegato che il salario minimo che non avete l'ha bocciato lei? Che i vostri figli continuano a scappare all’estero a fare i lavapiatti anche grazie alle sue politiche? Che la villa con piscina se l'è pagata coi diritti d'autore mentre ai più disgraziati tagliavano il reddito di cittadinanza? Che la retorica su Dio-patria-famiglia non ha prodotto né più figli né più asili nido? Che il “blocco navale” era una puttanata colossale impraticabile ed irrealistica e che gli sbarchi irregolari si sono moltiplicati sotto al suo governo? E potrei andare avanti. Di quale patria siete orgogliosi, fatemi capire?
Ma svegliatevi e ragionate davvero da cittadini italiani, dannazione.
Non da tifosi di un leader o di un partito.
E smettetela una volta per tutte di credere a chi vi somiglia solo quando c'è un microfono e una telecamera accesa. Maledetti.
#GianniMagini #AllertaMedia
Agosto italiano. Mancano 7 mila medici e altrettanti infermieri nei nostri Pronto Soccorsi. Finita la sporca guerra sulla pelle dei disperati di #Ceuta qualcuno al governo vorrebbe occuparsi dell’emergenza della nostra Sanità, messa in ginocchio anche da questo caldo innaturale?
Tenetevi forte, fortissimo. Perché il ministro dell’Istruzione Valditara, ospite al Meeting di Comunione e Liberazione, ha detto una cosa che – se non fosse tragica – sarebbe da ridere per ore.
“Il finanziamento statale della scuola italiana non è assolutamente inferiore a quello di tanti altri Paesi europei”, ha detto.
E poi, la perla: “Penso che in rapporto al PIL sia persino superiore alla Germania”.
Penso che.
Ha detto proprio così.
Non “so che”.
Non “secondo i dati”.
Non “lo dimostrano le analisi”.
Ha detto: “Penso che”.
Ora, fermiamoci un attimo.
Com’è possibile che un ministro dell’Istruzione, uno che dovrebbe maneggiare numeri, evidenze e politiche pubbliche con la cura di un chirurgo, apra bocca per dire: “penso che”?
È come se un medico dicesse “penso che sia appendicite”. O un ingegnere dicesse “penso che il ponte regga”. O un giudice “penso che sia colpevole”.
Ministro, non è un passante al bar. È il suo maledetto lavoro.
E infatti la realtà lo umilia.
L’Italia, i dati sono di Eurostat, spende il 3,9% del PIL per l’istruzione: è la terzultima in Europa. Solo Romania e Irlanda fanno peggio.
La Germania, quella che “pensa” spendiamo più di lei, è al 4,5%, la Francia al 5%, la Spagna al 4,2%, la media UE è 4,7%, la Svezia arriva al 7,3%.
E ancora non basta.
Se guardiamo alla percentuale della spesa pubblica totale destinata all’istruzione, l’Italia è ultima in classifica: 7,3% contro una media europea del 9,6%.
Ultimi. Di nuovo.
Un ministro dell’Istruzione che non conosce i dati sull’istruzione è un disastro. Un ministro che arriva a inventarli, è molto peggio. È una vergogna nazionale.
Chiunque sia l’architetto che ha progettato la ristrutturazione di Piazza dei Cinquecento a Roma, chiunque abbia approvato il progetto e chiunque lo abbia realizzato dovrebbe risponderne.
Travertino chiaro per centinaia di metri quadri. Riverbera. Il calore ti arriva da sopra e da sotto, ti prende alle caviglie e non molla. Non un albero, non una pianta, non una pensilina. Niente acqua, da nessuna parte. Cammini in mezzo e non c’è un solo punto dove tu possa spostarti per stare meglio, perché ovunque è la stessa cosa. Attraversarla ad agosto alle due del pomeriggio è una piccola prova fisica.
Senza contare che hanno eliminato ogni possibilità di sosta breve. Se dovete recuperare qualcuno a Termini, arrendetevi. Impossibile, a meno di fermarsi in divieto.
Quanto ai 15 irregolari fermati a Fiumicino in arrivo dalla Spagna, per cui Salvini già parla di invasione, è probabile che fossero badanti peruviane, o similari, che tornavano in Italia dagli anziani dove lavorano come irregolari, dopo essere state in vacanza al loro paese ed aver fatto scalo a Madrid.
P.S. in Italia una persona irregolare non può essere regolarizzata, anche dopo anni e anni che lavora e guadagna: la legge Bossi Fini lo impedisce. Così resta a lavorare da irregolare, e l'Italia perde soldi di tasse e contributi che non possono essere pagati da un irregolare. Che politica miope...
"Non è colpa mia se delle mie canzoni non ha capito nulla. Una volta mi telefonò per invitarmi ad Atreju: ma figuriamoci! Stanno provando a sostituire ‘l’egemonia culturale di sinistra’ piazzando cinque sfigati alla Cultura, ma non hanno niente".
Così Francesco Guccini su Giorgia Meloni.
Lucidissimo fino all’ultimo.
Ciao Maestro, buon viaggio.
#guccini
"La Meloni dice: Quando sono nata io, il fascismo non c’era più. Però si definisce cristiana, e quando è nata lei,Cristo era già morto"
(Francesco Guccini)
"Se a Giorgia Meloni piacciono le mie canzoni, significa che non le ha capite" (Francesco Guccini)
Io non perdono e tocco
Dunque inizi a fare politica per Borsellino e poi copri le chat di #Delmastro , che è anche il tuo avvocato, in affari con un camorrista. Giorgia Meloni, presidente del Consiglio d'Italia.
Di cosa hanno paura Giorgia Meloni e i deputati della maggioranza? Perché rischiare così tanto per proteggere la corrispondenza di Delmastro? Perché, insomma, hanno negato l’autorizzazione al sequestro delle chat?
del condirettore Adriano Biondi https://t.co/rLQc3XYbu1
La legge è quasi uguale per tutti. Per esempio, se ti chiami #Delmastro e c’è il rischio che ci sia una chat compromettente su bisteccherie e camorra, la maggioranza #Meloni ti tira fuori dai guai. Fratelli d’Italia mica per niente.
Il papà di un 15enne italiano: "Mio figlio è in carcere da 70 giorni a Malta, le sue condizioni sono allarmanti". La Farnesina segue il caso da vicino, cresce la preoccupazione. #ANSA https://t.co/rg70lC6bPO