Per un giornalista, una misura disciplinare come la censura dall’Ordine dei Giornalisti è fatto gravissimo.
Cosa spinge un professionista di lunga data come @Maumol a rischiare sanzioni pur di diffamare con tale volgarità una figura istituzionale che fa solo il proprio dovere?
Gianpaolo Demartis è l’ennesima vittima di una discutibile modalità di intendere la sicurezza. Per la Garante delle persone private della libertà Irene Testa, il Taser rappresenta “uno strumento di tortura legalizzata”.
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The Constitution of the United States is very clear.
There is no ambiguity.
It is Congress that determines whether we go to war, not the President.
Trump must not take illegal military action against Iran.
Netanyahu is not the President of the United States.
He should not be determining U.S. foreign and military policy.
If the people of Israel support his decision to start a war with Iran, that is their business and their war.
The United States must not be a part of it.
Ora online il nuovo numero del manifesto sardo, il numero 399 del primo giugno 2025. La foto di apertura è di Roberto Pili. Grazie a tutte le persone che hanno collaborato alla pubblicazione. Buona lettura.
https://t.co/JtnGFKqyQA
Il Premier spagnolo #Sanchez: "Il mondo intero si sta mobilitando contro la barbarie di #Netanyahu a #Gaza, il mondo intero e lei (rispondendo a #Feijoo, leader dell'opposizione) fa battute sul fango. Che statura politica, che mancanza di umanità"
@ultimora_pol
Ramadan mubarak to everyone. Auguro un buon inizio di Ramadan alle amiche e gli amici di fede islamica. Che questo mese di rivelazione possa essere di insegnamento anche per un mondo contaminato dalla minaccia di poteri terribili e sempre più privo di equilibrio e di pace.
«Stai giocando con la terza guerra mondiale», «firma o siamo fuori». Alla Casa bianca, Trump bullizza Zelensky in diretta. Che reagisce: «Putin è un killer». Ma il presidente Usa lo insulta, chiude lo show e lo mette alla porta. L’accordo con la Russia vuole farlo senza di lui
Una piccola buona notizia è la risalita nei sondaggi della Linke di Heidi Reichinnek. Partito della sinistra eco-socialista, femminista e pacifista, unica voce che difende le persone migranti dalla marea di razzismo che agita la società tedesca.
https://t.co/K178DpMPYG
Ecco il nuovo numero del manifesto sardo, il numero394 del 21 febbraio 2025. Grazie a tutte le persone che hanno collaborato alla pubblicazione. La foto di apertura è di Roberto Pili. Buona lettura.
https://t.co/wZzWHunnhZ
Javier Milei, il presidente argentino, è un tipo un po’ strano. In tv sente le voci, ai comizi si porta la motosega, vuole dare fuoco ai palazzi delle istituzioni. Da poco, però, ha fatto una cosa più strana delle altre: pubblicizzare online una mezza truffa cripto. Come un fuffaguru qualunque.
Ne parliamo nel primo episodio di Unchained, il nuovo podcast settimanale di Valori. Si ascolta qui: https://t.co/lPWHFKchCa
«Niente Europa al tavolo per l’Ucraina», dice l’inviato di Trump alla conferenza di Monaco (Meloni assente). Team americano verso Riad per incontrare i russi, telefonate Rubio-Lavrov. Vertice europeo della disperazione domani a Parigi: un piano in fretta o decidono altri
Ciao Giuseppe Andreozzi, compagno e amico da sempre degli ultimi e degli esclusi. Grazie per aver dato valore e significato alla politica. Un abbraccio a tutte le persone che ti hanno voluto bene. Che la terra ti sia lieve.
Approda a Bari la motovedetta con a bordo altri 43 migranti costretti a inutili peripezie. Meloni cerca di uscire dal labirinto, ha giurato che i centri «funzioneranno». Altrimenti sarà colpa dei giudici. Avanti con forzature, fake news e propaganda
#2febbraio#primapagina
Cpr Albania, Elly #Schlein: "Chiederemo di avere il resoconto di tutti i costi sostenuti dallo Stato in questa missione. Secondo le nostre stime, siamo ormai a oltre un miliardo di euro che poteva essere investito per assumere infermieri e medici nei reparti svuotati della sanità pubblica"
@ultimora_pol
Tutta la mia vicinanza all'attivista Luisa Morgantini che insieme al giornalista Bongiorni sono stati arrestati dall’esercito israeliano in Cisgiordania. Che questo incubo finisca subito e ritornino a casa.
Oggi celebriamo il decimo anniversario della vittoria di #Kobane.
Nel 2015 la città, a prevalenza curda ma culla di convivenza con altre minoranze, resistette eroicamente all’assedio dell’ISIS, fino a sconfiggerlo il 26 gennaio.
Fu un momento cruciale per la storia dell’internazionalismo contemporaneo, simbolo vivente di resistenza e solidarietà globale.
Da allora, nel nord e nell’est della Siria è nata un’Amministrazione autonoma democratica, fondata su comuni popolari, cooperative socialiste e congressi autonomi delle donne. Questo esperimento, promosso inizialmente dal movimento curdo, è oggi sostenuto anche dalle comunità arabe della regione. Si tratta di un modello democratico, pluralista e sensibile alle questioni ecologiche e di genere che, oggi come ieri, il regime imperialista turco sta cercando di schiacciare a costo di massacrare civili innocenti.
Dall’8 gennaio di quest’anno, infatti, l’aviazione di Erdogan bombarda impunemente cortei di civili che formano una muraglia umana sul fiume Eufrate per proteggere pacificamente Kobane. Gli attacchi turchi colpiscono infrastrutture cruciali come la diga di Tishrin, mettendo a rischio la sicurezza idrica, energetica ed ecologica dell’intera regione.
La presenza dell Turchia in Siria, così come quella di Israele, è illegale e priva di qualsiasi autorizzazione internazionale. Deve pertanto cessare immediatamente.
Come internazionalisti, abbiamo il dovere di difendere questa straordinaria esperienza di lotta e autodeterminazione. In un mondo dove il suono dei cannoni rimbomba sempre più forte, Kobane risuona come un canto di libertà, un richiamo a credere che anche tra il fragore della guerra possa nascere un nuovo orizzonte di pace e giustizia.
27 gennaio 1945 La fanteria sovietica spalanca lo sguardo del mondo sul più grande crimine mai commesso in Europa. Ma il mondo non è pronto ad ascoltare i testimoni come Primo Levi. E la promessa «Mai più» viene presto tradita
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