Cari amici de La Nazione, capisco l’esigenza di fare titoli accattivanti, ma qui il problema è meteorologico prima ancora che giornalistico.
Non è in arrivo una vera avvezione nordafricana strutturata, il caldo previsto nei prossimi giorni è legato a una matrice subtropicale marittima, con maggiore influenza dell’Anticiclone delle Azzorre, temperature in aumento ma senza quella massa d’aria opprimente e "africana" descritta nell’articolo. Frasi come "masse d’aria di estrazione nordafricana", "caldo intenso", "massa d’aria sempre più opprimente" e "picco di calore meno sopportabile" non sono dettagli narrativi, sono affermazioni meteorologiche e se non sono supportate dalla configurazione reale, diventano informazione fuorviante.
Quando la meteorologia, nei media del nostro paese, viene affidata sempre al solito sito che punta al sensazionalismo, il risultato è sempre lo stesso, meno precisione, più allarme, più clic e piu' guadagni per loro. Questa non è informazione, è teatro con i lettori in platea e la scienza fuori dalla porta.
La trattativa tra #Inter e Atalanta per #Palestra si protrarra' fino alla chiusura della campagna abbonamenti, dopodiché il calciatore andrà all'estero e la dirigenza #Inter dirà "ci abbiamo provato"
Sta per tornare a farci visita un vecchio amico dell’estate italiana.
Tra sabato e mercoledì 10 giugno, l’atmosfera tenderà a stabilizzarsi su gran parte del Paese, con giornate in prevalenza soleggiate, temperature estive e valori di qualche grado sopra la media, ma senza particolari eccessi. Il protagonista sarà l’Anticiclone delle Azzorre, o più precisamente una distensione dell’anticiclone subtropicale marittimo dall’Atlantico verso il Mediterraneo.
La differenza rispetto alla fase calda dei giorni scorsi è importante, questa volta non avremo una risalita di aria subtropicale continentale dal Nord Africa, ma una massa d’aria più temperata, di origine oceanica, con isoterme a 850 hPa generalmente intorno ai 15 °C e lontane dai valori superiori ai 20 °C che spesso accompagnano le vere onde di calore subsahariane. Le massime potranno portarsi diffusamente tra 26 e 30 °C, con picchi locali di 31-32 °C soprattutto nelle zone interne più esposte, ma in un contesto nel complesso più gradevole e meno pesante. Qualche nota instabile sarà ancora possibile sui settori alpini e prealpini, ma per molte zone d’Italia il weekend e l’inizio della prossima settimana avranno un sapore estivo più ordinato.
Dopo giorni di temporali, sbalzi e discussioni sul caldo, tornerà a farci visita un anticiclone che per molti anni è stato quasi il simbolo dell’estate italiana. Non farà notizia come un titolo apocalittico, ma forse, proprio per questo, vale la pena raccontarlo.
Sono abbonato a @telepass da quando esiste, ho tre dispositivi,uno per ciascuna auto, e in più di 30 anni non ho mai avuto la necessità di dover usufruire dei loro servizi. Ieri notte, in autostrada,la mia auto ha avuto un guasto meccanico e sono stato costretto a richiedere il soccorso stradale: per più di 1h il numero telefonico dedicato ha ripetuto lo stesso messaggio “i ns operatori sono momentaneamente occupati”. Vi preghiamo di rimanere in linea per non perdere la priorità acquisita” Nessuno ha mai risposto. Dopo 1h , è arrivato un mio amico che mi ha messo in condizioni di poter ripartire e raggiungere casa. Domani disdico gli abbonamenti e questi cialtroni possono andare a fregare i soldi a qualcun altro 😡
Circola con insistenza l’ipotesi di dimissioni di Marotta contrario all’operazione Lukaku. Chiedo: si può tornare indietro? E ancora: con quali altri proventi può andare avanti la baracca? Infine: il famoso rinnovo c’è mai stato?
Chiara Francini, una delle voci più intelligenti, taglienti e sincere del panorama italiano, nel suo spettacolo teatrale “Forte e Chiara” ha scritto e interpretato un testo straordinario: “I sinistri e i maldestri”.
Con una lucidità chirurgica e un coraggio raro, distingue due Italie parallele: i sinistri (la sinistra di facciata, borghese e ipocrita, innamorata solo dell’apparenza ovvero chi vota il Partito Democratico, Italia Viva, Azione, +Europa) e i maldestri (il popolo dimenticato, umiliato e arrabbiato, tradito dalla politica e dalla rappresentanza, ovvero Fratelli d'Italia, Lega, Vannacci, Casa Pound e altri escrementi).
In questo periodo così teso della nostra vita pubblica, segnato da distanze siderali tra élite e realtà del Paese, rabbia diffusa e polarizzazione, questo monologo suona come una diagnosi spietata ma profondamente vera. Che dovrebbe spingerci tutti a rivedere le nostre convinzioni, a smetterla di farci la guerra fra poveri e a smetterla di fidarci di questo branco di cialtroni. Siano essi finto-rossi o finto-neri.
Questo monologo non è contro qualcuno. È contro la menzogna. Proprio come a #IlCattivo e #AllertaMedia.
Vi lascio qui sotto il testo integrale e il video. Leggetelo e ascoltatelo con attenzione. E condividetelo a manetta. Vale oro.
Grazie Chiara! 🙏❤️
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Due sono le bolge che imperano sull’Italia: i sinistri e i maldestri. E per entrambi c’entrano poco la destra e la sinistra, c’entra poco la politica. C’entra il punto esatto in cui veniamo scaraventati nel mondo.
I sinistri sono l’esatto opposto della sinistra, sono il buco del culo della sinistra.
I sinistri sono quasi sempre dei ricchi che si vergognano d’esserlo e vorrebbero essere nati poveri per poter avere i diritti degli operai. Degli scioperi, delle minoranze, del teatro, della cultura come strumento rivoluzionario di rivendicazione, non gliene frega assolutamente niente.
Ai sinistri interessa soltanto apparire di sinistra e quindi dalla parte del giusto, perché nulla ti arricchisce più della povertà.
«Sinistra» è un termine che hanno profondamente desemantizzato. I sinistri sono come quelli che sputano in aria e ti vogliono spiegare che piove. Sono così ossessionati dall’apparire che, quando sono attaccati al muro, spesso dormono nella dépendance della servitù, sentendosi poeti maledetti con le boiseries anche nel culo.
I maldestri sono i penultimi. Deformi, cannibali, appestati.
La peste è il marcire di ogni regola, di ogni ordine sociale. I maldestri stanno un gradino sotto gli ultimi. Valgono meno degli ultimi. Vivono in quella zona morta della politica dove nessuno li vuole, né classe né popolo, e così nessuno li difende perché nessuno li vede. Si credono soldati a una parata, ma sono carcasse in processione al camposanto.
I maldestri non sono nati storti, sono stati piegati a forza dalla negligenza di chi doveva averne cura. I maldestri, incredibilmente, hanno tutto per essere di sinistra: il lavoro spezzato, la vita bestia, la rabbia compressa… ma sono stati lasciati senza sedie né tavolo, e così sono diventati dei mutanti famelici.
I maldestri non sono il nemico, sono il risultato. Sono i deportati della disperazione. Sono il popolo tradito non dalla storia ma dalla rappresentanza. Perciò, ciclope senza occhio, confondono la violenza con l’ordine, la forza con la salvezza. Perché se nessuno ti guarda smetti di cercare giustizia e cerchi la presenza, anche oscena, anche brutale. Meglio umiliati che invisibili. Meglio lo stupro di chi ti comanda che l’abbandono di chi avrebbe dovuto esserti padre.
E quando arriva a inginocchiarsi ai piedi di un dittatore, di chi brucia corpi, amputa la stampa, deporta figli, sodomizza la giustizia, invade, stermina, macella, strazia, quando un popolo resuscita Hitler, non sceglie il peggio: smette di essere popolo.
I sinistri mi volevano nera.
I maldestri mi volevano rossa.
Io venni su Chiara.
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#ChiaraFrancini
Una cámara de seguridad instalada en una estación de metro de Bogotá captó una escena que nadie esperaba y que, días después, inspiraría a millones de personas en redes sociales.
Todo ocurrió un lunes a las 5:42 de la mañana. Mientras gran parte de la ciudad aún dormía, las cámaras mostraban a Mateo, un joven de 19 años que trabajaba limpiando los pasillos de la estación durante la madrugada. Llevaba un uniforme desgastado, unos zapatos viejos y una mochila negra apoyada junto a un cubo de agua.
Al principio, las imágenes parecían una rutina común. Mateo barría el suelo mientras los pasajeros pasaban apresurados sin mirarlo. Pero minutos después ocurrió algo que cambió por completo la percepción de quienes vieron el video.
Cuando terminó de limpiar una esquina de la estación, sacó varios libros de su mochila, miró el reloj y se sentó en el suelo junto a la pared para estudiar. Con los mismos guantes de trabajo puestos, comenzó a repasar apuntes de matemáticas y física. Cada cierto tiempo se levantaba para seguir limpiando y luego volvía rápidamente a sus libros.
Durante casi dos horas repitió exactamente la misma rutina:
Trabajar. Estudiar. Trabajar. Estudiar.
Sin descanso.
Más tarde, uno de los supervisores reveló que Mateo llevaba más de un año viviendo así. Trabajaba desde la medianoche hasta las seis de la mañana y después viajaba directamente a la universidad para asistir a sus clases de ingeniería.
El video se volvió viral cuando una empleada del metro compartió las imágenes con una frase que conmovió a miles de personas:
“Mientras muchos se rinden por cansancio, otros luchan en silencio por sus sueños.”
Las redes explotaron. Millones comenzaron a compartir el clip, impresionados por la disciplina del joven. Aunque el cansancio era evidente y por momentos parecía quedarse dormido, Mateo siempre volvía a abrir sus libros y continuaba estudiando.
Días después, periodistas lograron entrevistarlo. Con una sonrisa humilde, contó que su padre había fallecido cuando él era niño y que su madre sobrevivía vendiendo comida en la calle. Desde pequeño entendió que la única forma de cambiar su vida era estudiando.
“Hay días en los que siento que no puedo más”, confesó. “Pero recuerdo por qué empecé. Quiero darle una vida mejor a mi mamá.”
Sus palabras tocaron el corazón de millones. Poco después, la universidad confirmó que Mateo no solo estudiaba ingeniería, sino que además era uno de los mejores alumnos de toda la facultad.
Tras la viralización, muchas personas decidieron ayudarlo. Una empresa se ofreció a cubrir todos sus gastos universitarios hasta graduarse y otras personas le regalaron una laptop y materiales de estudio.
Pero más allá de la ayuda o la fama, lo que realmente impactó fue el mensaje que dejó su historia.
Ese viejo video de CCTV recordó algo que muchas veces se olvida: los sueños más grandes suelen construirse en silencio. Detrás de cada logro casi siempre existen noches largas, sacrificios invisibles y personas que, aun estando agotadas, se niegan a rendirse.
Hoy, la estación de metro sigue funcionando como cualquier otro día. Pero para millones de personas, ese rincón donde un joven estudiaba sentado en el suelo se convirtió en un símbolo de disciplina, esfuerzo y esperanza.
@antoclerici Basta guardare le prime 2 giornaliste del @Tg1Rai e ci rendiamo subito conto di quale messaggio si vuole far passare tutte le sere in prima serata alle 20.... qualche teenager prima o poi ka becchi