Profilo ufficiale della lista a sostegno di Gualtieri Sindaco. Ecosocialista e nella quale si uniscono esperienze politiche, sociali e culturali della città
Per me oggi #2novembre era importante essere qui, in ricordo di Pierpaolo #Pasolini, e rafforzare la relazione tra il Campidoglio, #Ostia e l’idroscalo dove è stato barbaramente ucciso 49 anni fa. In una delle tante notti della Repubblica.
Non ci fermeremo alle celebrazioni perché, in previsione del cinquantenario, ascoltando il territorio, le associazioni e il Municipio X, organizzeremo una serie di iniziative per ricordare e attualizzare ulteriormente quello che Pasolini ha lasciato al nostro Paese. Un pensiero mai scontato lucido feroce visionario.
Un intellettuale che non va monumentalizzato ma, anzi, va evidenziata la sua contemporaneità, la sua presenza costante nella vita e nella cultura italiana.
Orgoglioso di aver potuto presenziare alla cerimonia per il conferimento della #laurea honoris causa a #PupiAvati questa mattina #30ottobre all’università degli studi di #RomaTre.
Un riconoscimento prestigioso per un regista straordinario, un vanto per il nostro Paese.
Per essere competitivi con le destre serve il campo largo. Una mia intervista a Sara Manfuso pubblicata su @LaNotiziaTweet di oggi #23ottobre
Buona lettura
Massimiliano Smeriglio, si descrive sinteticamente sul suo X con la formula: politico, scrittore, docente. Ed è sul fronte politico – che lo ha visto negli anni presidente di Municipio, vicepresidente di Regione, due volte parlamentare e una europarlamentare – che arriva la novità. Al terzo anno della giunta Gualtieri, Smeriglio viene nominato assessore alla Cultura di Roma.
- Smeriglio, è difficile non leggere come una mossa politica il rimpasto capitolino a due anni dal prossimo voto amministrativo, così com’è difficile non connettere le dinamiche romane a quelle nazionali. Lei è un grande sostenitore del “campo largo”, la sua nomina rilancia l’idea del progetto unitario a sinistra?
“Mi pare tutto più semplice e chiaro, l’assessore Gotor ha spiegato la necessità di dover interrompere la sua esperienza per motivi famigliari. Il sindaco Gualtieri in maniera repentina ha chiesto a me di ricoprire l’incarico, credo per la mia esperienza professionale e istituzionale, maturata dal Municipio, alla Regione, fino al coordinamento della Commissione cultura al parlamento europeo; e anche, immagino, per il mio profilo politico, di uomo di governo, di sinistra, indipendente. Poi sì sono uno che ha sempre lavorato, tra le linee, per favorire il campo largo, unica possibilità per tornare a essere competitivi con le destre”.
- Lo scorso gennaio da europarlamentare ha ufficializzato l’addio al gruppo Pd di cui faceva parte. Una forte distanza innanzitutto sul tema della guerra. Ancora oggi nel centrosinistra una galassia composita di posizioni caratterizza l’approccio alla questione. Come ci si presenta agli elettori in assenza di una comune visione programmatica su punti tanto dirimenti?
“Ho lasciato il gruppo Pd per una distanza, che andava crescendo, sul modo di testimoniare, quindi votare, sulla guerra in Ucraina e sul massacro quotidiano del popolo palestinese. I due fronti messi a confronto rappresentano in maniera plastica l’idea del doppio standard, quello che vale per gli occidentali non vale per gli altri. Sia quando un popolo è aggredito, sia quando diventa aggressore. Ciò che mancava e continua a mancare a Bruxelles è una agenda di pace, una Europa capace di azioni diplomatiche, di interposizione, di negoziato, una Europa indipendente, forte, carismatica. Su questo bisognerebbe lavorare”.
- Aumentano le spese militari in tutto il mondo, anche l’Ue sta rimpinguando le casse dell’industria bellica. Quest’anno la spesa militare italiana supererà per la prima volta i 29 miliardi di euro. È la strada giusta da perseguire?
“No, non lo è. I soldi non nascono sul pero, se decidi di investire su un modello di sviluppo fondato sulla industria bellica e la guerra, distruggi tutto il resto. Non solo svuoti le casse del servizio sanitario nazionale, della scuola, dei servizi pubblici, ma inveri un modello tossico di sviluppo che uccide, alza frontiere, alimenta il nazionalismo e il razzismo, intossica il dibattito pubblico, inquina e ribadisce una certa idea patriarcale della società. Questa è la guerra, lì dove accade e anche da noi. Creando fratture gigantesche con tanti popoli del mondo a cominciare dagli arabi mussulmani, di Gaza, del Medio Oriente e delle nostre città. È una strada sbagliata, spero che il nostro governo e la Commissione europea si fermino per tempo”.
- Se sugli esteri e la corsa al riarmo è tanto critico con le azioni del governo Meloni, anche sulla cultura non scherza. Sì è autoproclamato come l’anti-Giuli, con un’abile mossa comunicativa. In cosa siete tanto distanti?
“Non mi sono dichiarato niente, è una pecetta messa lì da alcuni media. Con Giuli dobbiamo collaborare per il bene della Capitale del Paese, spero di vederlo quanto prima. Roma è patrimonio dell’umanità, c’è bisogno di valorizzarla e curarla. È una città immortale e fragile. Dopodiché è del tutto evidente che abbiamo idee del tutto diverse su molte cose, mi pare il sale della democrazia. Il pensiero unico e i partiti unici non fanno bene alla società contemporanea e neanche ai processi creativi e culturali”.
- Mi permetta anche una nota di colore, se Giuli ha tatuata l’aquila sul petto. Lei con quale tatuaggio risponde? Ne ha, giusto?
“Ne ho diversi, li tengo per me. Anche io ho un’aquila, simbolo dei nativi americani vittime di un genocidio gigantesco che ci ha privato di storie, identità, culture. Ho l’uomo del futuro di un genio del design post futurista, Munari. E soprattutto ho Don Chisciotte e Sancho Panza di Picasso. Perché per fare politica senza perdere l’anima bisogna avere sogni grandi e visioni”.
- Nota la sua attenzione alle politiche ambientali. Non più di una settimana fa è stato presentato nella Sala delle Bandiere il progetto del termovalorizzatore di Roma, un Parco dell’Economia Circolare studiato per essere integrato nel contesto circostante. Lei cosa pensa di questo progetto?
“Lavorare e realizzare una coalizione è cosa faticosa, dove non conta quello che ognuno di noi può pensare soggettivamente su ogni singolo tema o aspetto, conta la sintesi unitaria che permette di mettere insieme storie diverse per un progetto forte di governo e alternativa. Immagino la fatica che faranno i vertici di Pd, Movimento 5 Stelle, Avs nel definire un programma di governo capace di battere Meloni. Si parte da posizioni molto diverse su guerra, pace, armi, economia, energia e anche il ciclo dei rifiuti. Ma la responsabilità di tornare ad essere credibili agli occhi dei cittadini italiani imporrà di mettersi intorno ad un tavolo, magari trasparente e partecipato, con cautela e, appunto, capacità di sintesi. Sintesi avanzata e unita. Su questo ognuno di noi è chiamato a dare il proprio contributo”.
Il Sindaco @gualtierieurope ha deciso di aumentare la presenza della sinistra nella squadra di governo: raccogliamo la sfida, trasformare #Roma.
Grazie al direttore di @romatoday, @scarmat_ , per la chiacchierata su questi 3 anni come Assessore.
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𝟏.𝟕𝟔𝟒 𝐚𝐬𝐬𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐧𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟒 𝐩𝐞𝐫 #𝐑𝐨𝐦𝐚𝐂𝐚𝐩𝐢𝐭𝐚𝐥𝐞
Roma ha fatto il massimo, ora il #Governo dia deroghe e risorse economiche per altre assunzioni: servono tutte e due, le deroghe da sole e a fine anno non servono a nulla.
https://t.co/voTBIUrns9
L’ #Europa dichiara guerra anche all’America Latina. E alla Sinistra. Un mio articolo su Il Manifesto di oggi.
Buona lettura.
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#9ottobre
I quartieri, le periferie, #Roma: rafforzare la macchina amministrativa per dare migliori servizi alla cittadinanza.
📹La mia video intervista su @fanpage , che ringrazio.
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#27settembre#giubileo#accoglienza#periferie
📌Roma si trasforma. Investimenti, interventi, cura dell’anima.
Serve forza collettiva, sinergie, concretezza, coraggio e passione.
Di questi abbiamo parlato con il Sindaco Roberto Gualtieri a Visionaria Fest.
👉 https://t.co/YZnXYBCldy
#Roma può essere un'opportunità per @Alleanza Verdi e Sinistra.
E viceversa. Una mia riflessione pubblicata su @ilmanifesto di oggi #5settembre. Buona lettura.
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Avs ha avuto successo elettorale grazie alla intuizione di @AngeloBonelli1 e @NFratoianni di investire sull’alleanza rosso verde e su figure indipendenti, capaci di intercettare punti di vista, valori, sentimenti presenti nella società. E’ il caso di Ilaria #Salis, 176 mila preferenze con profilo radicale: antifascismo, conflitti sociali, lotta per il diritto all’abitare.
Una eccedenza elettorale e la necessità, per Avs, di farsi piattaforma di mobilitazione, produzione di linguaggio, pensiero, conflitto, desiderio di cambiare le cose praticando giustizia sociale e ambientale. Nei social e nei quartieri. Divenendo progetto collettivo duraturo, dando forza alle comunità agenti, affiancando la potenza delle singole biografie. Solve et coagula, scriveva #Langer. Coniugare la proposta ecologista, socialista, pacifista con l’ambizione di trasformare il Paese, utilizzando le leve del governo, quando possibile. Come accade in #Francia col Fronte popolare o in #Spagna con #Sumar. Movimenti sociali e soggettività politica in relazione costante, virtuosa, in mare aperto, senza paura.
L’esperienza di #Roma può essere preziosa. Unitaria e plurale. Anche in vista, su scala nazionale, della coalizione per l’alternativa di società.
L’eccedenza produce dibattito, posizioni articolate. E’ una ricchezza. Prezioso il punto di vista di Marino, soprattutto per quello che potrà fare per Roma da Bruxelles. Prezioso il lavoro che fanno l’assessore Andrea Catarci, i consiglieri Alessandro Luparelli, Michela Cicculli, Nando Bonessio e tutti i presìdi municipali per tenere la barra sulla trasformazione equa della città.
Abbiamo discusso, durante la giunta di Ignazio Marino, sulla chiusura di Malagrotta senza un piano alternativo di gestione dei rifiuti (fortissime critiche degli ambientalisti), il rapporto con i dipendenti pubblici e il sindacato, il no alla privatizzazione del trasporto pubblico, senza cedere alla deriva notarile del Pd. Discutiamo oggi, stando in maggioranza, sostenendo tesi alternative all’inceneritore, portando a casa risultati sulla diminuzione del consumo di suolo come avvenuto con lo stadio della Roma (superando le super cubature di Tor di Valle), la redistribuzione delle risorse del pnrr e del Giubileo verso le periferie, i ceti popolari, la mobilità, i servizi pubblici, il personale del Comune, il piano casa, il contrasto all’overtourism, la valorizzazione di esperienze come SPIN TIME LABS, il Maam, il lago della ex Snia. Difendendo il valore aggiunto che Avs porta nel governo della città. Un corpo a corpo quotidiano, con successi e rovesci.
Roma è città difficile da governare, urgono risorse e poteri legislativi come ne possiedono tutte le Capitali del mondo.
Roma ha un governo di coalizione, come sarà quello del Paese, prima o dopo. Si discuterà di guerra, spese militari, modello di sviluppo, produzione energetica tenendo assieme autonomia programmatica e vocazione unitaria.
Avs, ne sono certo, affronterà questi nodi con maturità, investendo sulla partecipazione, la trasparenza, la credibilità, dando l’opportunità a chiunque di contribuire alla costruzione del programma. Senza torsioni burocratiche proprietarie. Si può fare in maniera ordinata organizzando luoghi di discussione. Si e Verdi hanno una grande responsabilità, governare il processo democratico, far vivere una rinnovata speranza. Senza rigidità e scomuniche che rischiano di alimentare lo spirito di scissione.
Si può fare, lo fanno in Spagna, in Francia, possiamo farlo noi. Sperimentare aggregazioni eco socialiste per battere il liberismo, il negazionismo climatico e contrastare la guerra.
Portare in dote al “campo da allargare”(non a Renzi ma alle forze sociali, sindacali, intellettuali, pacifiste, femministe), un profilo radicale, radicato sul territorio e una volontà di movimento può essere il modo di contribuire ad una coalizione che deve reinsediarsi nella società per affermarsi nelle urne. Riconsiderare le primarie, scomparse dopo la vittoria di #Schlein, investire sulle primarie del programma, realizzare hub territoriali e tematici di protagonismo civico, vertenze, casematte dovrebbe essere il nostro prossimo passo. Vale per Roma, vale per il Paese.