travis kelce è un gran pezzo di uomo ma vi piace far finta che gli standard di bellezza siano estremizzati solo per il genere femminile. questo è il mio hot take, adesso taylor perdonami se ti invidio il maritozzo con il legno di sequoia capace di aprire i cieli dell’amore
io vi ricordo carissimi zunchi, lupi e aulici peda i castagnara quando uscirono midnights e TTPD. hits different, the black dog, mastermind e but daddy i love him sono career highlights ma li avete fatti scappare per lamentele sterili. adesso rivolete chi indietro?
in the life of a showgirl c’è taylor, in una forma che non sempre preferisco ma c’è. sono contento per chi apprezza l’album in toto e capisco perché è ascoltato. nessun astio, la vita già è difficile, lasciamo un attimo che ognuno decida la propria fonte di spensieratezza
beyoncé stava vivendo l’infedeltà del marito. basta questo per comprendere quanto le posizioni di partenza siano distanti. una produce arte referenziale alla propria cultura, si affianca a produttori abili. l’altra sanguina inchiostro e non ha voglia di essere rivoluzionaria
le serve avere credibilità come songwriter? no, l’ha presa tutta. credibilità sul saltare da un genere all’altro? se pur timidamente alcune volte, ha toccato molti punti sonori del mainstream. potrebbe farlo un album trip hop, un alt-rock, ma non vuole crescere adesso
@itsatrustfallts oddio per chi produce arte è un discorso sensato, ma è più “metafisico” piuttosto che un dato oggettivo. dipende da come le emozioni suscitate si riescono a cogliere, non sempre prendono forma con le parole “giuste”, si è pur sempre esseri umani
‘The Life of a Showgirl: The Encore’ su Apple Music Italia dopo 12 ore:
#5. Patient Zero (+1)
#18. Cleveland! (+2)
#21. Pink Clouding (+1)
#23. Babylon (+4)
@mariahshoney_ questa verità fa male, ma credo anch’io sia così per il momento. più che altro per una questione di brand, perché volente o nolente, fa parte anche questo del suo lavoro. un briciolo di speranza per i prossimi anni ce l’ho però