Non credo esista una soluzione globale semplice. Coordinare tutto il mondo è, almeno oggi, poco realistico. Una soluzione solo parziale rischia persino di danneggiarci: spostiamo industrie e produzione in altri Paesi, perdiamo competitività e le emissioni continuano comunque a crescere altrove.
Investirei molto di più nell'adattamento. Città con più verde e meno cemento, gestione dell'acqua, infrastrutture pensate per resistere agli eventi estremi, ricerca, nucleare e tanta innovazione.
Credo anche che una parte dei problemi ce li stiamo creando da soli. Questa ondata di caldo, per esempio, è soprattutto europea. Ci sono fattori regionali da considerare: città sempre più calde, consumo di suolo, isole di calore urbane e anche la riduzione degli aerosol, che erano pensate per migliorare la qualità dell'aria ma hanno ridotto l'effetto schermante della radiazione solare. Sono tutti elementi che meritano attenzione.
Personalmente, continuo ad avere fiducia nella Terra. In miliardi di anni ha attraversato cambiamenti enormemente più grandi di quelli osservati oggi e ha sempre trovato nuovi equilibri. Non credo che il clima dipenda da una sola variabile e che esista una soluzione semplice per un sistema così complesso.
Interessant verhaal over de omegablokkade.
Een meteoroloog legt uit waarom het deze week zo warm is (en nee, het komt niet door klimaat- verandering
De omegablokkade — dat is de werkelijke meteorologische verklaring achter de extreme temperaturen die momenteel over een groot deel van het Europese continent worden gemeten. Terwijl grootmedia als de NOS de hitte vrijwel reflexmatig koppelen aan klimaatverandering en broeikasgassen, wijzen kritische wetenschappers op een veel nuchterder en beter onderbouwde verklaring: een hardnekkig weerpatroon in de hogere atmosfeer dat Europa al vaker in zijn greep heeft gehouden.
Wat is een omegablokkade precies?
Een omegablokkade is een specifiek patroon in de straalstroom — de krachtige windstroom op grote hoogte die het weer in onze breedtegraden grotendeels stuurt. De naam komt van de gelijkenis met de Griekse hoofdletter omega (Ω): een grote hogedrukrug in het midden, geflankeerd door twee lagedrukgebieden aan weerszijden. Dit patroon zorgt ervoor dat luchtmassa’s nauwelijks kunnen doorstromen en het weerpatroon wekenlang kan vaststaan.
In het geval van de huidige hittegolf wordt hete Saharalucht door het anticyclonale (met de klok mee draaiende) luchtstroompatroon noordwaarts getransporteerd richting West-Europa. Terwijl die luchtmassa stijgt en daalt onder de hogedrukrug, wordt ze adiabatisch samengedrukt — een puur fysisch proces dat de temperatuur verder doet oplopen. Geen CO2 aan te pas.
Meteoroloog Chris Martz trekt aan de bel.
De Amerikaanse meteoroloog Chris Martz deelde zijn analyse van het huidige weerpatroon uitgebreid via sociale media. Zijn conclusie is helder: deze omegablokkade heeft niets te maken met klimaatverandering of uitstoot van broeikasgassen. Het is een bekende, goed gedocumenteerde weerdynamiek die altijd al heeft plaatsgevonden en ook in een hypothetisch pre-industrieel klimaat tot recordhitte zou hebben geleid.
Martz wijst bovendien op een opvallende wetenschappelijke paradox. Er bestaan namelijk diverse studies die suggereren dat opwarming van de Arctis juist zou leiden tot minder frequente blokkerende weerpatronen zoals de omegablokkade, omdat het temperatuurverschil tussen de evenaar en de poolgebieden kleiner wordt. Dat staat haaks op de bewering dat klimaatverandering dit soort hittegolven veroorzaakt of versterkt. Martz erkent dat er debat bestaat over dit onderwerp, maar de eenvoudige klimaatboodschap die media uitdragen, is sowieso te kort door de bocht.
Europa vaker getroffen, maar waarom eigenlijk?
Dan is er nog een toename van zonnestraling die het aardoppervlak bereikt, doordat er minder bewolking is van lage en middelmatige wolkenlagen. Die afname van bewolking hangt deels samen met de strenge Europese luchtvervuilingsregels, die hebben geleid tot minder atmosferische aerosolen. Minder deeltjes in de lucht betekent minder wolkenvorming, meer direct zonlicht en dus hogere oppervlaktetemperaturen.
Met andere woorden: de eigen Europese milieuregulering draagt bij aan de toegenomen hitte. Dat is een ongemakkelijke conclusie die je in de reguliere media zelden zult tegenkomen.
Media kiezen sensatie boven wetenschappelijke nuance
Denktank Clintel, vertegenwoordigd door wetenschapsjournalist Marcel Crok, onderschrijft de analyse van Martz. De conclusie is simpel: wie de oorzaak van de Europese hitte wil begrijpen, kan beter een meteoroloog raadplegen dan een krantenredactie die op zoek is naar een clickbait-verhaal.
Het is inmiddels een vast patroon: zodra het ergens warm is, wordt de link met klimaatverandering gelegd, vrijwel zonder nuance, zelden met meteorologische onderbouwing en al helemaal niet met verwijzing naar mogelijke alternatieve verklaringen. Dat is geen journalistiek — dat is activisme vermomd als wetenschap.
POLITICO — La sede centrale della Commissione europea ha spento l'aria condizionata dal piano 0 al piano 7, a causa delle temperature elevate a Bruxelles. Tuttavia, dal piano 8 al piano 13, dove si trovano gli uffici di Ursula von der Leyen e dei vari commissari, l'impianto è rimasto acceso. L'edificio di Berlaymont ospita oltre 3.000 dipendenti. I lavoratori dei piani inferiori: "Decisione vergognosa, siamo tornati al feudalesimo"
Ripetiamo che le emissioni procapite sono un indicatore farlocco e insensato.
Le emissioni dipendono dal mix energetico e da quanto un paese è industrializzato. Contano i valori assoluti.
L’indice procapite serve unicamente a colpevolizzare la casalinga di Voghera.
Gualtieri, il flop grottesco dei nuovi bus elettrici pagati 250 milioni: le batterie durano meno di un turno e tornano al deposito https://t.co/uIfyzBcoNi
Ora, pensiamo all'auto elettrica e ai data center.
Si capirà, spero, che la dipendenza dalla rete elettrica per TUTTO (dai trasporti alla produzione industriale, all'IA) rappresenta un rischio enorme.
Davvero vogliamo affrontare l'elettrificazione con le reti di distribuzione ridotte in questo stato?
I PREMIER BRITANNICI SONO UN PO' COME I GATTI IN TANGENZIALE
"Ha fallito clamorosamente su immigrazione ed energia".
Con queste parole Donald Trump ha certificato la fine politica di Keir Starmer.
Il premier laburista britannico ha annunciato le dimissioni lunedì 22 giugno alle ore 10:35 ora italiana, aprendo la strada alla successione di Andy Burnham, considerato il favorito per raccoglierne l'eredità alla guida del Partito Laburista e del governo.
I membri del Labour classico scaricano Starmer, che avevano considerato l’antidoto al vecchio segretario Jeremy Corbyn, ritenuto troppo radicale e a sinistra. Da tempo l’hanno abbandonato gli esponenti parlamentari della Sinistra, di recente all’attacco sulle leggi sull’immigrazione e sulla scelta di fare affari con società come Palantir sul fronte sanitario
Sul destino del premier britannico hanno pesato la popolarità ai minimi storici, le difficoltà incontrate dal governo nei quasi due anni trascorsi dalla vittoria elettorale del luglio 2024 e la pesante sconfitta subita alle amministrative dello scorso maggio.
Ma soprattutto ha pesato l'emergere di un'alternativa credibile all'interno del partito: Andy Burnham.
Ex sindaco della Greater Manchester e soprannominato il "Re del Nord", Burnham è considerato più vicino alla tradizione sociale del Labour rispetto a Starmer, gode di un ampio consenso sia tra gli iscritti sia tra i parlamentari.
Secondo le stime più recenti potrebbe contare sul sostegno di oltre 300 dei 403 deputati laburisti, numeri che lo renderebbero il candidato nettamente favorito per la successione.
Mentre Starmer annuncia il suo addio, a Londra l'attenzione è già rivolta al dopo. E il nome che circola con maggiore insistenza è uno solo: Andy Burnham.
#uk #starmer #trump
A dieci anni dalla Brexit ci raccontano un Regno Unito pentito. Eppure l'economia non è crollata, molti problemi attribuiti alla Brexit hanno colpito tutto l'Occidente, il controllo delle politiche migratorie è tornato a Londra e nemmeno il governo laburista ha mai proposto di rientrare nell'UE. Oggi, semmai, a rischiare di andarsene è il primo ministro, non la Brexit.
L’altro giorno Tulsi Gabbard, Direttrice della intelligence degli Stati Uniti ha inchiodato Anthony Fauci alle sue responsabilità. Lo ha accusato di essere un mentitore seriale e che solo la grazia concessagli dal Presidente Biden lo salva dalla galera, dove stanno già suoi stretti collaboratori. Ha pubblicato con l’appoggio della CIA falsi rapporti sul laboratorio di Whuan, da lui illegalmente finanziato per la modifica dei virus,(guadagno di funzione) proibiti negli Stati Uniti . Ha inventato e sostenuto per coprire le sue malefatte la ridicola storia del Pangolino, favola sostenuta con forza anche dai nostri pseudo scienziati. E in Italia. Silenzio profondo dai maggiori organi di informazione. Il Dott. Fauci è tuttora consigliere strategico informatico del biotecnopolo di Siena, Centro nazionale di ricerca sui vaccini. Forte della sua esperienza consiglia il Direttore Scientifico del Polo, dott. Rino Rappuoli, sulle strategie comunicative. Sono stati ambedue insigniti dall’Università di Siena di una laurea “honoris causa”. Inoltre il Presidente Mattarella ha nominato Anthony Fauci “ Cavaliere di Gran Croce dell’ Ordine al Merito della Repubblica Italiana” massima onorificenza della Repubblica. Saranno onorati tutti gli altri cavalieri. Daniele Giovanardi medico.