@El_Pinta D'altro canto, è una retorica speculare a quella che ha portato a mettere lì un furgone che sembri appunto un 'carro armato' per generare (presunta) deterrenza.
@El_Pinta Non è sciattezza, è funzionale alla retorica pacifista, a far passare quella cosa come un 'carro armato', cioè un arma, quando è, in questa configurazione, solo un mezzo di trasporto. Sull'utilità di metterli in giro per la città poi posso anche essere d'accordo.
@nerazzurriSoci_ "Palloni d'oro" a cui partecipavano solo i giocatori europei, e "champions" da tre partite a cui non partecipavano le inglesi, finali con benfica e steaua bucarest. È vero, non si può paragonare a Lautaro.
@Ryanair_IT Sarebbe bello che rispondeste alle richieste di supporto del vostro cistomer service e saldaste i rimborsi eu261 dovuti ai vostri clienti anzichè fare gli spavaldi su twitter
È il 1997, e in un episodio di "Friends" Lisa Kudrow, che interpreta la mitica "Phoebe", appare con una t-shirt particolare: è una maglia con un messaggio forte, un mix di politica, musica e soprattutto basket.
È la t-shirt simbolo della nazionale lituana di basket che ha partecipato per la prima volta alle Olimpiadi del 1992.
Nell'estate del 1991, dopo aver affrontato per mesi le truppe russe, la Lituania diventa a tutti gli effetti un Paese indipendente. Le Olimpiadi del 1992 rappresentato così una vetrina sportiva, ma soprattutto sociale, importantissima per tutto il Paese che vuole mostrare al mondo la propria indipendenza: e la Nazionale di basket diventa il simbolo di questo messaggio.
La squadra c'è, è forte, ed ha rappresentato fino a quel momento lo zoccolo duro della nazionale sovietica. Due nomi su tutti: Sabonis e Marciulionis.
Ma c'è un problema: il comitato olimpico lituano non ha un soldo, neanche per pagare viaggio e hotel alla squadra.
Sarunas Marciuliosis, che allora giocava nei Golden State Warriors, chiede una mano a Donnie Nelson che era assistente del coach (e papà) Don Nelson: la voce circola negli USA, ed arriva ad uno dei membri dei Grateful Dead, la leggendaria rock band che fu emblema della San Francisco del “Flower Power”. Tutti i membri della band sono grandi appassionati di basket, ed invitano Marciulionis ad un concerto. L'incontro nei camerini alla fine del concerto cambierà per sempre la storia del basket lituano: i Grateful Dead mettono sul piatto 5 mila dollari di tasca loro e in più lanciano l’idea di vendere delle coloratissime t-shirt realizzate appositamente per loro da Greg Speirs, grafico di fiducia della band.
«Cosa risposi quando vidi le magliette per la prima volta? Wow, questa è davvero la Lituania libera» parole e musica di Arvydas Sabonis.
La t-shirt va a ruba, e la squadra raccoglie i soldi sufficienti a pagarsi la spedizione a Barcellona per le Olimpiadi.
La squadra gira giorno e notte per le strade di Barcellona sfoggiando fieramente la sua divisa giallo-rosso-verde con al centro uno scheletro che vola a schiacciare sotto la scritta “Lithuania”.
La nazionale, alla sua prima Olimpiade, arriva in semifinale cedendo ai fenomeni del Dream Team. È finale per il bronzo. Contro chi? La Russia, allora CSI.
«Dimenticate le vostre ambizioni personali, state giocando per una nazione intera, questo dissi alla squadra prima della partita», spiega l’allora allenatore Garastas.
Tutta la Lituania si fermò per quella partita.
E alla fine fu trionfo: russi battuti 82-78, e medaglia di bronzo per la Lituania.
«Era come se avessero vinto il titolo NBA moltiplicato per cinque. È stato uno dei momenti più belli della storia del basket» racconta Donnie Nelson, sì proprio lui, che chiese di poter essere vice-allenatore di quella nazionale.
Ecco, questa è la storia della t-shirt che è arrivata anche in una delle serie tv più famose e seguite nella storia.
(📝 @loupaya)