@fbpedone Che resta di tutto il sudore che abbiamo creduto di soffrire da giovani? Niente, neppure una reminiscenza. Il caldo, una volta sperimentato, si riduce col tempo a un risolino di stupore...
#incipitcaldi
16 giugno 1904
"Mr Bloom mantenne un prudente silenzio. Il linguaggio naturalmente era altra cosa.
Mr Kernan disse con una certa solennità:
– Io sono la resurrezione e la vita. Questo tocca il punto più intimo del cuore dell’uomo.
– Non v’è dubbio, rispose Mr Bloom.
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Quando sei morto sei morto. Quest’idea del giudizio universale. Farli risorgere tutti dalle tombe. Lazzaro, vieni fuori! Ma lui arriva quinto e perde la partita. Alzati! È l’ultimo giorno! Ognuno va a caccia del suo fegato, delle sue budelle, e di tutti i suoi pezzi.
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Da venerdì 9 a domenica 11 giugno il Festival Treccani della Lingua Italiana arriva nello scenografico cortile del Museo di Roma a Palazzo Braschi per la sua seconda tappa romana.
Il programma completo è disponibile qui: https://t.co/s7JnT99QJ9
#leparolevalgono#stupore
Di fronte a opere in cui l'interpretazione è aperta, lo stupore è il primo passo; tradurre vuol dire tirare fuori la lingua dalla prigione del già pensato.
Ieri @Stomp95 mi ha accompagnato al Festival Treccani fra Swift, Joyce, London, M. Shelley, Landolfi e Céline.Infinigrazie!
Che significa ’Houyhnhnm'? Qual è l'inganno del trifoglio? Cosa vuol dire tradurre e insegnare con ’joyicity’? Ne parlerò oggi con @Stomp95 al Festival Treccani (con un pensiero grato per Luca Serianni).
«La traduzione come stupore da Swift a Joyce»
https://t.co/PYgcGmm1FQ
«Se tutti gli uomini non volessero andare in guerra, è molto semplice, direbbero "io non ci vado", ma hanno il desiderio di morire, c'è un desiderio, c'è una misantropia nell'uomo. Ad esempio, quando vedete accadere degli incidenti, non pensate che siano tutti involontari. C'è qualcosa dentro di loro, qualcosa di perverso, che li spinge ad andare contro un albero. Ovviamente il buon uomo non sale in macchina dicendosi "Vado a schiantarmi contro un albero!"; ma il desiderio c'è, si, e l'ho notato io stesso a più riprese.
In particolare tra i chirurghi, persone distinte, li ho visti guidare le auto in maniera sospetta. Tutti gli uomini della terra non devono che andare presso i governi a dire: "Sapete, non voglio andare in guerra". Beh, allora non ci sarà la guerra. Se vogliono conservarlo è perché lo amano, questo generale senso di distruzione. Come diceva Montlue, maresciallo di Enrico IV: "Signori e capitani, quelli che conducono gli uomini alla morte. Perché la guerra non è che questo..."».
Guerra di Céline, da domani in libreria.