The Eiffel Tower crowd video: debunked.
Spread by pro-Trump, pro-Russia, and pro-Israel disinformation networks and accounts, primarily based in the US, Israel, many from India and Africa likely troll farms.
Trump joins in personally, to spread disinformation about the protests in France. The US president parrots right wing propaganda designed to manipulate the upcoming French elections towards electing a Russia - Israel friendly government.
#ULTIMORA ONU, entra Netanyahu e i delegati escono dall’aula: “Volevamo fargli vedere come si abbandona un territorio” - di @Randomante
https://t.co/Bp7vwkyMqG
Cinque governi europei, tra cui quello italiano, “smantellano consistentemente e intenzionalmente lo stato di diritto”, afferma un rapporto annuale sulle libertà civili in Europa. L’Italia è l’unico dei cinque in Europa occidentale: gli altri quattro, Ungheria, Bulgaria, Slovacchia e Croazia, appartengono al gruppo di Paesi dell’Europa orientale entrati a fare parte dell’Unione Europea dopo il crollo del comunismo.
Fondato su dati forniti da organizzazioni non governative (ong) in 22 Paesi, il rapporto 2026 del Civil Liberties Union for Europe descrive i cinque governi in questione come “smantellatori” attivamente impegnati a indebolire quello che in inglese è chiamato “rule of law”, lo stato di diritto, ovvero il rispetto dei valori della democrazia e dei diritti fondamentali, sotto il controllo di organi giurisdizionali indipendenti e imparziali.
In Italia, il rapporto nota fra l’altro l’adozione di un decreto altamente restrittivo che criminalizza i blocchi stradali e altre forme di dissenso, rafforzando in parallelo i poteri della polizia. L’indagine rileva inoltre da parte del governo di Giorgia Meloni la tendenza a “un discorso politico sempre più critico e ostile verso l’apparato giudiziario e le istituzioni per i diritti umani”, scarsi progressi negli sforzi contro la corruzione e un aumento degli attacchi contro i giornalisti. La criminalizzazione del dissenso e il rafforzamento di misure amministrative contro attivisti politici, minoranze e difensori dei diritti umani, sono altre critiche rivolte dal rapporto al governo italiano.
L’articolo completo di Enrico Franceschini su Repubblica
#rep
Il fotoreporter #MattiaBidoli non è stato ammesso al Treviso Photographic Festival 2026 (Tpf), un concorso di fotografia documentaristica e di strada, perché il suo reportage parla di #Gaza.
Il Mondo non deve guardare!
#Digos
Iran, un video pubblicato dall'agenzia Mehr e verificato da Washington Post e New York Times mostra un missile Tomahawk, utilizzato esclusivamente dagli Stati Uniti, piombare il 28 febbraio nei pressi della scuola elementare di Minab
"Siamo molto preoccupati. Temiamo che i funzionari delle Nazioni Unite, gli esperti indipendenti e i funzionari giudiziari, siano sempre più soggetti ad attacchi personali, minacce e disinformazione che distraggono dalle gravi questioni relative ai diritti umani”.
Sono le parole di Marta Hurtado, portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, durante una conferenza stampa, sulle critiche alla relatrice speciale per i Territori Palestinesi occupati Francesca Albanese.
Hurtado ha sottolineato che le osservazioni di Albanese durante il forum di Al Jazeera riguardavano sistematiche più ampie che minacciano la libertà e non ha mai definito nessuno Stato “nemico dell’umanità”.
“Invito tutti a leggere le sue dichiarazioni”, ha sottolineato la portavoce ONU.
Hurtado ha inoltre evidenziato le continue violazioni del cessate il fuoco a Gaza e le uccisioni quotidiane di palestinesi.
“Questo è ciò di cui dovremmo parlare”, ha concluso l’intervento.
I ministri degli Esteri di Francia, Germania, Austria, Repubblica Ceca accusano Albanese di aver indicato Israele come “nemico comune dell’umanità” durante il forum Al Jazeera a Doha e hanno chiesto formalmente le dimissioni della relatrice dall’ONU.
Anche Fratelli d’Italia ha lanciato una petizione chiedendo le dimissioni della relatrice ONU accusandola di aver “superato ogni limite” e di essere diventata “un motivo di imbarazzo”.
Albanese ha replicato su X: “Tre governi europei mi accusano – sulla base di dichiarazioni che non ho mai rilasciato – con una virulenza e una convinzione che non hanno MAI usato contro coloro che hanno massacrato oltre 20.000 bambini in 858 giorni”.
Balakrishnan Rajagopal, relatore speciale ONU sul diritto ad un alloggio adeguato, ha espresso sostegno ad Albanese: “L’ONU difende giustamente Francesca Albanese dagli attacchi di alcuni Stati europei per una dichiarazione che non ha mai rilasciato. Questo comportamento vergognoso deve cessare. Quegli Stati possono e devono fare meglio”.
#francescaalbanese #un #gazagenocide
Total meltdown at one of the world’s most prestigious film festivals after a reporter asks the judges why they’ve stayed silent on Gaza while attacking Russia and Iran.
Noting that the Berlinale festival is sponsored by the German government (a “main funder” of “the genocide in Gaza”), journalist Tilo Jung asks: “Do you, as a jury, support this selective treatment of human rights?”
The reaction perfectly captures Europe’s racist double standards and the intellectual emaciation of its cultural elite.
After Jung is chided by the moderator that “we want to talk about films,” not politics, he shoots back: “films are political, as you just said.”
Finally, Polish producer Ewa Puszczynska steps in to push back against the pesky reporter, before whining repeatedly that it’s “unfair” to point out their hypocrisy.
Puszczynska, whose filmography includes “Cold War,” a movie about a couple that kills themselves to escape communism, declares to the questioner: “Films are not political in the meaning of the word I think you think.”
“It’s a bit unfair asking us, what do we think, how we support, not support, talking to our governments or not,” she complains, before employing a time-honored Zionist tactic of deflection:
“There are many other wars where genocide is committed and we do not talk about that!”
Eventually, the jury’s president, German director Wim Wenders, jumps in to clear up the confusion: “We are the opposite of politics. We have to do the work of people, and not the work of politicians.”
“We have to stay out of politics.”
In 2024, the same exact director said exactly the opposite while celebrating after Germany’s AfD Party was banned from the festival: “The Berlinale has traditionally always been the most political of the major festivals, and it's not holding back now, nor will it in the future.”
“I like the Berlinale because it always speaks out and says something.”
Il video manomesso contro @FranceskAlbs è stato diffuso da @HillelNeuer, Direttore di @UNWatch, nota ONG ultra sionista.
Neur è stato ospitato Milano nel 2024 da @Setteottobre_.
Introdotto come "uno dei principali sostenitore dei Diritti Umani nel Mondo".
US Rep. Stansbury: “The United States government is engaged in an active cover-up of the largest [rape] trafficking [case] and influence peddling [case] in the history of the [US] and Donald Trump is right at the center of it.” #OpDeathEaters#EpsteinCoverup#EpsteinFiles
Paolo #Petrecca non è solo l’uomo delle gaffe a #MilanoCortina2026.
È l’ex direttore di RaiNews24. Quello che il 20 febbraio 2025 ha mandato in onda il titolo “Assoluzione per Delmastro”, il sottosegretario alla Giustizia, quando nessuna agenzia, nessuna fonte, nessun tribunale sulla faccia della terra aveva emesso sentenza.
A chi gli faceva notare che la notizia non esisteva da nessuna parte, ha risposto, testuali parole: “Ho le mie fonti!”. Sei ore dopo è arrivata la sentenza vera: condannato a 8 mesi. Il direttore del canale all-news del servizio pubblico aveva inventato un’assoluzione. Una fake news di Stato.
È lo stesso uomo che nel luglio 2023 ha preso un servizio sulla denuncia per violenza sessuale nei confronti del figlio del presidente del Senato La Russa e lo ha fatto a pezzi, eliminando i riferimenti scomodi con la motivazione che “non era una notizia”. La giornalista ha ritirato la firma. Ma Petrecca, anziché rispondere al Comitato di redazione come previsto dalle regole, ha scritto direttamente alla collega. Perché le regole, per Petrecca, sono come i nomi degli atleti: roba che non lo riguarda.
È lo stesso uomo che nel marzo 2024 ha fatto sparire dai notiziari le dichiarazioni del procuratore Gratteri, critiche verso il governo. Il Cdr ha scritto: “A un certo punto le dichiarazioni di Gratteri sono scomparse. Ci chiediamo perché”. Già, perché?
È lo stesso uomo che la sera del ballottaggio delle elezioni francesi del 2024, una delle serate politiche più importanti dell’anno, ha aperto il telegiornale delle 22 non con i risultati elettorali dalla Francia (sia mai annunciare la disfatta dell’amata Le Pen), ma con il “Festival delle Città Identitarie” da Pomezia. Pomezia. Provincia di Roma. Mentre a Parigi si decideva il futuro dell’Europa, Petrecca mandava in onda Pomezia. E sapete il dettaglio? Sul palco di Pomezia si esibiva la sua compagna. E lui era in platea. Pomezia al posto di Parigi, con la fidanzata sul palco e il direttore in platea. Neanche un film di Ferragnez.
È lo stesso uomo che ha trasmesso 47 minuti integrali di conferenza stampa di Giorgia Meloni dall’Albania. Quarantasette minuti. Senza filtro. Il canale all-news del servizio pubblico trasformato nel canale YouTube personale della premier.
Ed è lo stesso uomo che, quando il suo Comitato di redazione ha osato criticarlo, ha fatto una cosa mai successa prima nella storia del giornalismo italiano: ha denunciato i propri giornalisti all’Ordine. L’Ordine ha archiviato l’esposto, perché criticare il direttore è un diritto del Cdr. Ma il messaggio era arrivato: qui non si fiata.
Ecco chi è Paolo Petrecca.
Ne abbiamo scritto più compiutamente qui: https://t.co/fGiuYTDk3j
#Olimpiadi #olimpiadiinvernali #OlimpiadiInvernali2026
Quest’uomo si chiama Paolo Petrecca, giornalista, direttore di Rai Sport, più meloniano di Giorgia Meloni.
Ex direttore di Rai News, da cui è stato sfiduciato dai suoi stessi giornalisti con l’83% dei voti. E invece di chiedergliene conto, Telemeloni cosa fa? Lo ha premiato con l’incarico - ancora più prestigioso - di direttore di Rai Sport.
Infine, e siamo a questi giorni, l’apoteosi: Petrecca viene scelto, anzi imposto, come prima voce della serata inaugurale delle Olimpiadi.
Neanche doveva farla la telecronaca, ma all’ultimo momento è stato chiamato per sostituire un professionista serissimo come Auro Bulbarelli, la cui “colpa” è stata quella di aver rivelato in anticipo la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Il risultato è stato un disastro su tutta la linea, tra gaffe imbarazzanti, topiche clamorose, nomi sbagliati, nomi neanche pronunciati e oscurati.
Neanche la serata è cominciata e Petrecca saluta tutti i telespettatori: “Buonasera dallo Stadio Olimpico”.
Peccato che fossimo a San Siro in Milano, non a Roma.
Poi confonde platealmente l’attrice italiana Matilda De Angelis con la pop star internazionale Mariah Carrey.
E poi questa logorrea senza fine che lo porta a parlare sopra a tutti gli omaggi musicali, primo tra tutti quello a Raffaella Carrà.
Infine quello che non è un errore ma una scelta precisa, chirurgica: cancella letteralemente Ghali. Non solo la regia non dedica a Ghali neppure un primo piano in tre minuti di performance, ma Petrecca “si dimentica” casualmente anche di nominarlo.
Ed è molto più grave di qualunque gaffe ed errore.
La telecronaca di Paolo Petrecca dell’inaugurazione delle Olimpiadi, la sua stessa presenza lì, il modo in cui c’è arrivato, sono la fotografia impietosa e definitiva del modo in cui la destra ha ridotto la Rai e umiliato il Servizio Pubblico.
Da cittadino italiano, mi vergogno.
Tosa
⛵️ Dockworkers in over 21 Mediterranean ports will be carrying out coordinated actions today (February 6) to block arms shipments bound for Israel. Unions and port workers in Italy, Greece, Turkey, Morocco, and the Basque Country are refusing to load, unload, or allow transit of military cargo destined for Israeli ports, including Ashdod and Haifa.
The actions are being organized as a regional “day of action,” led in part by Italy’s USB union and Greek dockworkers’ unions, with workers monitoring shipping data to identify weapons cargo. The campaign builds on port blockades dating back to 2023 and has been endorsed by the World Federation of Trade Unions under the banner “Dockworkers Don’t Work for War.”
Source: Unione Sindacale di Base (USB)
Poliziotti che non ci stanno: Piantedosi rovescia la realtà
“Sostenere che i manifestanti abbiano fornito copertura ai violenti, significa non rendere giustizia alla verità e mancare di rispetto a chi esercita un diritto costituzionale. La realtà è l’esatto opposto: sono i violenti che si affiancano ai manifestanti per sfruttare la piazza”
Nicola Rossiello, l’Unità
Falso.
1) A piede libero? Uno è agli arresti domiciliari e due hanno l'obbligo di firma. Vergogna cosa, le norme che consentono misure cautelari non in carcere? Se non piacciono, chi è al governo le può cambiare.
2) La riforma della magistratura non incide sulla ricerca delle prove, sui criteri di valutazione dei magistrati, sul merito delle decisioni. Supportare la riforma con argomenti farlocchi induce a ritenere che non ci siano argomenti solidi per motivare il Sì al referendum.
Ecco perch�� #IoVotoNo al Referendum. Perché un Ministro della Repubblica vuole fare il magistrato. Ed è per questo che hanno pensato la riforma Nordio. Proprio per questo. Grazie Ministro Tajani per la conferma del vostro obiettivo politico: condizionare i magistrati.