La #Legge194 ha liberato le donne dall’aborto clandestino.
#Vannacci vuole riportarle al ricatto morale, imponendo l’ascolto del battito fetale
Meditate donne, meditate
Alvini: “Io la Coppa Italia la cambierei completamente. Abbiamo studiato 4 anni fa, 5-6 allenatori forse non così importanti, abbiamo buttato una bozza per una Coppa Italia diversa e ci sono margini per poterla migliorare. Il tifoso può essere penalizzato e io ringrazio i nostri che hanno fatto tanti km, ma parlo in generale. Secondo me andrebbe rivista la formula per migliorare il prodotto".
Esclusiva: #Reggina, trattativa in stato avanzato e molto vicina alla chiusura per l’attaccante Sulayman #Jallow, classe 1996 in uscita dalla Vis Pesaro
Francesco #Guccini è morto stamattina a Pàvana, a 86 anni, nella casa dei nonni, sull'Appennino dove era stato bambino durante la guerra.
Umberto Eco disse che era il più colto dei cantautori italiani — «che coraggio far rimare “amare” con “Schopenhauer”».
Ha costruito un pensiero in forma interrogativa, e l'ha lasciato lì, aperto. Le sue canzoni finiscono spesso con una domanda. “Vorrei sapere a che cosa è servito vivere, amare, soffrire. Che senso avranno mai, che senso abbiamo? Noi corriamo sempre in una direzione, ma qual sia e che senso abbia chi lo sa”. È una scelta precisa. Vecchioni lo ha detto meglio di chiunque: lui parlava di dubbi per vivere.
Eppure, non c'è nichilismo. Chi canta “l'isola non trovata” sa che l'isola in qualche modo esiste, altrimenti non ne sentirebbe il profumo nel vento. Chi scrive "siamo qualcosa che non resta" aggiunge subito "e il cuore di simboli pieno". È una poetica della negazione che non finisce nel niente.
Si definiva «agnostico inquieto in cerca dell'infinito»: uno che si ferma alla domanda, senza risolverla. Ma il caso di "Dio è morto" fu eclatante. La RAI la censurò; Radio Vaticana la trasmise. Guccini commentò che "i censori RAI si dimostrarono più papisti del Papa" — e aveva ragione. Quel Dio lo uccidono – ieri come oggi – le guerre, il razzismo, i falsi miti del consumo e del potere; e nel finale risorge, "in ciò che noi crediamo". Il titolo viene più da Ginsberg che da Nietzsche: è un grido di denuncia, non una sentenza metafisica.
In Guccini il lessico sacro non è ornamento: è struttura del linguaggio poetico. L'apocalisse che attraversa la "Canzone dei dodici mesi", il tempo che torna su sé stesso invece di procedere, la nostalgia dell'assoluto rimasta senza oggetto. Era un uomo di soglia. Campagnolo inurbato, eterno studente, fra la Via Emilia e il West: sempre tra due rive, mai su una sola. Resta il catalogo delle domande. Che è, poi, una sua grande eredità. #FrancescoGuccini
Fate come i tramonti, mettetevi in competizione soltanto con voi stessi, anche se spesso scenderanno le nubi: ieri spettacolari, oggi magnifici e, domani, ancor di più.
Gabriela Pannia.
#PensieriLiberi
Seconda ondata di calore in Italia, anche se l'estate non è ancora iniziata. 200.000 morti per caldo in Europa in 4 anni. Il governo però discute di nucleare: pronto tra 20 anni. https://t.co/h3kuQkw3ii
Esclusiva: la #Reggina ha memorizzato la nuova offerta del gruppo che fa riferimento a Matt #Rizzetta. E ora si può entrare nel vivo per definire l’operazione. Intanto sciogliete le righe per la squadra che stava continuando ad allenarsi
Meloni has done little to combat rising electricity prices at home and instead of doing something, she blames the Commission because that's the easiest thing to do.
Considerazioni su fine #seriea : #palestra è un talento, #como e #Roma hanno merirato la champions, il calcio spezzatino è da abolire, più under22 e italiani in campo, meno tattica più gioco. Ah, il livello è mediocre. #serieaenilive