Intervento sul paziente sbagliato. Trasfusione incompatibile. Corpo estraneo dimenticato dopo un intervento.
I #NeverEvents non sono semplici errori: indicano il fallimento delle barriere di sicurezza che avrebbero dovuto intercettarli prima che raggiungessero il paziente.
La riforma 2026 riduce davvero il rischio economico del sanitario? Secondo la Corte dei conti Lombardia sì: il nuovo doppio tetto (30% del danno e max 2x retribuzione) si applica anche ai sanitari. In un caso da oltre €1 mln, rivalsa limitata a €15.000.
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È davvero accettabile che un paziente acceda alla propria cartella clinica solo settimane dopo la dimissione? La trasparenza immediata migliora sicurezza, prevenzione e qualità delle cure. Forse è tempo di ripensare il modello italiano.
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La Cassazione (ord. 7577/2026) chiarisce: in responsabilità sanitaria, perizie e consulenze svolte nel penale non possono sostituire la CTU nel civile. L’art. 15 Gelli-Bianco impone una CTU collegiale in contraddittorio, centrale e decisiva per il giudice.
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Assoluzione penale definitiva ≠ fine della responsabilità civile.
La Cassazione (n. 11298/2026) ricorda che il nesso causale nel civile si valuta col criterio del “più probabile che non”, non con la certezza penalistica. Possibile risarcimento anche dopo l’assoluzione.
Il consenso informato non è un contratto. La Cassazione (ord. 21845/2025) chiarisce: il modulo ha funzione documentale. Non basta una firma se l’informazione al paziente �� generica o standardizzata.
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Quando la cartella clinica è lacunosa, l’incertezza non è neutra: il rischio della “causa ignota” ricade sulla struttura sanitaria. Lo ribadisce Cass. III, 18/03/2026, n. 6499. Vicinanza della prova + “più probabile che non” orientano il nesso causale.
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Il consenso informato è essenziale, ma non sostituisce la diligenza del sanitario. Anche se valido, non rende corretta una scelta terapeutica errata. Informazione e prestazione restano distinti: la firma non esonera da responsabilità né sana l’errore.
Outcome bias: più grave è l’esito, più cresce la percezione di colpa. Ma giuridicamente non è così: la responsabilità dipende da condotta, prevedibilità ed evitabilità, non dal danno.
Leggi l’articolo per approfondire:
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Un attacco di panico può mimare condizioni gravi. I sintomi si sovrappongono. Una diagnosi affrettata è rischiosa: banalizzare come “ansia” senza adeguati accertamenti può comportare responsabilità. Ascolto e valutazione accurata sono essenziali.
La Risurrezione è promessa di vita che rinasce. Anche la sanit�� pubblica può tornare presidio del diritto alla salute, rimettendo al centro persona e dignità. Servono responsabilità, trasparenza e coraggio. Buona Pasqua di visione e impegno.
Segnalazioni e reclami dei pazienti non sono solo conflitto: possono diventare leve di sicurezza e qualità. Se analizzati bene, rivelano criticità invisibili e guidano il miglioramento. La sfida è integrarli con IA e metodo.
La prevenzione delle ICA passa anche dai dettagli.
Oltre l’80% delle maniche lunghe risulta contaminato, con presenza di patogeni in alcuni casi.
Non è solo una questione clinica, ma organizzativa.
A volte basta davvero rimboccarsi le maniche.
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Le parole in polizza contano.
La Cassazione chiarisce: “somma assicurata” ≠ massimale; l’indennizzo si calcola sui postumi invalidanti, non sulla lesione. Un errore interpretativo può valere oltre 1 milione.
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Un piccolo dispositivo, un rischio spesso sottovalutato.
I cateteri venosi periferici sono tra i più usati in ospedale, ma la flebite resta frequente.
Il progetto #FlebitisZero dimostra che un bundle preventivo può ridurre il rischio fino al 77%.
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Spoiler: molti sbagliano risposta.
Il consenso informato è un presidio di autonomia, responsabilità e buona pratica clinica.
Tutt’altro che mera burocrazia.
Eppure, il confine tra ciò che è lecito senza consenso e ciò che non lo è genera ancora discussioni accese.
Il danno può colpire un’intera famiglia.
Per un ictus gestito in modo non conforme, riconosciuti oltre 660.000€, di cui 260.000€ per danno riflesso ai congiunti.
Decisive ATP e CTU nella ricostruzione del nesso causale.
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La Cassazione sul danno morale terminale: negarlo perché manca una prova diretta della consapevolezza della morte è pretendere l’impossibile.
La “formido mortis” si prova per presunzioni, non leggendo il pensiero.
📄 Sentenza: https://t.co/nglnZ7B9rT
La salute è un diritto, anche in carcere.
Il CPT adotta un nuovo standard: cure equivalenti alla comunità, ruolo chiave dei sanitari contro i maltrattamenti, focus su salute mentale e rischio suicidio.
La tutela della salute è legalità.
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Una diagnosi precoce può cambiare la storia di una malattia. Il 4 febbraio è il #WorldCancerDay: prevenzione, screening e percorsi tempestivi migliorano prognosi e qualità di vita. Ritardi evitabili possono avere conseguenze cliniche e di responsabilità.