Ieri, alle Primarie delle Idee in Puglia, ho voluto rilanciare una proposta sulla quale credo il centrosinistra e, comunque, la casa riformista debbano aprire una riflessione seria, anche alla luce della sempre minore partecipazione al voto delle cittadine e dei cittadini.
Se la legge elettorale continuerà a negare ai cittadini il diritto di scegliere i propri parlamentari, dobbiamo assumerci la responsabilità di farlo noi.
Per questo auspico, innanzitutto, che il centrosinistra voti a favore dell’introduzione delle preferenze quando la legge elettorale sarà discussa al Senato. Ma se ciò non dovesse accadere, dobbiamo adottare regole chiare e trasparenti: selezionare i candidati attraverso le parlamentarie, superare definitivamente il sistema delle pluricandidature, che finisce per indebolire il rapporto di fiducia tra elettori ed eletti, e fare in modo che ogni candidata e ogni candidato si presenti nel proprio territorio di riferimento.
Solo così possiamo ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni, restituendo agli elettori il diritto di scegliere davvero chi li rappresenta e ai rappresentanti la responsabilità di rispondere alla propria comunità.
Una serata di confronto, idee e partecipazione ad Andria.
Grazie a Gianluca Leone, alla Presidente del Consiglio comunale Daniela Di Bari e a tutte le persone che hanno scelto di esserci per condividere una riflessione sul futuro della città, con uno sguardo sempre rivolto all’Europa e ai suoi valori.
Credo profondamente che le comunità crescano quando si uniscono visione e concretezza: una visione europea capace di cogliere le opportunità dell’innovazione, della coesione, della pace e della solidarietà, e un impegno locale fatto di ascolto, competenza e responsabilità.
Le sfide che abbiamo davanti – lavoro, sviluppo, servizi, giovani, inclusione e tutela delle persone più fragili – si affrontano costruendo una politica seria, lontana dagli slogan e vicina ai bisogni reali delle persone.
Continuiamo a lavorare insieme, con passione e determinazione, perché il futuro si costruisce ogni giorno, partendo dai territori. Ed è proprio dai territori che può nascere una proposta riformista forte, capace di coniugare buona amministrazione, giustizia sociale e crescita.
Una mattinata davvero intensa e ricca di spunti, grazie a Pietro Bartolo e a Rete Lampedusa, per affrontare uno dei temi più importanti e più strumentalizzati del nostro tempo.
L’immigrazione viene troppo spesso utilizzata per alimentare paure e mettere le persone le une contro le altre, invece di essere affrontata con serietà, responsabilità e visione.
Migrare non è una colpa. Lo fa chi fugge dalla guerra, dalle persecuzioni, dalla fame, dalla miseria, dalla mancanza di qualsiasi prospettiva di vita. Dietro ogni viaggio ci sono persone, non numeri: donne, uomini e bambini che chiedono semplicemente la possibilità di vivere con dignità.
Governare i fenomeni migratori significa coniugare legalità, accoglienza, integrazione e diritti. Significa costruire canali regolari, contrastare con fermezza trafficanti e sfruttatori e riconoscere che l’immigrazione, se governata, rappresenta anche una risorsa per un Paese come l’Italia, che in molti settori ha sempre più bisogno del contributo di lavoratrici e lavoratori stranieri.
Servono politiche, non propaganda. Servono responsabilità e umanità. Perché la dignità delle persone non può essere subordinata al consenso del momento. Un’altra narrazione è possibile, ma soprattutto è necessaria.❤️
Ieri pomeriggio, davanti ai cancelli dello stabilimento Electrolux di Cerreto d’Esi, ho incontrato la RSU e le lavoratrici e i lavoratori durante il cambio turno per portare la mia solidarietà e ribadire un impegno: essere al fianco di chi si batte perché questo importante stabilimento non venga chiuso e perché lavoratrici e lavoratori non perdano il proprio lavoro.
Con noi, davanti ai cancelli, c’erano anche il sindaco David Grillini e l’assessora Michela Bellomaria. Negli sguardi e nelle parole delle lavoratrici e dei lavoratori ho colto tutta la preoccupazione per il futuro, ma anche la dignità e la determinazione di chi non intende arrendersi.
A seguire, un incontro molto partecipato con i sindaci di Cerreto d’Esi, Fabriano e Sassoferrato, i segretari regionali di CGIL, CISL e UIL e il contributo del professor Carboni sul modello marchigiano.
Da questo confronto è emersa una convinzione: per rilanciare le Marche e il Paese servono politiche industriali vere, capaci di sostenere il manifatturiero, l’agroalimentare, l’innovazione e il lavoro.
È proprio questa visione che oggi manca, sia a livello nazionale sia a livello regionale. Senza una strategia industriale non si governano le trasformazioni: si rincorrono soltanto le crisi.
Grazie a tutte e a tutti i partecipanti, alla consigliera regionale Valeria Mancinelli e un ringraziamento a Fabiola Caprari, pres. Reg.IV,per l’invito e per aver promosso questo momento di confronto.
Una giornata intensa di approfondimento, confronto e proposte sul futuro della PAC, promossa da Dario Nardella, che ringrazio per l’invito.
Particolarmente importante l’emendamento sulla condizionalità sociale, una conquista che considero fondamentale. Da Ministra delle Politiche Agricole mi sono battuta con determinazione perché questo principio fosse inserito nella PAC: i finanziamenti europei devono essere collegati al rispetto dei diritti dei lavoratori.
Per questo considero gravissima l’ipotesi di cancellare la condizionalità sociale dalla PAC 2028-2034. Sarebbe un passo indietro per l’agricoltura europea e per tutte quelle imprese che rispettano le regole.
La condizionalità sociale non è un ostacolo per le aziende agricole: è uno strumento di giustizia e di competitività. Tutela le imprese che rispettano le regole e i lavoratori che ogni giorno, con il loro impegno, garantiscono qualità e valore alla nostra agricoltura. Aiuta le aziende sane a difendersi dalla concorrenza sleale di chi sfrutta il lavoro e rappresenta un argine concreto contro il caporalato.
Non basta parlare di sicurezza e di diritti sul lavoro. Bisogna avere il coraggio di fare le norme e di farle rispettare. È ciò che manca a questo Governo e, purtroppo, anche a molti governi europei, che oggi sembrano più impegnati ad arretrare sulle tutele che a rafforzarle.
Un’agricoltura più forte, più giusta e più competitiva passa dal rispetto della dignità del lavoro e delle persone. Per questo la condizionalità sociale va difesa, rafforzata e pienamente attuata, non cancellata.
La tragedia dei quattro braccianti morti nel Cosentino è il volto più feroce di un sistema criminale che in Italia continuiamo troppo spesso a fingere di non vedere.
Il caporalato esiste, sfrutta il bisogno, prospera dove lo Stato arretra e si sostituisce alle regole, ai diritti, alla dignità del lavoro.
Abbiamo una legge importante contro il caporalato, la 199 del 2016. Ma le leggi vanno applicate: servono controlli, prevenzione, monitoraggio nei territori e un patto vero tra Stato, aziende, associazioni e parti sociali.
La battaglia contro lo sfruttamento si vince sul lavoro, sulla casa, sui trasporti, sulla capacità dello Stato di esserci prima che i fatti accadano.
Basta nuovi schiavi. Chi sfrutta deve pagare.
@TeresaBellanova
Ottant’anni fa le donne italiane conquistarono il diritto di voto e parteciparono per la prima volta alla costruzione democratica del nostro Paese. Fu una conquista straordinaria, frutto di coraggio, impegno e determinazione.
Da quel voto nacque una nuova stagione di libertà, partecipazione e responsabilità che avrebbe portato alla nascita della Repubblica e della nostra Costituzione.
Oggi, a distanza di ottant’anni, quella conquista ci affida una responsabilità: non considerare mai la democrazia un bene acquisito per sempre.
Viviamo una stagione segnata da una crescente disaffezione alla partecipazione politica e da livelli di astensionismo che interrogano tutti. Troppe cittadine e troppi cittadini si sentono lontani dalle istituzioni e faticano a riconoscersi nei processi decisionali.
Per questo credo che le donne debbano tornare a essere protagoniste di una nuova stagione di impegno civile e democratico, capace di riavvicinare le persone alla politica e alle istituzioni. Come ottant’anni fa furono protagoniste di una grande battaglia di inclusione e di emancipazione, oggi possono essere protagoniste di una battaglia per una democrazia più partecipata, più rappresentativa e più vicina ai cittadini.
In un tempo in cui la vita dei partiti appare sempre più concentrata nelle decisioni di pochi, dobbiamo avere il coraggio di rafforzare tutti gli strumenti che restituiscono agli elettori la possibilità di scegliere e di sentirsi parte delle decisioni. Anche per questo è importante dare risposte che rafforzino il legame tra eletti ed elettori, rendendo più forte il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.
La lezione che ci arriva dal 1946 è chiara: la democrazia vive soltanto se le persone partecipano. E la partecipazione cresce quando ciascuno sente che la propria voce conta davvero.
Buona Festa della Repubblica a tutte e a tutti. Viva la Repubblica, viva la democrazia.❤️
Se n’è andato un uomo straordinario, un visionario gentile, capace di dare dignità alla terra, al cibo, ai territori e alle persone che li custodiscono.
Caro Carlin, ci siamo stimati e voluti bene. Non mi hai mai fatto mancare un consiglio, una parola sincera, uno stimolo a guardare sempre avanti senza perdere il legame con le nostre radici.
Ricordo con affetto gli incontri condivisi da Ministra: da Bra, per valorizzare i prodotti locali e le comunità del cibo, fino alla piantumazione del leccio davanti al Ministero dell’Agricoltura. Momenti semplici ma pieni di significato, nel segno della sostenibilità, della cura della terra e delle nuove generazioni.
L’Italia perde una voce libera e autorevole.
Io perdo un amico.
Ciao Carlin. 🌿❤️
Ci sono serate che restano dentro.
Non solo per le parole pronunciate, ma per le persone, gli sguardi, l’energia condivisa.
Ho accolto con piacere l’invito di Giovanni Grasso, capolista, a chiudere questa bella serata insieme al presidente Eugenio Giani, a sostegno della candidatura di Vincenzo Ceccarelli a sindaco di Arezzo.
Incontri così ricordano quanto la politica abbia senso quando torna tra le persone, nei territori, nelle comunità.
Passione, ascolto, impegno: valori che continuano a unire storie diverse e a darmi la forza di continuare a portare avanti le idee in cui credo e per le quali ho sempre combattuto.
Grazie a chi non si è chiuso nel palazzo, a chi ogni giorno sceglie di esserci, di ascoltare e di continuare a costruire con passione e generosità.❤️
Ieri sera si è svolto un confronto intenso e ricco di contenuti su “Donne: partecipazione attiva”, promosso da Casa Riformista Arezzo.
Abbiamo parlato di memoria, diritti, lavoro, rappresentanza e futuro, partendo dall’esperienza delle donne che negli anni ’60 e ’70 hanno contribuito a cambiare profondamente la società italiana, fino alle sfide di oggi.
I dati ci dicono che la strada è ancora lunga: in Europa lavorano oltre sette donne su dieci, in Italia poco più di una su due. Per questo partecipazione, autonomia e presenza femminile nei luoghi decisionali restano una grande questione democratica.
Mi ha fatto molto piacere incontrare la sempre battagliera lavoratrice della Lebole, protagonista fino all’ultimo di tutta la vicenda aziendale. Una testimonianza viva di impegno, dignità del lavoro e forza delle donne nelle grandi vertenze sociali e industriali del nostro Paese.
Grazie a tutte e tutti per la partecipazione, per gli interventi, le idee e la qualità del confronto.
Gianni Ulivelli,Bianca Leda Petruzzi,Sen.Donella Mattesini,Ivo Brocchi,Vincenzo Ceccarelli candidato sindaco.
La partecipazione non è un tema “delle donne”: riguarda la qualità della nostra democrazia e il futuro delle nostre comunità.
Un interessante confronto questa sera a Cascina.
Anche in campagna elettorale ci si può confrontare con serietà, ascolto e rispetto, senza cedere alla propaganda, parlando dei problemi reali delle persone, del lavoro, delle imprese e del futuro dei territori.
L’intelligenza artificiale può essere uno strumento utile per semplificare, aiutare le aziende e rendere più efficiente la pubblica amministrazione. Ma il cuore resta il lavoro delle persone, la qualità, l’artigianato, la capacità produttiva dei nostri territori.
Innovazione e competenze devono camminare insieme. È questa la sfida che abbiamo davanti per costruire opportunità, difendere il Made in Italy e dare futuro ai nostri giovani.
Il mio sostegno al sindaco Michelangelo Betti, alla capolista Raffaela Maria Sateriale e a tutti i candidati e le candidate impegnati con passione, competenza e amore per il territorio, per dare continuità al buon governo di Cascina.
Tanta partecipazione, tante idee, tanta voglia di futuro.
A Corato abbiamo vissuto una serata bella e autentica, fatta di ascolto, confronto e passione civile. Parlare di giovani, impresa e lavoro significa parlare della possibilità di costruire qui opportunità vere, senza lasciare indietro nessuno.
Ho visto entusiasmo, competenze ed energie positive. Ed è proprio da momenti come questi che nasce la forza di una città che vuole crescere, innovare e guardare avanti con fiducia.
Grazie agli organizzatori per l’invito, Grazia Tarantino e Stefano Franco, e grazie a tutte le persone presenti per aver contribuito a questo importante momento di confronto.
Per non fermare questo cammino servono continuità, visione e serietà. Per questo, il sostegno alla ricandidatura di Corrado Nicola De Benedittis, alla guida della coalizione di centrosinistra, è la scelta giusta per dare ancora forza a un progetto che mette Corato e i suoi cittadini al centro.
Solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori Electrolux, alle loro famiglie e ai territori che oggi vivono con preoccupazione l’annuncio di 1700 esuberi.
Sappiamo cosa significa affrontare una crisi industriale di queste dimensioni. E sappiamo anche che queste vertenze non possono essere lasciate scorrere nell’incertezza e nell’attesa.
Nel 2014, davanti al rischio di ridimensionamento degli stabilimenti italiani, il confronto immediato tra Governo, azienda e parti sociali rese possibile un accordo fatto di investimenti, tutela occupazionale e difesa della produzione nel nostro Paese.
Per questo oggi serve rapidità, autorevolezza e una vera politica industriale.
Il tavolo convocato per il 25 maggio non può essere un semplice adempimento formale.
Quando sono in gioco lavoro e futuro industriale dell’Italia, bisogna intervenire subito.
Una serata che porterò nel cuore.
Grazie a tutte le cittadine e i cittadini di San Giovanni Rotondo che ieri hanno condiviso con noi tempo, ascolto, emozioni e speranze. Incontri come questi ricordano quanto sia importante stare tra le persone, guardarsi negli occhi e parlare concretamente del futuro del territorio.
Con gli agricoltori, le associazioni, i volontari, le donne e gli uomini di questa comunità abbiamo parlato di lavoro, dignità, diritti, agricoltura e opportunità. Ma soprattutto abbiamo respirato partecipazione vera, quella che nasce quando una comunità sceglie di esserci.
Grazie a Giuseppe Siena, candidato sindaco, ai candidati e alle candidate al Consiglio comunale per la passione, l’impegno e l’energia con cui stanno vivendo questa sfida. E un ringraziamento speciale ad Aldo Ragni, che ha contribuito con determinazione e generosità alla costruzione di questo percorso politico e umano.
La politica serve quando sa ascoltare, unire e dare speranza.
E ieri sera questa speranza si sentiva forte. ❤️
Ieri a Minervino Murge, a fianco al candidato sindaco Massimiliano Bevilacqua e al capolista Camillo Di Claudio, e a Trani con il candidato sindaco Marco Galiano, abbiamo vissuto iniziative piene di entusiasmo, confronto e voglia di futuro.
Tanta partecipazione, tanta energia e una grande volontà di costruire un’alternativa credibile al centrodestra, dando alle nostre città un governo serio, competente e vicino ai cittadini.
Grazie a Tommaso Laurora per aver organizzato la presentazione della lista e un appuntamento così partecipato e ricco di contenuti.
Andiamo avanti, insieme.
Ieri a Montecatini Terme ho celebrato la Giornata dell’Europa insieme ai ragazzi di YES, vivendo una giornata davvero speciale. 🇪🇺💙
Ascoltare le loro idee, il loro entusiasmo, la loro voglia di partecipare e di costruire futuro è stato emozionante. È proprio nei giovani che ritroviamo il senso più autentico dell’Europa: una comunità fatta di pace, diritti, opportunità, dialogo e speranza.
In un tempo in cui è così facile dividersi, incontrarsi, confrontarsi e sentirsi parte di qualcosa di più grande ha un valore enorme.
Grazie a tutte le ragazze e i ragazzi che ieri hanno condiviso energie, sorrisi e pensieri. Porto con me una bellissima emozione e tanta fiducia nel futuro.
Oggi in Piazza del Popolo, in occasione di Tennis & Friends, una bellissima giornata dedicata alla salute e alla prevenzione organizzata dal Prof. Giorgio Meneschincheri.
Grazie alla LILT - Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori e ai tanti volontari impegnati ogni giorno sul territorio per promuovere la prevenzione oncologica, offrire visite specialistiche e diffondere informazioni corrette sui sani stili di vita.
Mi ha fatto piacere visitare anche lo stand dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, realtà importante per la tutela della salute pubblica, della sicurezza alimentare e della prevenzione.
E tra i medici volontari ho avuto anche la gioia di incontrare mio figlio: un momento speciale, che rende questa giornata ancora più significativa.
La prevenzione salva la vita: informare, ascoltare e prendersi cura delle persone significa costruire una comunità più forte e più consapevole. 🩷
Ieri sera a Monselice abbiamo parlato di lavoro, industria, ambiente, anziani, solitudini.
In una parola: futuro.
Sul territorio servono scelte serie, non slogan.
Rigenerare aree dismesse, accompagnare la transizione industriale, migliorare le infrastrutture, difendere il lavoro senza fermare il cambiamento.
E serve anche una comunità capace di prendersi cura delle persone più fragili, a partire dagli anziani troppo spesso lasciati soli.
La differenza, oggi, è tutta qui:
c’è chi cavalca paure e chi prova a costruire soluzioni.
Un confronto vero sui bisogni del territorio e sulle prospettive della comunità, insieme al candidato sindaco del centrosinistra Franco Ennio.
Grazie ai rappresentanti sindacali intervenuti, a tutte e tutti i partecipanti e a Maria Antonietta Auditore per il lavoro che sta compiendo sul territorio.
Il 25 aprile è memoria viva di chi scelse, nei giorni più bui, di stare dalla parte giusta della storia: donne e uomini della Resistenza che hanno combattuto per la libertà, contro il fascismo e l’oppressione.
A loro dobbiamo la democrazia che viviamo e il dovere di custodirla. Il loro esempio parla ancora oggi, soprattutto ai giovani: la libertà non è mai conquistata per sempre, va difesa con responsabilità, partecipazione e coraggio.
Nel tempo delle guerre e delle divisioni, il messaggio del 25 aprile è più attuale che mai: libertà, giustizia, pace.
Onorare chi ha combattuto dalla parte giusta significa scegliere, ogni giorno, da che parte stare.
Antifascista, sempre. Viva la libertà 🌹
Oggi a Macfrut 2026 ho firmato il Manifesto #OrtofruttaPerLaPace, aderendo a un messaggio forte e necessario: non c’è sicurezza alimentare senza pace e l’agricoltura può essere strumento di cooperazione, sviluppo e futuro.
Ho voluto portare un messaggio politico chiaro: il cibo non è solo mercato, è un bene strategico, è lavoro, giustizia sociale, stabilità.
Mi ha fatto piacere incontrare Agrocepi e visitare stand di organizzazioni di produttori e realtà che investono in innovazione, creano opportunità di lavoro e scommettono sul futuro del nostro sistema agroalimentare.
Esperienze che dimostrano come qualità, impresa e sostenibilità possano camminare insieme e come il mondo agricolo possa essere protagonista di crescita, sviluppo e pace.
Chi coltiva la terra coltiva pace. Chi investe nel futuro crea speranza.
Da Macfrut arriva un messaggio che la politica deve saper raccogliere.