Ho l’impressione che l’Italia sia fondamentalmente per il #No. Ma non solo su questo referendum.
Siamo per il No al cambiamento in qualsiasi settore.
Da questo punto di vista siamo il paese più conservatore d’Europa.
Troviamo sempre una ragione per non cambiare: la giustizia, la scuola, il regionalismo o per non fare investimenti infrastrutturali ed energetici.
Questo conservatorismo �� trasversale alla destra e alla sinistra che sono normalmente immobili in attesa che l’altra parte faccia “l’errore” di proporre qualcosa.
Da questo stallo dobbiamo uscire se vogliamo sopravvivere e diventare qualcosa di più di una meta turistica.
Abolire #18App, l’unico bonus che vale la pena mantenere e che investe sui giovani, è il segno che questa maggioranza non ha intenzione di scommettere sul futuro della nostra “Nazione”. Si riempiono la bocca di “Patria” ma poi fanno di tutto per distruggerne l’identità culturale.
@CarloCalenda Ho avuto la fortuna di studiare un po’ altri sistemi. In Germania la “scuola media” dura 5 anni e studiano tutti le stesse cose poi si decide se andare al liceo dove si preparano per le università oppure percorsi vocazionali dove si impara il mestiere e si esce già con un lavoro
#Salerno, specializzandi di ortopedia obbligati a fare flessioni.
Non oso immaginare gli specializzandi in urologia.
(Salvatore Cacciola @Salvocacciolak)
#6aprile
A sto giro #maratona#Mentana, in assenza di contenuti reali (si vota scheda bianca), sembra una live su Twitch tra amici a caso, che ridono tra loro e fanno battute con silenzi e lunghi imbarazzi.
Età media più alta, ma siamo lì 👀
(Comunque io grande fan, nonostante tutto)
Non possiamo sapere perché si soffre. Ma possiamo sapere perché qualcuno soffre di più, e qualcun altro meno.
Dopo tantissimo tempo ho scritto dì nuovo per @ilpost
https://t.co/MjlavkfiR8