Nucleare di carta, bollette vere
Ci chiedono perché ci siamo astenuti sul disegno di legge del governo sul nucleare, nonostante da anni diciamo che l’Italia dovrebbe affrontare senza pregiudizi il tema dell’energia nucleare.
La risposta è semplice: perché questo provvedimento non parla del nucleare che serve al Paese. Parla del nucleare che serve alla propaganda.
Basta leggere il testo. Non c’è una centrale, non c’è un impianto, non c’è un cronoprogramma, non c’è una localizzazione, non c’è una copertura finanziaria. C’è una cornice vuota, una dichiarazione d’intenti, un titolo da esibire nei talk show. Tutto il resto è rinviato a decreti futuri, decisioni future, governi futuri.
Anzi, le risorse stanziate parlano da sole: le briciole di 60 milioni di euro per il settore e 7,5 milioni per la comunicazione. Viene quasi da pensare che, almeno per ora, sia più finanziata la narrazione del nucleare che il nucleare stesso.
E poi c’è un aspetto che rende questa operazione ancora meno credibile. Giorgia Meloni governa l’Italia da quasi quattro anni. Se davvero il nucleare fosse stato una priorità strategica, questo sarebbe stato un provvedimento da presentare all’inizio della legislatura, assumendosi la responsabilità delle scelte, individuando i siti, costruendo il consenso necessario. Non dopo quattro anni di governo.
Dopo quattro anni dovrebbe essere il tempo della concretezza, non degli annunci. Il tempo dei risultati, non delle cornici normative. Il tempo delle opere, non dei titoli.
Invece siamo ancora al punto di partenza.
E guarda caso, la vera fase operativa arriverà soltanto dopo le prossime elezioni politiche. Perché è facile parlare di mini-reattori in televisione. Più difficile è spiegare agli elettori dove verranno costruiti. Difficile andare a chiedere il voto mentre si scelgono le località in cui collocare gli impianti. Così il governo fa ciò che le riesce meglio: rimanda le decisioni scomode e anticipa gli annunci convenienti.
Nel frattempo, però, le famiglie pagano bollette vere. Le imprese sostengono costi energetici veri. La produzione industriale continua a perdere terreno e migliaia di aziende si confrontano ogni giorno con un costo dell’energia che riduce competitività, investimenti e occupazione.
Il governo sa perfettamente che anche nella più ottimistica delle ipotesi il nucleare non abbasserà di un centesimo le bollette dei prossimi anni. Eppure sceglie di concentrare tutta la comunicazione su questo tema perché serve a spostare l’attenzione da ciò che non sta facendo nell’immediato.
La prova è nelle stesse ore in cui il Parlamento discuteva del nucleare. L’Europa ha concesso all’Italia nuova flessibilità e la possibilità di utilizzare circa 14 miliardi di euro per affrontare la crisi energetica. Una scelta che, paradossalmente, chiede al governo di fare esattamente l’opposto di ciò che ha fatto finora.
Oggi Bruxelles apre nuovi spazi per aiutare famiglie e imprese e il governo appare improvvisamente incerto, incapace di spiegare come utilizzare quelle risorse.
Sul nucleare hanno una conferenza stampa pronta.
Sulle bollette, no.
Noi continuiamo a pensare che il nucleare possa essere parte del mix energetico del futuro. Ma il futuro non si costruisce con gli slogan. Si costruisce con investimenti, scelte, tempi certi e responsabilità.
Per questo non abbiamo votato contro. Ma non potevamo neppure votare a favore di un provvedimento che assomiglia più a uno specchietto per le allodole che a una strategia energetica.
Perché quando un governo, dopo quasi quattro anni, parla soltanto dell’energia che forse produrrà tra vent’anni, spesso lo fa per non parlare dell’energia che manca oggi alle famiglie e alle imprese italiane. E quando i risultati non arrivano, la propaganda diventa l’unica energia che riesce ancora a produrre.
Giorgia, ci sei?
Pensare di risolvere la crisi energetica solo chiedendo all’Europa di cambiare le regole sull’ETS è un’illusione. Certo va fatto ma serve anche un piano nazionale: diversificare le forniture, rafforzare le infrastrutture, sfruttare le risorse nazionali, sbloccare le rinnovabili ferme e dare energia alle imprese.
Le proposte ci sono.
Quello che manca è il coraggio di attuarle. E nel frattempo gli italiani pagano il costo della crisi energetica.
@raffaellapaita
Ecco le parole del Presidente degli Stati Uniti: Meloni non ha coraggio, non la sento da tempo, non ha fatto nulla sulla sicurezza, ha fallito sui migranti, non lavora per giuste soluzioni energetiche. E questo, Donald Trump, che era il suo alleato: potete immaginarvi cosa dicono di lei gli altri? Giorgia Meloni viene scaricata persino dai suoi, dal suo guru, dal suo leader. Da dopo il referendum ogni giorno un problema. Saranno 15 mesi di piano inclinato fino alle elezioni, il crollo è appena cominciato
Ma il problema erano le conferenze di @matteorenzi, tutte alla luce del sole, tutte dichiarate al fisco e corredate da laute tasse pagate qui in Italia, ma nonostante questo impedite da una legge ad personam! Mentre questo individuo già peraltro condannato deve restare dove sta!
Oggi, nella Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, ricordiamo chi ha pagato con la vita la difesa della giustizia e della libertà.
Contro le mafie, ogni giorno.
Oggi, 21 marzo, nella Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, ricordiamo i loro nomi e le loro storie.
Donne e uomini comuni, diventati simboli di coraggio e resistenza.
Ricordare non basta: bisogna scegliere, agire, stare dalla parte della giustizia.
@Azione_it Che faccia di bronzo. La debolezza dell'Europa dipende anche dalla assenza in Parlamento di voci forti per la abolizione dell'unanimitá. Era il progetto degli Stati Uniti d'Europa,proposto da Bonino e Renzi, boicottato con la "guerra civile interna" voluta dal rancoroso Calenda
@Cris_CHML@matteorenzi E quindi, cara signora, perché perdere tempo qui? Si faccia una vita, se ci riesce. Le persone hanno un peso, un valore, una cultura personale, e pure chi li vota, fatevene una ragione. Noi scegliamo Matteo Renzi, voi i pesi piuma
@fabianaCa81@fcancellato Provi con un disegnino, perché la decisione, presa dal governo Conte, è stata ratificata da questo governo. Lasciando fuori dalla scorta, inspiegabilmente, solo esponenti di sinistra, a quanto pare
@Vi_Dis_1255@matteorenzi Non so Grok cosa ne pensi .. a me risulta che la decisione, presa dal governo Conte, è stata ratificata da questo governo. Lasciando fuori dalla scorta, inspiegabilmente, solo esponenti di sinistra.
@LucaCaiazzo2@matteorenzi La decisione, presa dal governo Conte, è stata ratificata da questo governo. Lasciando fuori dalla scorta, inspiegabilmente, solo esponenti di sinistra, a quanto pare. Informiamoci meglio
@fra_balsamo@matteorenzi La decisione, presa dal governo Conte, è stata ratificata da questo governo. Lasciando fuori dalla scorta, inspiegabilmente, solo esponenti di sinistra.
@RobertoPiciu @matteorenzi E’ il contrario. Nei Paesi “civili” si rispettano la Politica e i Politici, non si dispensano odio e rancori personali, non ci si vendica degli avversari sul piano personale, ma si combatte in Parlamento