Oggi l’Italia ha ottenuto un grande successo: il Parlamento europeo ha approvato il nuovo Regolamento europeo sui rimpatri. Un provvedimento storico che consente di rimpatriare velocemente chi non ha titolo a stare nell’Unione europea.
Anna è stata una presenza vera della nostra comunità politica, fin dall’inizio dell’esperienza di Fratelli d’Italia. Verace, sempre presente, con quel suo modo inconfondibile di esserci e di strappare un sorriso. Mancherà a tutti noi.
Con il via libera definitivo della Camera al decreto Rimpatri e alle norme sui rimpatri volontari assistiti facciamo un altro passo avanti per rafforzare gli strumenti a disposizione dello Stato nella gestione dei flussi migratori.
Più serietà, più ordine, più efficacia.
L’obiettivo è chiaro: governare il fenomeno migratorio con regole certe e strumenti concreti.
Avanti così.
La battaglia del Governo Meloni contro l’illegalità non conosce battute d’arresto.
Per troppo tempo abusi, occupazioni e violazioni delle regole sono stati tollerati e persino giustificati in nome dell’ideologia.
Un plauso alle donne e agli uomini delle Forze dell’Ordine. Lo Stato c’è e dimostra che non esistono spazi sottratti alla legge.
A margine del Vertice G7 di Evian, ho avuto un incontro bilaterale con il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Mohamed bin Zayed Al-Nahyan.
Abbiamo discusso della situazione nella regione, anche alla luce del memorandum d’intesa siglato tra Iran e Stati Uniti, concordando sulla necessità di sostenere gli sforzi internazionali volti ad assicurare la libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. Ho ribadito il pieno sostegno dell’Italia alla sicurezza degli Emirati Arabi Uniti e di tutte le Nazioni del Golfo.
Il colloquio ha inoltre confermato l’eccellente stato delle relazioni bilaterali e la comune volontà di rafforzarle ulteriormente, a partire dai settori strategici della difesa, degli investimenti e della collaborazione già avviata nell’ambito del Piano Mattei per l’Africa.
L’operazione della Polizia di Stato che ha portato alla disarticolazione di una rete anarco-insurrezionalista attiva sul territorio nazionale infligge un duro colpo a chi pensa di poter minacciare la sicurezza della Nazione, colpire infrastrutture strategiche e mettere in discussione i principi della convivenza democratica.
È un risultato che conferma la forza dello Stato e la determinazione con cui il Governo continuerà a contrastare ogni forma di terrorismo e violenza, a difendere la legalità e a garantire la sicurezza dei cittadini.
Grazie a tutte le Forze dell’ordine, agli operatori impegnati nelle attività investigative e all’autorità giudiziaria per il lavoro svolto.
@GiorgiaMeloni@takaichi_sanae Ci riempie di orgoglio e speranza questa rinnovata amicizia e rafforzamento delle relazioni diplomatiche e strategiche di due Nazioni profondamente legate. #GiorgiaMeloni 👏🇮🇹
Il 16 giugno 1979, dopo diciannove giorni di coma, moriva Francesco Cecchin, giovane militante del Fronte della Gioventù, scaraventato dal parapetto di un palazzo di Roma da parte di un commando di estrema sinistra.
Onorare la memoria di Francesco, così come di tutte le vittime innocenti degli anni di piombo, è una risposta concreta a chi da sempre ha evaso responsabilità e difeso colpevoli, facendo della violenza il solo mezzo di affermazione politica.