Con i soldi di una persona fatto tutto questo. Pensate se i soldi buttati per le guerre fossero indirizzati per queste cose come cambierebbe il mondo.... 🥺
Il calciatore senegalese Sadio Mané ha trasformato completamente Bambali, il suo villaggio natale, finanziando e realizzando numerosi progetti infrastrutturali che hanno migliorato in modo significativo la qualità della vita degli abitanti.
Tra i suoi contributi più importanti figurano la costruzione di un moderno ospedale con servizi di maternità e di una scuola secondaria dotata di computer portatili per gli studenti. Inoltre, ha portato la connettività nella zona attraverso l'installazione di una rete 4G.
Ha anche fatto costruire uno stadio di calcio e fornisce un sostegno economico mensile di circa 70 euro a ogni famiglia del villaggio, contribuendo così allo sviluppo e al benessere della comunità locale.
@putipo Dovremmo prendere atto che sì avremmo uno stadio nuovo e di proprietà che potrà aiutare con i conti e cose vari ma sarà uno che molto probabilmente taglierà fuori molti tifosi. Tornamo ai bar, date retta
@aanthl@LibbowskiG21 Il mio sondaggio (io solo abbonata ai distinti sud) si è basato tutto sul discorso economico e alla fine dove chiedono un suggerimento ho chiesto uno stadio da almeno 75000 posti
Noi non siamo nessuno per dire chi è meglio o peggio
A noi basta non essere come voi
Bgiorno amichi,w la CURVASUD e ForzaROMA, fino a che nun ce portano via💛❤️
📰 7 GIUGNO, IL GIORNO IN CUI FOSCHI DISSE NO
"Il valore di ciò che è accaduto il 7 giugno 1927 va oltre qualsiasi divisione: quello è il giorno in cui Italo Foschi decise di estromettere la Lazio dalla società che stava creando. Ancora oggi, da parte biancoleste, si racconta la versione contraria, ossia che fu la Lazio a scegliere di rimanere fuori e che il generale Giorgio Vaccaro lo comunicò a Foschi rispondendo alla convocazione che quest'ultimo avrebbe fatto in qualità di segretario federale. In realtà, Foschi non era più Federale dal 16 dicembre 1926 e non aveva incarichi politici; si occupava solo di sport per fondare la squadra che avrebbe portato il nome, i colori e il simbolo di Roma, puntando inizialmente sulle uniche società nella massima serie nel 1926/27: Fortitudo-Pro Roma e Alba-Audace. La questione Lazio, società organica al regime che aveva nominato come vicepresidente il console della milizia Vaccaro, andava però affrontata. La riunione decisiva si tenne la sera del 6 giugno nella sede biancoceleste di Via Tacito, alla quale non si presentarono né Foschi (presidente della Fortitudo-Pro Roma) né Ulisse Igliori (presidente dell’Alba-Audace). In quell'occasione, il rappresentante della Fortitudo Righini si vide avanzare la proposta irricevibile di chiamare la nuova società 'Lazio-Fortitudo'. Sul piano economico la Lazio chiedeva che il nuovo sodalizio si accollasse per intero i suoi debiti, dichiarandosi pronta a riconoscere solo il debito commerciale della Fortitudo (100.000 lire su 400.000 totali) e appena il 50% di quelli dell'Alba-Audace. Di fronte a tali richieste, i rappresentanti della Fortitudo ritennero inutile ogni trattativa e tolsero la seduta alle ore 23. Risolto il nodo Lazio, restava aperto il problema finanziario. La mattina del 7 giugno, nella sua abitazione di Via Forlì 16, Italo Foschi poté calare l'asso nella manica: il Roman Football Club. La squadra era reduce dall'ultimo posto nella serie cadetta (nello stesso girone della Lazio), ma possedeva due elementi indispensabili: le maglie con i colori di Roma e soci molto ricchi pronti a garantire le coperture finanziarie. Un accordo simile non si trovò in una notte ed era la carta tenuta coperta da Foschi per escludere la Lazio. Dell'incontro del 7 giugno in Via Forlì tra Foschi e i rappresentanti di Alba, Fortitudo e Roman esistono le testimonianze dirette di due nipoti di Foschi: Vittorugo Foschi jr (su 'Il rosso e il giallo') e Vittorio Zingarelli (su 'Il Romanista'). La sera del 7 giugno, probabilmente dopo essersi spostati in Via Uffici del Vicario 35 presso la sede del Roman per contattare le redazioni, venne diffuso il comunicato della fusione. Il giornalista ed ex giocatore del Roman Alberto Marchesi raccontò sul 'Messaggero' l'emozione con cui attese Foschi quella sera e l'annuncio della nascita della Roma. C'era fretta di comunicare la notizia per evitare 'colpi di mano' della Lazio. I timori erano fondati, come dimostra la lettera dell'8 giugno con cui la Lazio offrì a Benito Mussolini la tessera di socio vitalizio, accettata dal duce. I giornali dell'8 giugno pubblicarono tutti le stesse notizie: Italo Foschi presidente, sede in Via degli Uffici del Vicario 35 e campo di gioco inizialmente al Motovelodromo Appio e poi al Testaccio. Crolla anche il mito secondo cui Foschi volesse la Lazio per il campo della Rondinella: la Lazio voleva abbandonarlo per prendersi il 'Due Pini' del Roman, mentre il progetto di Campo Testaccio era stato presentato da Foschi già nell'aprile 1927. La Rondinella ospiterà poi il primo derby, vinto dalla Roma l'8 dicembre 1929 con gol di Volk, ma la prima vera vittoria era già stata firmata il 7 giugno 1927."
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Era maggio del 1899 e Roma aveva già una società calcistica che vinse un torneo.
E allora chi è la prima squadra della capitale??
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@LCanicchio Lei è bravissima.... A fare piazza pulita. 'ndo cojo, cojo... Fa tornare i conti desertificando la società e licenziando dall'oggi al domani chiunque le capiti a tiro usando falsità e fake news...
Auguri
@BarbaraBorelli2@poetanaif@baiasilente Non ne hanno presa una ... Sfortunati? Oppure......impauriti? Cagliari all'ultima è come Catania anni fa....ricordi?