Grazie ❤️
Fabrizio Del Prete
Caro Jannik, ti scrivo un’altra volta ancora perché mi sa che essere te, in questo Paese, facile facile non è.
Magari sì, ti saresti aspettato altro, eh.
Non dico applausi a prescindere, ma quantomeno un po’ di comprensione e - soprattutto - gratitudine.
Gratitudine, sì.
Per aver portato l’Italia a splendere sul tetto del Tennis mondiale, ad esempio, come mai successo in oltre un secolo di una Storia fatta di tantissimi bui e qualche bellissima, ma estemporanea, luce.
O per aver fatto svegliare una nazione intera alle 4 del mattino pur di vederti giramondo mentre alzavi trofei che non avremmo sognato mai - ma proprio mai - di veder alzati.
O per averci fatto piangere come bambini, mentre anche l’Erba di Sua Maestà si inginocchiava docile a te.
O per aver riunito il Paese, dalle algide Dolomiti alle sanguigne Sicilie, sotto una passione unica e travolgente.
O per aver ribaltato in tre anni il paradigma sportivo nazional/popolare per cui l’unica palla degna di nota è quella che rotola e non quella che dipinge traiettorie sopra la rete, portando centinaia di migliaia di persone - dai bambini agli adulti - ad approcciarsi allo Sport più bello del mondo.
Per aver riempito circoli, strade, occhi e cuori con il tuo dritto. E col tuo rovescio in salto.
Per l’esempio - sì, l’esempio quotidiano - che ci dai da anni. Un esempio fatto di sudore, di dedizione, di silenzi e di lavoro, di parole composte e zero scuse e lamentele per migliorarsi e migliorarsi ancora, tu nel Tennis come noi - o almeno ci proviamo - nella vita.
E invece, Caro Jannik, invece fregna. Altro che gratitudine, tu non saresti italiano “perché non ti presti a quel circo nazional/popolare di San Remo”; “perché vivi a Monte Carlo come tutti i tennisti del mondo (indovinate dove ha la residenza, per dirne uno, Berrettini?)”; perché non ti senti né un politico né una figurina da mostrare per forza “e ignori Mattarella”; perché non vai alle Olimpiadi perché hai un macigno ingiusto addosso e non sei sgombro nei pensieri e rischi di infangare - senza colpe - il Paese che rappresenti; perché - dopo averla vinto con l’Italia due volte - per una volta rifiuti la Davis e pensi a te stesso. Per rafforzarti ancora, per farci godere ancora delle tue gesta.
E sì, caro Jannik, non deve essere facile essere così come te:
Scintilla che brilla incessante in un paese che perdona tutto, tranne il successo.
E che comunque, quando uno raggiunge il successo, deve smettere di esser se stesso per assecondare ogni piccolo capriccio e desiderio degli altri.
Anche di quelli colmi di frustrazione che non aspettano altro di ergerti su un piedistallo, per poi provare a farti rovinosamente cadere.
And j love you so 🎤🎼 Adoro la voce di Elvis ed in particolar modo questa sua canzone. E adoro Tommy. Come potevo non metterli ancora una volta insieme in un video?
Musica ed immagini che si fondono e che mi danno una grande gioia! 😍🥰🤗 #tzvip
Non c'è niente di più bello dello spettacolo della natura. A me viene da lodare e ringraziare il Creatore. Grazie Tommy per farci vivere anche a distanza queste belle emozioni. 🙂 #tzvip
Questi due azzorrani, azzorresi,azzorroni, azzorri mi piacciono tantissimo insieme, sono la fine del mondo, simpatici belli brillanti solari spiritosi e felici. Daje ragazzi, era tempo che non mi divertivo così a vedere le stories che pubblicate! Vi amo!!! 😍#tzvip