Il condizionatore non è un fallimento. Il fallimento è colpevolizzare i cittadini e cementificare le città.
Per anni in Europa si è discusso moltissimo di divieti, slogan, scelte "verdi" spesso vendute come soluzioni definitive, ma molto meno di una cosa concreta, come rendere vivibili le città in un clima che sta cambiando. L'adattamento climatico gioca un ruolo fondamentale nella situazione che stiamo vivendo.
Il punto non è dire sì o no al condizionatore. Per un anziano fragile, una persona malata, un bambino piccolo o una casa che di notte non scende mai sotto i 28-30°C, raffrescare un ambiente non è un capriccio, è salute. Colpevolizzare il condizionatore e poi urlare che ci sono centinaia di morti per il caldo è un'ipocrisia insopportabile. L'adattamento climatico è anche dotare di aria climatizzata soprattutto le persone piu' fragili ma non solo, servono anche più verde urbano, meno asfalto, una progettazione urbanistica completamente diversa nelle grandi città.
Questa è la parte che manca spesso nel dibattito europeo, meno moralismo sul cittadino che accende il climatizzatore e più coraggio nel ripensare quartieri, scuole, ospedali, piazze e periferie. E soprattutto servirebbe meno ipocrisia perché spesso arrivano messaggi completamente contrastanti, si incentiva l’auto elettrica, ma poi molte città non hanno infrastrutture adeguate per gestirla davvero, addirittura a Roma si è deciso di far pagare le auto elettriche entrano in ZTL. Si disegnano piste ciclabili che in alcuni casi restano scollegate, poco sicure o poco utilizzate, si chiedono raccolte differenziate sempre più scrupolose, con TARI spesso pesanti per famiglie e imprese, mentre poi si continua a consumare suolo, tagliare alberi, impermeabilizzare piazzali e trasformare spazi urbani in superfici di cemento rovente.
E allora il problema non è essere "green", il problema è fare un green di facciata, dove il cittadino viene educato, tassato e colpevolizzato, mentre le grandi scelte urbanistiche continuano spesso ad andare nella direzione opposta. Se davvero vuoi adattare le città al clima che cambia, non puoi parlare solo di emissioni, divieti e comportamenti individuali ma devi anche chiederti quanta ombra hai tolto, quanto suolo hai sigillato, quanti alberi hai abbattuto, quanti quartieri hai lasciato senza verde.
Il caldo non colpisce tutti allo stesso modo, chi vive in una casa fresca, in un quartiere alberato e può permettersi bollette alte vivrà un’estate mentre chi abita in un appartamento vecchio, in mezzo al cemento, senza ombra e senza possibilità di raffrescare, ne vivrà un’altra e questa non è più solo una questione climatica.
Sta diventando una disuguaglianza sociale inaccettabile, dentro un’enorme ipocrisia collettiva.
Buonasera a tutti. Questo è un post molto importante e da condividere il più possibile.
Nelle prossime 72 ore alcune zone d’Italia dovranno fare i conti con condizioni atmosferiche severe, sia per quanto riguarda le precipitazioni sia per quanto riguarda i venti e le mareggiate.
Premessa doverosa: la Protezione Civile ha emesso allerta rossa per la Sardegna orientale, meridionale e la Sicilia nord-orientale. In queste zone saranno chiuse anche le scuole. Allerta arancione sul resto della Sicilia orientale e nelle zone joniche della Calabria, in particolare province di Crotone e Catanzaro. L’allerta della Protezione Civile mi trova d’accordo, ma io avrei esteso l’arancione anche alla provincia di Reggio Calabria.
Capitolo Venti:
Domani avremo ventilazione da est-sud-est con raffiche fino a 75-100 km/h su Sardegna, Sicilia e Calabria meridionale. Possibili raffiche fino a 60 km/h su Toscana settentrionale e Campania. Bora a 50 km/h su Trieste. Nella notte tra lunedì 19 e martedì 20 gennaio ulteriore intensificazione del vento tra Sicilia e Calabria meridionale, con possibili raffiche fino a 110-120 km/h. Nella giornata di martedì ancora venti tra 75 e 100 km/h sulla Sardegna orientale e meridionale e tra 80 e 110 km/h su Sicilia e Calabria centro-meridionale. Sul Canale di Sicilia e nella zona di Lampedusa le raffiche potranno raggiungere i 120-130 km/h. Venti intensi anche sulla Campania con picchi fino a 60-70 km/h e tra 50 e 60 km/h sulla Toscana settentrionale. Martedì sera la situazione comincerà a migliorare sulla Sardegna, mentre tra Sicilia e Calabria – in particolare sulla Sicilia nord-orientale e sulla Calabria meridionale – avremo ancora raffiche intense fino a 110-120 km/h. Per ciò che accadrà tra la serata di martedì e mercoledì aspettiamo domani mattina.
Capitolo Mareggiate:
Domani onde fino a 3-4 metri sulla Sardegna orientale e sulla Calabria jonica, fino a 5 metri su quella meridionale. Onde fino a 5-6 metri sulla Sicilia orientale e sulla zona meridionale della provincia di Reggio Calabria. Nella notte tra lunedì e martedì onde fino a 5-6 metri sulla Sardegna orientale, fino a 6 metri su quella meridionale, ancora fino a 5-6 metri sulla Sicilia orientale con picchi fino a 7 metri sulla provincia di Siracusa. Sempre 3-4 metri sulla Calabria jonica e fino a 5 metri sulle zone meridionali della provincia di Reggio Calabria. Attenzione sull’isola di Lampedusa dove le onde raggiungeranno i 7-8 metri. Martedì ancora onde di 5-6 metri sulla Sardegna orientale e fino a 6-7 metri sulla provincia di Cagliari. Nella Sicilia orientale fino a 6-7 metri su province di Catania e Siracusa, fino a 8-9 metri a Lampedusa. Fino a 6 metri sulla zona meridionale della provincia di Reggio Calabria e fino a 5 metri sulla provincia di Crotone. Come già detto, per la situazione tra martedì sera e mercoledì aspettiamo domani mattina.
Capitolo Piogge:
Tra stanotte e domani rovesci a tratti intensi su Sardegna orientale e meridionale, Sicilia orientale, Calabria jonica e Basilicata. Piogge moderate su Sardegna nord-occidentale, Calabria tirrenica centro-settentrionale, Basilicata tirrenica, Campania, Puglia, Molise, Lazio meridionale, zone costiere di Abruzzo, Marche, Emilia-Romagna, Piemonte e zone alpine della Lombardia. Tra pomeriggio e sera ancora rovesci intensi su Sardegna orientale e meridionale, Sicilia orientale e Calabria meridionale. Piogge moderate sul resto della Calabria, Basilicata, sparse su zone interne della Campania e della Puglia, Molise, Abruzzo, Lazio, Marche centro-settentrionali, zone appenniniche dell’Emilia e zone alpine del Piemonte.
Martedì cambierà poco al Sud con piogge intense ancora sulla Sardegna orientale, Sicilia centro-orientale e Calabria meridionale e jonica. Piogge deboli-moderate ancora su Basilicata, Molise, Abruzzo, Marche e zone appenniniche dell’Emilia. Nelle prossime 36 ore nevicate su Piemonte ed Emilia-Romagna a quote di alta collina, localmente già dai 400 metri in su soprattutto in Piemonte. Nevicate sopra i 1.000-1.200 metri su Marche, Abruzzo e Basilicata con quota neve in calo martedì fino a 700-800 metri. Nevicate abbondanti in Calabria sopra i 1.000 metri sulla Sila domani e sopra i 700 metri martedì con precipitazioni più moderate. Neve molto abbondante in Aspromonte (sopra i 1.000 metri possibili oltre 100 cm di accumulo) e sull’Etna (sopra i 1.200 metri fino a 150-200 cm). Neve abbondante anche sul Gennargentu in Sardegna.
Temperature In calo al Nord Italia e sulle regioni adriatiche, in moderato calo su quelle tirreniche e sulle due Isole maggiori. Da martedì calo termico marcato anche al Sud Italia, ad eccezione delle due Isole maggiori dove i valori resteranno stazionari.
Considerazione personale:
Le province di Nuoro, Ogliastra, Cagliari, Messina, Catania, Siracusa, Ragusa, in parte Enna, Reggio Calabria, Crotone e Catanzaro meriterebbero un’allerta rossa, soprattutto per ciò che accadrà tra martedì mattina e mercoledì pomeriggio. Proprio quella fase (martedì 19 – mercoledì 20 gennaio) merita un approfondimento specifico che pubblicherò domani in mattinata.
Il consueto cambio di stagione degli indumenti. Al Centro-Sud si potrà fare già da questo fine settimana, ovviamente tenendo sempre a portata di mano felpe e giubbotti più leggeri. Al Nord è più prudente attendere ancora 10-12 giorni.
Alle 10:01 di oggi, 20 marzo 2025, è avvenuto l'equinozio di primavera. È ufficialmente iniziata la primavera astronomica, mentre quella meteorologica è già cominciata da 20 giorni.
Tra il pomeriggio di domani, venerdì 7 marzo, e la mattinata di sabato 8 marzo, sono previste precipitazioni molto intense su Sicilia orientale e Calabria meridionale, con possibili picchi fino a 150 mm nelle province di Messina, Catania e Reggio Calabria. Il consiglio è sempre quello di seguire costantemente le allerte diramate dalla Protezione Civile.
🚨Fake News. Continua su alcuni media la sagra di notizie meteo assolutamente prive di fondamento per favorire il clickbait. Non è in arrivo la nevicata più forte dell'inverno nei prossimi 3 giorni. Tra l'altro, il titolo è totalmente fuorviante rispetto a quanto poi c'è scritto nell'articolo.
Le uniche zone che vedranno la neve saranno quelle alpine sopra i 1.000-1.200 metri e quelle appenniniche a quote di alta montagna.
Mi convince poco l'idea che siano le big tech, Wall Street, i media o chissà chi altro a "normalizzare" Trump.
Trump è stato "normalizzato" dai 77 milioni di elettori americani che liberamente e consapevolmente hanno preferito lui alla sua avversaria, che ci piaccia o no.
Vorrei rassicurarvi sul fatto che non è in arrivo nessuna tempesta perfetta. La neve in pianura, se arriverà, sarà limitata a poche zone del Nord Italia, e parlare di mareggiate con onde alte fino a 7 metri fa pensare a una sorta di maremoto in arrivo, il che ovviamente non è così. Per quanto riguarda il vento, sarà senza dubbio sostenuto, con picchi fino a 90-100 km/h in mare aperto sul Tirreno centro-settentrionale. I mari saranno certamente molto agitati, con onde fino a 4-5 metri sempre in mare aperto e localmente mareggiate sulle coste della Liguria di Levante e della Toscana settentrionale, con onde che potranno raggiungere i 3-4 metri. Tuttavia, usare certi titoli rischia di confondere chi legge ed è in contrasto con una meteorologia seria, accurata e non sensazionalistica.
Gli spaghi previsionali mostrano la fine della stabilità e l'inizio di un periodo atmosferico instabile e dinamico. Come detto in precedenza, per qualche giorno nella prima metà della settimana avremo temperature di 2-3 °C sotto la media del periodo, ma parlare di “sciabolate artiche” e “cicloni invernali” significa fare disinformazione.
Inoltre, sia lo spago operazionale che quello di controllo intravedono una breve ma intensa rimonta mite prefrontale per il fine settimana del 15-17 novembre, con venti sostenuti e maltempo diffuso. Questa è, ad oggi, la tendenza più probabile per la seconda parte della settimana e per il prossimo weekend, dopo il calo termico previsto nella prima metà della settimana entrante. Non lasciatevi fuorviare da titoli altisonanti e da analisi meteo fatte da chi pensa solo al clickbait.