"Nel mondo ci sono ancora Paesi in cui c'è gente che rischia la vita e si fa ammazzare per avere il diritto di voto. Capisco che si possa essere disgustati dalla politica ma il vuoto non esiste: se quello spazio non lo occupi tu, lo occuperà qualcun altro. Il futuro del nostro Paese non è nelle mie mani, ma nelle vostre. Pensateci". Così Emma Bonino, leader di Europa, si rivolgeva nel 2018 direttamente ai giovani nel videoforum di Repubblica Tv.
In studio Massimo Giannini e Laura Pertici
Emma Bonino. Inchiniamoci a una donna che ha combattuto per i diritti e per l’Europa. E a una persona che ha affrontato una lunga malattia con una forza e una dignità senza pari.
Il voto in Sassonia pone seri dubbi sul funzionamento della scuola pubblica, dell'informazione, dell'educazione impartita dalle famiglie, voglio vederla da questo punto di vista. Un paese occidentale sviluppato dovrebbe porsi domande.
#germania#germany#deutschland#sassonia
Un femminicidio al giorno. Ma non c'è emergenza.
40 gradi a inizio Settembre. Ma non c'è emergenza.
La benzina a due euro. Ma non c'è emergenza.
La possibilità di fare la spesa a rate. Ma non c'è emergenza.
Che l'orchestra continui a suonare come sul Titanic.
🚨🪖🇮🇹🇪🇺 Mario Monti a Roberto Vannacci durante il Forum Ambrosetti a Cernobbio: "Io ho guardato molto bene le cose che lei ha scritto, le cose che lei dice e il programma recentemente uscito e sono stato molto attratto dai riferimenti alla storia, alla cultura, in particolare alla storia, alla cultura romana.
I romani dicevano 'divide et impera'. Trump e Putin cercano di applicare questo motto all'Europa, cercando di dividerla con un certo successo dall'esterno e i sovranisti dei Paesi europei stanno cercando di farlo, o di fatto lo stanno facendo dall'interno dell'Europa. Poco importa se sono spinti da uno o dall'altro.
Ora, queste forze molto diverse tra loro, ma che indubbiamente stanno andando forte in Europa, si chiamano "populisti" o "nazionalisti" e la mia profonda convinzione è che nella maggioranza dei casi vanno però contro l'interesse del popolo e contro l'interesse della nazione.
Io amo molto l'Italia, e quando si è trattato di fare sacrifici anche personali per cercare di aiutare il mio Paese, ho cercato di farlo al meglio: però mi piace la frase che ho trovato nella prefazione all'edizione italiana di Albert Camus nelle "Lettere a un amico tedesco", scritto durante la Seconda guerra mondiale, quando dice: "Amo troppo il mio Paese per essere nazionalista". Questa è esattamente la mia posizione e le cose da lei non ricordate, successe tra il 50 e il 92, che hanno compreso protempore, stranamente, contro ogni evidenza statistica, la fine della guerra tra gli stati membri dell'Unione europea, quelle cose sono avvenute perché i nazionalismi, dopo aver causato i mali che sappiamo, hanno per un momento declinato il capo.
E ricordo, cito un altro francese - era la mia prima apparizione al parlamento europeo dove lei siede oggi, Generale - nel gennaio 1995 le ultime parole dell'ultimo discorso del presidente Mitterrand, che sarebbe morto da lì a poco, 'Le nationalisme, c'est la guerre', il nazionalismo è la guerra".