@capuanogio Certo certo....!
....quindi questo vale per quante partite?
"Le scuse sono come i buchi del culo, tutti quanti ne hanno una."
(Cit. Sgt. O'Neill)
🔔 Penna infastidita dalle stupidaggini che si leggono.
🖋 @_banconab_ scrive.
🔎 Da giorni alcune testate ripetono che “si va verso una probabile archiviazione”.
▪️Legittimo: l’archiviazione è sempre una possibilità.
▪️Ma alla luce degli atti riportati da #Corriere, #Repubblica, #IlFatto e #CalcioeFinanza, ci sono domande che meritano di essere poste.
▪️Domande semplici, di buon senso.
1️⃣ Se la Procura avesse davvero deciso di archiviare, perché riscrivere il capo d’imputazione di Rocchi inserendo “in concorso con esponenti dell’Inter” e “previo concerto”?
▪️Una riformulazione così pesante si fa quando si rafforza un’ipotesi, non quando la si abbandona.
2️⃣ Se la Procura avesse già scelto la strada dell’archiviazione, perché interrogare Rocchi per quattro ore dopo che il 30 aprile aveva scelto il silenzio?
▪️Un interrogatorio così lungo, in fase finale, non è un dettaglio: è un atto che si fa quando si vuole chiudere un quadro, non quando lo si vuole archiviare.
3️⃣ Se la linea fosse davvero “archiviare”, perché emergono nuove intercettazioni che parlano di contatti diretti Rocchi–Inter, di “assenso della società”, di “designazioni frutto di interferenze”?
▪️Sono elementi che richiedono valutazione, non una chiusura automatica.
4️⃣ Se tutto fosse già deciso, perché gli atti mostrano quattro partite nel mirino, con pressioni sistematiche e plurime?
▪️Una pluralità di episodi non è mai un segnale di irrilevanza.
5️⃣ Se la Procura avesse davvero scelto l’archiviazione, perché gli inquirenti stanno verificando i tre paletti della Cassazione (interferenza, modalità fraudolenta, alterazione della competizione)?
▪️Questa verifica si fa solo quando si valuta la tenuta del reato, non quando si chiude.
6️⃣ E infine: davvero qualcuno pensa che Maurizio Ascione — che sta per trasferirsi in uno dei ruoli più prestigiosi della magistratura italiana — voglia presentarsi a Roma con il biglietto da visita di una “archiviazione mediatica” dopo aver riscritto l’imputazione e interrogato l’indagato per quattro ore?
▪️Tutto può essere, ma sarebbe una scelta difficilmente spiegabile.
🔜 L’archiviazione è una possibilità, certo.
🔎 Ma la narrativa “tranquillizzante” non può cancellare le domande che gli atti pongono.
❗️E finché queste domande restano aperte, parlare di “probabile archiviazione” non è informazione: è un’interpretazione.
@inzaghiverme Concordo!
Oltre il peggio solo i tifosi nerazzurri!
Sarà per questo che nella negatività risultano talmente straordinari da renderli specie protetta
Ci avevano giurato che erano olandesi, francesi, italiani...
È bastato un pallone per scoprire la verità.
Amici, vi ricordate quando ci dicevano che basta nascere in Italia per essere italiani?
Che la cittadinanza è un diritto di chi “si sente” italiano, francese, olandese. Che non conta da dove vengono i tuoi genitori, conta il posto dove sei nato e cresciuto. E che chiunque sollevasse un dubbio era un razzista da rieducare.
Ecco. È bastato un Mondiale di calcio per smontare vent’anni di questa narrazione.
Il 30 giugno il Marocco elimina l’Olanda ai rigori. E nei Paesi Bassi succede una cosa interessantissima: migliaia di “olandesi di origine marocchina”, compresi quelli NATI in Olanda, pure di terza generazione, scendono in strada a festeggiare l’eliminazione del Paese che li ha visti nascere.
E non solo festeggiano.
A L’Aia, secondo le ricostruzioni, un corteo prova a invadere la Marktweg, la storica “strada degli Oranje” dove gli olandesi celebrano le vittorie della loro nazionale. Apposta, per provocare.
La polizia li blocca e parte la guerriglia: pietre, bottiglie, fuochi d’artificio sparati contro gli agenti, cariche, idranti, arresti. Motociclisti della polizia circondati e costretti a scappare.
Gente nata nei Paesi Bassi che assalta la polizia olandese per festeggiare la sconfitta dell’Olanda.
Riflettete su questa frase.
E i calciatori? Ancora meglio. Mazraoui, Amrabat, Salah-Eddine: nati nei Paesi Bassi, cresciuti nelle accademie calcistiche olandesi, formati coi soldi del calcio olandese…
Potevano scegliere la maglia Oranje.
Hanno scelto il Marocco.
E il CT del Marocco ha spiegato il perché con una frase che vale più di mille convegni sull’integrazione:
“sono marocchini prima di tutto”.
Lo ha detto lui, eh. Non Vannacci. Non io. Il commissario tecnico del Marocco.
Poi il Marocco batte il Canada e passa ai quarti. E la scena si ripete, stavolta anche in Italia: Torino, quartiere Barriera di Milano, fuochi d’artificio sparati ad altezza uomo e contro le auto, strada bloccata tutta la notte. Milano, Bologna, Vicenza, stesso copione. La comunità marocchina che vive in Italia “festeggia” il Marocco devastando le città italiane che la ospitano.
E adesso arriva il bello.
Stasera, ore 22: Francia-Marocco, quarto di finale.
Sapete come si sta preparando la Francia a una PARTITA DI CALCIO?
Tolosa ha imposto il coprifuoco per i minori di 16 anni non accompagnati. Clermont-Ferrand ha annunciato la tolleranza zero. Parigi trema al ricordo dei festeggiamenti del PSG in Champions, finiti con un morto. Il Viminale, da noi, ha allertato le questure.
Coprifuoco. Per una partita di calcio. Fermatevi a pensare cosa significa: tutti sanno benissimo cosa può succedere stasera. Lo sanno i sindaci, lo sanno i prefetti, lo sa la polizia. Lo sanno anche quelli che poi, davanti al microfono, ti spiegano che l’integrazione è un successo e che chi la mette in dubbio è un nostalgico.
E allora stasera abbiamo il test perfetto, ancora più grande di quello olandese. Perché la Francia è il Paese europeo con più cittadini di origine marocchina, “francesi” da due o tre generazioni, passaporto bordeaux con su scritto République Française, nati a Parigi, Lione, Marsiglia.
Se la Francia vince, guardate le banlieue (i quartieri periferici): vedremo quanti “nuovi francesi” festeggeranno la Francia.
Se la Francia perde, guardate le stesse strade: vedremo se piangeranno per la loro patria sconfitta o se sarà la festa più grande dell’anno.
Non serve nessun sociologo, nessuno studio, nessun dibattito televisivo.
Basta guardare le strade stanotte.
Il tifo è la risonanza magnetica dell’appartenenza: puoi mentire a un censimento, non puoi mentire quando entra il gol.
Continua sotto nel primo commento ⤵️
@mirkonicolino Attivissimi !!!
Un pò come quelli che telefonano a cento ragazze ma non trom**no mai o al massimo si buttano con la sola bruttina disperata che risponde e magari se la tira pure...
Che brutta fine
Le intercettazioni bomba pubblicate da Il Fatto Quotidiano non sono una semplice notizia: sono la pietra tombale sulla finta onestà di chi si è auto-proclamato per vent'anni il "club degli onesti". La maschera è caduta, e sotto c'è il fango più totale.
Altro che "stile", altro che "immunità diplomatica"! Gli inquirenti dell'indagine milanese fissano un punto di svolta clamoroso: contatti diretti e sistematici tra l'ex designatore Gianluca Rocchi e la società nerazzurra di Beppe Marotta.
Andiamo a leggere la realtà dei fatti, quella che i media asserviti cercheranno di nascondere o minimizzare con i soliti grafici di carta velina:
1) NON UN CASO ISOLATO, MA UN SISTEMA SOCIETARIO: Gli inquirenti lo scrivono chiaramente. Non era un singolo dirigente che chiamava di nascosto. Erano "diversi soggetti della società" con nome e cognome che telefonavano a Rocchi per dettare i propri "desiderata" sulle designazioni arbitrali.
2) "QUELL'ARBITRO NON LO VOGLIAMO": Altro che accettare il verdetto del campo! Si andava dal folklore becero del "porta sfiga" fino a pressioni ben più serie e mirate: “Quell'arbitro non lo vogliamo”. Sceglievano i direttori di gara, facevano il bello e il cattivo tempo e decidevano chi doveva fischiare le loro partite.
Per anni abbiamo assistito a un calcio in cui la Juventus veniva rivoltata come un calzino in 48 ore con processi sommari nel bel mezzo del campionato. Per anni ci hanno fatto la morale dai loro studi televisivi, godendosi una squisita immunità diplomatica su fideiussioni scadenze e passaggi societari fantasma all'ultimo secondo.
Oggi scopriamo che mentre noi pagavamo dazio anche per colpe non nostre, nei palazzi milanesi si alzava il telefono per dettare la lista della spesa a Rocchi.
Potete vincere tutti gli scudetti che volete in questo momento storico, potete continuare a nascondervi dietro i rifinanziamenti dell'ultimo secondo e i fondi speculativi, ma la storia non si cancella con le veline dei giornali amici. Siete e rimanete quelli salvati dai tribunali e protetti dal silenzio del sistema.
E la cosa più bella? Siamo solo all'inizio.
Preparate i pop-corn. Il castello di cartone sta venendo giù pezzo dopo pezzo. Tornate pure a nascondervi, ne avete un disperato bisogno. 👋🎪📉 #IntercettazioniInter #Marotta #Rocchi #Calciopoli #VeroCalcioItaliano
@giu21061 Nel pieno di un indagine per designazioni di arbitri favoriti all'Inter questa uscita magistrale?
Celentano dev essersi ispirato a costui quale
RE degli IGNORANTI
ma talmente ignorante che avrà pure il coraggio di volerlo ignorare e contestarlo