6 protezione
Perché quando gli avversari partivano in contropiede pensavo "tanto c'è Baresi".
6 presenza
Perché mi sentivo rappresentato in campo, perché la mia idea di non mollare mai diventava reale, fisica, con la tua presenza in campo.
6 Speranza
Perché hai dimostrato che con passione ed abnegazione si può vincere, perdere fino a giocare in serie B e poi scrivere la storia dal tetto del mondo.
6 Dolore
Perché le emozioni le trasmettevi tutte, le vivevo insieme a te, dalle lacrime di Pasadena al tuo addio
6 Gioia
Perché il tuo viso ad ogni vittoria, ad ogni trofeo trasmetteva esattamente il mio stato d'animo.
6 Orgoglio
Perché i tuoi gesti, le tue azioni mi facevano camminare a testa alta.
6 il Milan
Perché quando pensavo ai quei colori il primo che appariva eri tu.
6 Il Capitano
Non perché avevi la fascia, portavi anche quella, ma la portano in tanti... ma perché nessun altro avrebbe potuto essere il mio Capitano.
6 PER SEMPRE
Una poesia a firma @75_franz6 che ho intercettato in un multitweet, ho messo insieme e che condivido con voi.
Non avrei mai voluto scrivere questo tweet, e lo faccio da uomo distrutto.
Ho provato a rimandarlo, a convincermi che le parole sarebbero arrivate da sole, sperando che le lettere, offuscate dalle lacrime, trovassero da sole il loro posto.
Non è successo e se quindi tra queste righe troverete qualche pensiero confuso, qualche frase imperfetta o qualche refuso, vi chiedo fin da ora di perdonarmelo.
Sto scrivendo da persona che, come milioni di milanisti, ha appena perso un pezzo della propria famiglia.
Per anni sapere che Franco Baresi fosse a Casa Milan, in via Aldo Rossi, seppur in un ruolo più di rappresentanza che operativo, è stato molto più di una presenza dirigenziale. Era un porto sicuro, una certezza. La rassicurante consapevolezza che, qualunque cosa accadesse, dentro quelle mura ci sarebbe sempre stato qualcuno capace di custodire l'essenza del Milan.
Perché Franco non rappresentava semplicemente un club, Franco era il milanismo fatto uomo.
Anni fa ebbi il privilegio di trascorrere del tempo con lui durante un incontro organizzato da un Milan Club, a Guggiono. Figuratevi l'emozione di essere al suo fianco, io che da piccolo alzavo il braccio per chiamare il fuorigioco pur giocando a 7 dove l'offside non è per nulla contemplato. Eravamo circondati dall'affetto dei tifosi, da persone che vedevano in lui molto più di un semplice campione.
A un certo punto gli dissi che meritava tutto quell'amore.
Mi rispose, con la semplicità che lo ha sempre contraddistinto, che per lui rappresentare il Milan era un onore e un'emozione immensa.
Istintivamente gli risposi: «Figuriamoci parlarci insieme».
Per un attimo non colse il senso di quella frase. Quando lo fece, abbassò leggermente lo sguardo, sorrise e arrossì come un vero "Piscinin", proprio come lo chiamavano i milanisti agli inizi della sua carriera.
In quell'istante capii che la sua grandezza non risiedeva soltanto nelle Coppe dei Campioni, negli Scudetti o nelle partite leggendarie, risiedeva nell'uomo.
La storia ci consegna decine di fotografie in cui Franco alza al cielo i trofei conquistati durante il glorioso ciclo di Silvio Berlusconi, immagini destinate all'eternità.
Ma, paradossalmente, non sono quelle che porto maggiormente nel cuore. Quando penso a Franco, io vedo il ragazzo che scelse di restare, vedo il capitano che non abbandonò il Milan quando il Diavolo aveva più bisogno dei suoi uomini.
Lo fece dopo la retrocessione del 1980 e lo rifece nel 1982, scegliendo ancora una volta la Serie B invece di cercare una strada più comoda.
Io diventai milanista proprio nel 1983 e forse è per questo che il mio legame con Franco Baresi non poteva che essere diverso.
Al Milan di campioni ne sono passati tantissimi. Alcuni tra i più grandi della storia del calcio, ma quanti avrebbero scelto di scendere in Serie B pur di non abbandonare il Milan?
Per me, quella scelta vale più di qualsiasi Coppa dei Campioni, perché le vittorie costruiscono il mito, la fedeltà costruisce la leggenda.
Oggi il Milan perde il suo Capitano, i tifosi perdono il loro punto di riferimento, mentre io perdo uno degli uomini che più mi hanno fatto innamorare del nostro Milan.
Da oggi quella bandiera che sventolata in Curva Sud peserà un po' di più.
Perché non ricorderà soltanto il più grande capitano della nostra storia, ricorderà che esistono uomini che non lasciano mai davvero il proprio posto.
6. Per sempre.
Condoglianze alla famiglia e a tutto il mondo @acmilan
#FrancoBaresi #IlCapitano #6persempre
@Mjakda29151 Spiace leggere certe teorie farneticanti su Paolo Maldini ma evidentemente volevi un premio per la miglior nefandezza dell'anno....
Ps sono sicuro che PM nn abbia bisogno di un lauto stipendio e metterlo in discussione sul prendersi le responsabilità beh....e una cagata pazzesca.
On this day in 1960, the great Ayrton Senna, a true F1 legend, was born.
Ayrton would have turned 66 today.
He is still with us, in our hearts.
Happy birthday, Champion!
@antonello_gioia Marotta che parla di gogna mediatica nei confronti di Bastoni e quanto di più ridicolo si possa sentire e che da prova di quanto il calcio italiano è MARCIO. La sua squadra viene da anni aiutata ad iscriversi al campionato ma per questo va tutto bene vero ?