@bombolo76@AFBrunelli "... lasciate ogni speranza voi che entrate" sono le parole che Dante ha messo alle porte dell'Inferno, se leggete il mio libro capirete perché #CausaNostra ha trasformato la #giustizia in un inferno
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Oggi La Stampa spieka che cos'è il vero giornalismo: intervistare un tizio che in patria ha perso le elezioni e che è stato classificato "agente straniero" (poiché finanziato da USA, UE e ONG legate a Soros) che spieka quanto è cattivo Apputeen.
#RassegneStampaDalRincoglionitico
Venticelli di guerra a Venegono, in provincia di Varese. Lavori in corso nel piccolo aeroporto locale, che viene ampliato invadendo aree agricole, per permettere un più sicuro decollo e atterraggio dei caccia M-346, quelli che Leonardo, l’industria aerospaziale di Stato, vende anche all’Aeronautica militare israeliana. Escavatori e ruspe sono all’opera per allungare l’area della pista. Di Gianni Barbacetto
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🔴Sembra incredibile ma le tragedie belliche in corso sono frutto di un testo scritto nel 1904 da un geografo inglese, Halford Mackinder, in pratica, il “padre” della geopolitica.
🟣A inizio Novecento l’impero inglese controllava gran parte del mondo …
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Chiunque abbia un minimo di capacità intellettuale e cerca di usarla, non può fermarsi alla stupida propaganda guerrafondaia messa in atto dal quasi intero apparato mediatico italiano e dalla altrettanto idiota classe politica bipartisan, che non avendone azzeccata una, si ⏬
With Merz’s 13% rating, almost all of Germany is against him.
It feels Merz is like a drug addict dragging the valuables out of the house to his criminal friends.
🇷🇺🇪🇺🇺🇦Sergej Karaganov,
ha parlato dell'apocalisse nucleare qualora la #NATO decidesse di attaccare la #Russia.
#UE#ukraine#USA#europa
«Spero che non si arrivi a questo, ma la Russia sarà costretta a usarle [le armi nucleari] se i paesi della NATO invieranno truppe sul territorio dell'Ucraina, se ci sarà una minaccia diretta al territorio russo. Per fortuna, sia il ministro degli Esteri sia il presidente stesso hanno detto che se ci sarà un'escalation riguardante direttamente il nostro territorio, in particolare a Kaliningrad, la guerra sarà breve. Ed è assolutamente inequivocabile che sarà una guerra nucleare, ma io non lo voglio ed è proprio di questo che mi occupo, per prevenire un tale sviluppo degli eventi. Una guerra nucleare in Europa si può facilmente vincere, ma sarà un terribile danno morale anche per noi stessi, dato che moriranno milioni di persone».
Risposta del Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin alla domanda del giornalista italiano Lorenzo Pacini, durante la sessione plenaria del XXIII incontro annuale del Club Internazionale di discussione «Valdaj», 1° ottobre 2026
❓Domanda: Vengo dall’Italia, Paese che attualmente non ha buoni rapporti con la Russia. In quanto europeo, vorrei chiederle: quali condizioni porrà la Russia per elaborare un nuovo sistema di sicurezza per i Paesi europei?
E, se immaginiamo un’Europa post-Unione Europea, lei la considererà come parte di un grande partenariato eurasiatico oppure, a suo avviso, Stati Uniti e Russia saranno sempre in competizione per questi territori? Grazie.
🎙️Vladimir Putin:
L’Italia si trova per l'appunto in Europa e io parlo di partenariato eurasiatico: va da sé, quindi, che considereremo e già consideriamo anche l’Italia un partner eurasiatico.
Che l’UE continui a esistere, che l’Italia resti o meno membro dell’UE, non è affar nostro. Noi non c'intromettiamo in queste faccende, non desideriamo neppure discuterne: sappiamo infatti che, in quello stesso istante, si direbbe che vogliamo disgregare l’UE, mentre noi non vogliamo disgregare un bel niente. Noi vogliamo soltanto costruire e cooperare.
Per quanto riguarda le condizioni per instaurare un dialogo, per rinnovare e ripristinare le relazioni con l’Europa nel suo complesso o con singoli Paesi europei, non abbiamo alcuna condizione preliminare. Alcuni politici dicono: "no, è inammissibile consentire che la Russia collabori con un singolo Paese, o con tutti o con nessuno; è inammissibile consentire che un singolo Paese europeo intraprenda un dialogo con la Russia". Questo è un diktat ancora più forte, persino, di quando c'era l’Unione Sovietica, questo già l'ho detto. A quei tempi, tuttavia, l'URSS era uno Stato unitario e le Repubbliche dell’Unione facevano parte di un unico Stato, che era davvero fortemente centralizzato. Nell’Unione Europea, in teoria, non sarebbe così, ma lo è in pratica. C'è qualcuno che vieta ai singoli Paesi d'instaurare relazioni con la Russia.
A noi non lo vieta nessuno, siamo pronti.
❓Fëdor Luk’janov: Forse, visto che lo vietano, converrebbe comunque contribuire un po’ alla loro disgregazione, così da trattare più facilmente coi singoli Paesi?
🎙️Vladimir Putin:
Ma non serve, si disgregheranno da soli.
Il nostro collega italiano lo sa meglio di noi. Infatti, tutti i problemi cominciano con l’economia. A quanto ammonta il debito pubblico italiano? Al 140%. E il deficit? […] Intorno al 3%. E in altri Paesi europei è più alto, talvolta è attorno al 5%.
Nel complesso, comprendiamo le difficoltà di carattere economico che si stanno creando e che già ci sono nei Paesi europei. Al riguardo ora non vogliamo né dire nulla, né criticare: come intendano costruire le loro relazioni è una faccenda dei singoli Paesi, dell’Europa unita e della Commissione europea.
A nostro avviso, molte cose sono state fatte e continuano a essere fatte in modo sbagliato, con gravi errori che hanno conseguenze negative per l’economia di tutti i Paesi europei […]. Sono i cittadini dei principali Paesi europei e delle principali economie a percepirlo direttamente sulla propria pelle. Infatti, il tenore di vita decresce e il numero dei disoccupati aumenta.
Questo, naturalmente, mina anche le fondamenta stesse dell'Unione Europea. Ma non è affar nostro, noi non c'intromettiamo.
Siamo pronti ad avviare un dialogo sia con l’Unione Europea nel suo complesso, se l’Unione Europea lo desidera, sia con singoli Paesi, senza condizioni preliminari. Ma di condizioni preliminari non devono essercene neppure da parte europea.
The idea of NATO died in Ukraine. The Alliance was created to protect people, yet Ukrainians are now dying merely for the idea of a hypothetical accession sometime years from now. Maybe—if we do everything right and don’t die out before then.
When people ask me what Ukraine can do to end the war, one answer is: stop lying to its own people, and stop setting unattainable maximalist goals in this war. Second: stop escalating the rhetoric. It’s easy to talk on camera about invincibility when you have a hundred bodyguards, a bunker against a nuclear strike, and can fly abroad whenever it’s useful or whenever you feel like it.
This covers NATO, the 1991 borders, and how we will bomb Russia. And then—whoosh—into the bunker. Meanwhile the people swallow all of this, pick up arms and legs from everywhere, and pray every day for this hell to end.
There is no diplomacy of threats. And this rhetoric is the first sign that the Ukrainian leader does not need peace.
Third: stop stealing, because it weakens the nation in both war and peace. Corruption is our defeat.
Fourth: repeal the decree banning negotiations with Putin. It makes any talks with him illegal. Waiting for Putin’s death is a cute idea—for a children’s comic. Because the math shows there will be no one left to wait. There are already almost 20 million of us, out of 52.
Invincibility is only a political slogan. In the end, we are all human. Our bodies break, and now our souls are breaking too—from this damned war and from the authorities’ inhuman treatment. Ukraine needs peace. And Ukraine can still start doing something to achieve it.
President Vladimir Putin reveals that Ukraine's strikes on Russian oil refineries have only cost approximately 1% of Russias GDP,
These can be repaired and will be.
But after Russia's retaliatory strikes, Ukraine no longer has a steel industry
Il 30 settembre l’ANSA ha titolato sull’emergenza del volo Flydubai Dubai-Tel Aviv parlando di una lite tra pilota russo e copilota ucraino.
https://t.co/FuApvSwTOg
ULTIME DELLA NOTTE:
Dieci agenti Russi travestiti da Guardie Svizzere sono entrati in Vaticano ed hanno rapito, sostituendolo con un sosia, Papa Leone XIV portandolo in una località segreta in Siberia.
Gli italiani non vogliono inviare altre armi a Zelensky. Caro Renato Mannheimer, vorrei farle una domanda, molto gentilmente e con grande rispetto. Nelle sue valutazioni, ha mai considerato che tanti italiani non vogliono più inviare armi all'Ucraina per una di queste sette ragioni, o magari tutte insieme?
1) All'inizio della guerra, gli italiani non erano informati. Dopo quattro anni di massacri, gli italiani hanno capito che la causa principale della guerra è l'espansione della Nato in Ucraina.
2) All'inizio della guerra, gli italiani non erano informati. Dopo quattro anni di guerra, gli italiani hanno capito che la Nato non ha mai cercato la pace con la Russia, bensì la guerra a oltranza per sconfiggerla sul campo di battaglia.
3) All'inizio della guerra, gli italiani non erano informati. Dopo quattro anni di guerra, gli italiani hanno capito che sono stati ingannati da Mario Draghi e da Giorgia Meloni, i quali avevano detto che l'invio delle armi per sconfiggere la Russia avrebbe avvicinato la pace e invece, come avevo previsto, ha sirianizzato la guerra.
4) All'inizio della guerra, gli italiani non erano informati. Dopo quattro anni di guerra, gli italiani hanno capito che la strategia della Nato di sconfiggere la Russia sul campo di battaglia ha creato un massacro spaventoso.
5) All'inizio della guerra, gli italiani non erano informati. Dopo quattro anni di guerra, gli italiani hanno capito che la strategia della Nato di sconfiggere la Russia sul campo di battaglia potrebbe condurre a una guerra nucleare.
6) All'inizio della guerra, gli italiani non erano informati. Dopo quattro anni di guerra, gli italiani hanno capito che l'Ucraina non può sconfiggere la Russia.
7) All'inizio della guerra, gli italiani non erano informati. Dopo quattro anni di guerra, gli italiani hanno capito che la guerra sta contribuendo ad affossare le nostre imprese, i nostri disoccupati e i ceti più deboli in cambio di un massacro senza fine, su cui Donald Tusk ha appena fornito dati spaventosi?
Caro Mannheimer, lei si dice "preoccupato" perché gli italiani non vogliono più inviare armi a Zelensky. Le sembra sociologicamente rilevante la preoccupazione degli italiani che temono che il tentativo di sconfiggere la Russia, bombardando il suo territorio, possa condurre allo scoppio della terza guerra mondiale contro una superpotenza nucleare?
P. S. L'8 ottobre terrò una lectio magistralis sull'espansione della Nato verso la Russia presso il Dipartimento di scienze politiche dell'Università di Pisa, ore 09:30, Aula Magna, Via Filippo Serafini 3.
Il 17 ottobre presenterò con Luca Sommi il mio nuovo libro alla Feltrinelli di Roma, Largo Agrentina:
https://t.co/b18rCMfWsh
Con Alessandro Di Battista, entrambi in studio, questa sera saremo ad Accordi e Disaccordi.
Presenterò il mio nuovo libro sull'espansione della NATO il 17 ottobre a Roma alla Feltrinelli di Largo Argentina con Luca Sommi
https://t.co/rMNBgyEVfb