Un uomo in giacca e camicia e un ragazzo in tuta e ciabatte si siedono allo stesso tavolino di un bar sotto i portici di corso Vittorio Emanuele. In pochi minuti tirano fuori quaderni, penne e un libro rosso zeppo di verbi, aggettivi, pronomi. «Oggi impariamo a coniugare il verbo avere». Si chiama Antonio («Metta un nome di fantasia») ha una voce pacata e un eloquio colto e misurato. «Non voglio comparire, sono una persona come tante altre». Poi indica l’allievo dall’altro lato del tavolino: «Meglio parlare di Sissoko».
Sissoko Oudiari avrà circa quarant’anni, viene dal Mali e dal 2017 vive per strada: «Volevo andare a scuola di italiano per trovare un lavoro e ripartire da zero, ma le liste di attesa sono lunghissime. Sissoko stringe tra le mani la richiesta per l’asilo politico: «Voglio riprendermi la mia vita. Sono scappato dalla guerra in Mali e poi sono stato male per tanto tempo».
Ne parla Francesco Munafò su La Stampa - Torino
#LaStampa
🚨 FUGA DEI MEDICI DALLA SANITÀ PUBBLICA: IL SSN NON PUÒ PIÙ ASPETTARE
I numeri sono un campanello d’allarme che non possiamo ignorare.
Nel 2025 i medici ospedalieri che hanno dato le dimissioni volontarie sono stati 3.767, più dei 2.876 che sono andati in pensione. Le dimissioni sono aumentate del 150% in un solo anno.
E c’è un’altra frattura che preoccupa: il Sud si svuota. Nell’ultimo decennio il Mezzogiorno ha perso 1.166 medici ospedalieri, mentre il Centro-Nord ha registrato un saldo positivo di 4.029 unità.
Non è soltanto una questione di numeri. Dietro ogni medico che lascia ci sono competenze che il sistema perde e, soprattutto, servizi sanitari che rischiano di diventare più difficili da garantire.
Il Servizio Sanitario Nazionale è un patrimonio di tutti. Non può diventare terreno di scontro permanente tra schieramenti.
Serve un intervento straordinario e strutturale, costruito con una responsabilità bipartisan: più personale, condizioni di lavoro sostenibili, valorizzazione delle professioni sanitarie, investimenti e particolare attenzione alle aree del Paese che stanno perdendo più professionisti.
La salute non dovrebbe avere colore politico.
🏥 Salviamo il SSN. Prima che sia troppo tardi.
📢 #SalviamoIlSSN
#SanitàPubblica #SSN #Medici #Salute #ServizioSanitarioNazionale #Sanità #Sud #Mezzogiorno #Ospedali #Medicina #ProfessionistiSanitari #SalutePubblica
Meloni: «Ma ti pare che io, Giorgia nazionale, avrei problemi a farmi fotografare con una bionda, alta, bella, campionessa olimpica, laureata e che sa comunicare?»
Ahahahah, no Giorgia, figurati.
Il problema è proprio quello: con una così, la foto rischia di parlare da sola. 🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣
Sicuri sicuri che il governo italiano abbia utilizzato «tutti i canali» con Il Cairo per ottenere verità e giustizia su Giulio Regeni?
C'è una via che non risulta sia stata percorsa: quella del diritto internazionale, che può consentire di portare l'Egitto di fronte alla Corte internazionale di Giustizia dell'Aia.
Del resto, difficile che a farlo sia un governo il cui ministro degli Esteri ha dichiarato che il diritto internazionale vale «fino a un certo punto».
@DomaniGiornale
https://t.co/qrEkSXbJPk
Buona parte della vita di Fares Alfarra, 21enne palestinese, studente di Scienze politiche a Bari, si trova in quella pochette beige sabbia che la sera del 27 settembre ha smarrito scendendo dal treno. Dentro ci sono i documenti, il permesso di soggiorno, il portafoglio, un caricatore, un piccolo profumo e altri oggetti personali. Ma soprattutto ci sono le carte “di cui ho bisogno con urgenza per l'evacuazione della mia famiglia”. Fares è in Puglia dallo scorso novembre. I suoi familiari invece sono quasi tutti fermi a Gaza. In queste settimane stava provando a farli arrivare in Italia, attraverso lo strumento del ricongiungimento familiare. Se non dovesse ritrovare i suoi documenti, sarebbe tutto da rifare. I tempi su allungherebbero ancora.
Il 27 settembre, intorno alle 20,45, Fares è sceso alla stazione di Molfetta dall'Intercity 609, partito da Bologna verso le 14 e diretto a Bari, Monopoli e Lecce. Viaggiava in carrozza 8, posto 18D. Soltanto dopo essere sceso si è accorto di non avere più la borsa. Da qui l'appello, lanciato sui social: chiunque fosse a bordo di quel treno, abbia visto la pochette o l'abbia trovata è pregato di farsi avanti il prima possibile.
Su Repubblica Bari l’articolo di Vincenzo Pellico
#rep
La raccolta firme per la "legge Cottarelli" sulla trasparenza delle promesse elettorali ha appena superato la soglia delle 90mila firme. Andiamo avanti. Firmate a https://t.co/LRU621rTT1 e diffondete l'informazione retwittando. Grazie!!!
Invece di un premio, che non si nega a nessuno e sostanzialmente non serve a nulla, per lo studente originario del Congo il ministro Valditara proponga la concessione della cittadinanza per meriti speciali, prevista dalla legge anche per chi compie atti di valore
P.S. Non lo farà
Il discorso non è destra o sinistra, la professoressa non viene ora contestata perché è “di destra”. Se sul suo profilo avesse condiviso i post di Meloni, Salvini o genericamente di Vannacci nessuno le avrebbe detto niente. Sul suo profilo, che usava (l’ha eliminato) con la foto di Almirante, tra le altre cose filofasciste festeggiava la marcia su Roma.
L’apologia al fascismo è reato. L'articolo 4 sanziona la propaganda per la costituzione di un’associazione fascista o l'esaltazione di esponenti, principi o metodi del fascismo. Pubblicare esternazioni o celebrazioni esplicite (come la marcia su Roma o la commemorazione di Mussolini) sui social network, accessibili a un pubblico indeterminato, costituisce condotta rilevante e sanzionabile se volta a fare propaganda o a esaltare idee e metodi del regime.
Può un docente pubblico postare contenuti fascisti, razzisti o islamofobi? Tra Legge Scelba, Legge Mancino e Codice di Comportamento dei dipendenti pubblici, la risposta è no: condotte del genere rischiano procedimenti disciplinari, sospensione e rilevanza penale.
Chi non lo capisce o fa finta di non capire, non è “di destra”, non è per la “libertà di espressione”, è fascista.
In Italia governa la destra da 4 anni, ha i numeri in Parlamento per fare ciò che vuole, anche modificare le due leggi citate prima, non lo fa perché anche chi comanda sa che sarebbe una cazzata.
Abolire il bollo auto è certamente meglio che pagarlo. Ma una misura va valutata anche per ciò a cui si rinuncia per finanziarla (costo opportunità): miliardi di euro non potranno essere usati per sanità, trasporti, scuola o riduzioni fiscali più mirate.
C’è poi un problema di selettività: una parte delle risorse va anche a persone abbienti, purché possiedano un’auto che rientra nell’esenzione.
E, soprattutto, il gettito che le Regioni perdono con l’eliminazione del bollo auto sarà compensato dallo Stato, che metterà il relativo costo a carico dei cittadini. In sostanza, il governo con una mano dà e con l’altra riprende.
È la partita doppia, bellezza.
SALVINI HA UN PROBLEMA. MA ORA CE L'HA ANCHE MELONI.
Nel giro di 48 ore il vicepresidente del Consiglio @matteosalvinimi:
– incontra gli imprenditori italiani che operano in Russia;
– all'incontro arriva l'ambasciatore russo Paramonov;
– parla alla TASS e alla televisione di Stato russa;
– torna a chiedere di non inviare armi all'Ucraina;
– auspica il ritorno al gas russo.
E oggi scopriamo un dettaglio politicamente enorme: @GiorgiaMeloni non sarebbe stata informata dell'iniziativa.
L'ambasciatore russo, invece, è entusiasta: parla dell'inizio di un ritorno dell'establishment italiano al "realismo, pragmatismo e buon senso".
C'è qualcosa che non torna!
L'Italia sostiene l'Ucraina. È nella NATO. I nostri Eurofighter sono in Lituania a difendere il fianco orientale dell'Alleanza e proprio ieri un caccia italiano ha abbattuto un drone entrato nello spazio aereo lituano, la cui origine è ancora oggetto di accertamento.
Contemporaneamente uno dei vicepresidenti del Consiglio conduce una propria iniziativa politica verso Mosca senza che, secondo quanto riportato oggi, la presidente del Consiglio ne fosse stata informata.
A questo punto la domanda non riguarda più soltanto Salvini.
Qual è la politica estera del governo italiano verso la Russia? Quella dichiarata da Giorgia Meloni o quella che Matteo Salvini racconta alla TASS?
Su una cosa come questa @Palazzo_Chigi dovrebbe fare chiarezza.
Un consiglio ai giovani che hanno appena iniziato la scuola.
Studiate.
Anche se nella vita è meglio furbi che colti.
Proprio per questo.
Non arrendetevi mai.
La cultura vi rende liberi, critici e consapevoli.
Studiate.
Vi vogliono ignoranti.
Seppelliteli sotto i libri.
Riporto paro paro una riflessione di Luca Delgado.
"Mi fa sempre abbastanza ridere vedere la destra italiana festeggiare quando vince la destra nazionalista in un altro Paese.
Ieri in Sassonia-Anhalt l'AfD ha preso il 43,8%.
E giù applausi dall'Italia.
Solo che forse c'è un piccolo problema concettuale che ai nostri patrioti pesciabrodi sfugge: il nazionalismo non è l'Internazionale socialista.
Il nazionalista tedesco non è vostro fratello perché anche voi siete nazionalisti.
È nazionalista tedesco.
E voi siete italiani.
Quando gridate, ciascuno dal proprio tratto di fogna "prima gli italiani", "prima i tedeschi", "prima gli austriaci", non state costruendo una grande famiglia internazionale della destra: state semplicemente mettendo sullo stesso tavolo persone convinte, ciascuna, che il proprio popolo debba venire prima del vostro.
Quando in Italia vince la destra, il nazionalista tedesco mica apre lo champagne perché ha vinto un italiano.
Se ne passa per il cazzo.
Anzi, se non fossimo troppo impegnati a studiare Temptation Island, noi italiani dovremmo conoscere questa storia un pochino meglio degli altri, perché siamo stati uno dei grandi popoli di emigranti d'Europa.
Per i nazionalisti tedeschi in Germania siamo stati i Gastarbeiter, i lavoratori immigrati, gli Spaghettifresser.
Quelli descritti come disordinati, infantili, focosi, donnaioli. In alcuni locali comparivano perfino cartelli che vietavano l'ingresso agli italiani.
Eravamo noi i terroni arrivati da fuori.
"Walsch" è stato usato come termine dispregiativo per gli italiani nell'area tirolese e ancora recentemente "Dreckwalscher", più o meno «italiano di merda», è stato rivolto a un ragazzo italofono durante un violentissimo pestaggio in Alto Adige.
Per i nazionalisti francesi eravamo i macaronis, i ritals, quelli accusati di rubare il lavoro ai francesi e di accettare salari troppo bassi. Ad Aigues-Mortes la caccia agli immigrati italiani finì con operai italiani ammazzati e decine di feriti.
Per i nazionalisti austriaci gli immigrati italiani venivano descritti come sporchi, rumorosi, pigri, inclini al coltello. Si denunciava la Verwelschung, l'italianizzazione del territorio, e qualcuno parlava addirittura dell'inondazione del Paese da parte degli italiani.
Vi ricorda qualcosa?
Invasione.
Ci rubano il lavoro.
Sono sporchi.
Sono violenti.
Non sono come noi.
Stanno cambiando il nostro Paese.
E non mi venite a dire che noi ci comportavamo bene, perché vi ricordo che la parola "Mafia" è una parola italiana usata in tutto il mondo. Ci sarà un motivo?
Cari pesciabrodi leghisti e vannacciani, il meccanismo del nazionalismo etnico è meravigliosamente semplice: lo straniero è sempre qualcun altro finché non attraversi tu il confine.
E quando il confine lo attraversate voi, quando il lavoro lo cercate voi, quando la casa la affittate voi, quando vostro figlio entra nella scuola del loro Paese, improvvisamente scoprite una cosa che centinaia di migliaia di nostri nonni avevano capito benissimo:
dall'altra parte del nazionalismo, gli immigrati di merda diventiamo noi.
Che cazzo festeggiate, ordunque, pesciabrodi?"
SALVINI FESTEGGIA AFD. MA SA ESATTAMENTE CHE COSA STA FESTEGGIANDO?
Matteo Salvini ha salutato la vittoria di AfD in Sassonia-Anhalt come un “successo clamoroso”, congratulandosi con Alice Weidel e spiegando che “un'altra Europa è possibile”.
Benissimo. Allora proviamo a capire quale Europa.
Perché AfD non è semplicemente “la Lega tedesca”.
Sul piano economico propone di porre fine alla cosiddetta transfer union europea, rifiuta nuovo debito comune dell'UE e vuole ridimensionare radicalmente il bilancio europeo.
Tradotto dal tedesco burocratico alla politica italiana: molti degli strumenti di solidarietà, condivisione del rischio e finanziamento comune dai quali l'Italia ha beneficiato enormemente semplicemente non dovrebbero esistere.
L'Italia è stata il principale beneficiario del NextGenerationEU.
AfD considera proprio quel modello di debito comune e trasferimenti europei qualcosa da smantellare.
Alice Weidel fu ancora più esplicita anni fa: la Germania non deve diventare il “pagatore dell'Italia”.
Curioso, quindi, vedere un vicepresidente del Consiglio italiano festeggiare un partito la cui idea economica d'Europa renderebbe molto più difficile per l'Italia ottenere proprio quella solidarietà europea che Roma reclama continuamente.
Ma c'è di più.
Nel maggio 2024 AfD venne espulsa dal gruppo Identità e Democrazia al Parlamento europeo, quello nel quale sedeva la Lega.
La rottura arrivò dopo le dichiarazioni di Maximilian Krah sulle SS. Marine Le Pen disse basta. Salvini si schierò con lei. Il gruppo, presieduto dal leghista Marco Zanni, espulse la delegazione tedesca.
Due anni dopo Salvini festeggia il suo trionfo.
Nel frattempo AfD ha costruito un altro gruppo europeo, Europa delle Nazioni Sovrane.
Sapete chi vi siede oggi?
Roberto Vannacci.
Vannacci ha lasciato la Lega, fondato Futuro Nazionale e aderito al gruppo europeo di AfD dichiarando di riconoscersi pienamente nei suoi principi.
Quindi ricapitoliamo.
La Lega sta nei Patrioti.
AfD sta in ESN.
Vannacci ha lasciato la Lega ed è andato con AfD.
E Salvini festeggia la vittoria di AfD, cioè il principale alleato europeo dell'uomo che gli ha appena portato via un pezzo di partito ed elettorato.
La politica estera rende il quadro ancora più surreale.
AfD vuole interrompere il sostegno militare all'Ucraina, eliminare le sanzioni contro Mosca e ricostruire le relazioni energetiche con la Russia.
Esattamente il contrario della linea ufficiale del governo italiano sull'Ucraina.
Quindi qui non stiamo discutendo se sia legittimo o meno che milioni di tedeschi votino AfD. Naturalmente lo è (purtroppo, in questo caso, aggiungo).
Stiamo discutendo di un'altra cosa: della coerenza politica di chi governa l'Italia.
Un vicepresidente del Consiglio festeggia un partito che:
- vuole demolire buona parte dei meccanismi europei di solidarietà economica di cui beneficia l'Italia;
- propone una politica sull'Ucraina incompatibile con quella del governo Meloni;
- è stato espulso appena due anni fa dal gruppo europeo della stessa Lega;
- e oggi è il principale alleato europeo di Roberto Vannacci.
Non è una questione di destra o sinistra.
È una questione molto più seria: qual è esattamente l'interesse nazionale italiano che Matteo Salvini pensa di difendere? @matteosalvinimi potrebbe farcelo sapere, di grazia?
Perché la politica europea non è una curva da stadio. Prima di applaudire qualcuno bisognerebbe almeno leggere che cosa propone.
Altrimenti può capitare di festeggiare chi vuole un'Europa con meno solidarietà verso l'Italia, più debole politicamente, più divisa strategicamente e molto più accomodante verso Mosca.
E chiamarla perfino una vittoria italiana.
Applausi.