Aralarında Murat Boz ve Demet Özdemir’inde bulunduğu yüzlerce kişiye ulaşan kurtarma ekipleri, akıntı sebebiyle kurtarmanın bu gece mümkün olmayacağını tespit ettiler.📍📍
#muratboz#demetözdemir#güncel
@MedInfinityIT Perché ti sei bruciata un gioiello di serie? Prima l’hai mandata in onda nel pomeriggio, per poi renderti conto solo dopo che era da prima serata. Così avete deciso di bloccarla e spostarla in prima serata, però senza nemmeno ricominciare dall’inizio! #IoSonoFarah
Io lo capisco che paragonare un remake all’originale sia quasi inevitabile, tuttavia sarebbe il caso di smettere di prendere due prodotti dotati di una propria individualità mettendoli obbligatoriamente a confronto per soffermarsi su quello che riescono a dire al tempo in cui vengono distribuiti. Parliamo, allora, di «Sandokan», un remake sontuosissimo e orgogliosamente made in Italy che ripropone un personaggio amatissimo dalle vecchie generazioni che per decenni non ha avuto altro volto se non quello di Kabir Bedi. A fronte dei primi venti minuti che ho trovato inutilmente confusionari, con troppe scene d’azione a dimostrare senz’altro l’efficienza dei mezzi di oggi senza tuttavia raccontare davvero nulla, quando la storia ingrana (e ci vuole una buona mezz’ora) «Sandokan» prende quota mettendo insieme un gruppo di personaggi che iniziano ad amalgamarsi tra loro: c’è il pirata protagonista che sarà anche un ladro ma in fondo ha il cuore buono e tenero; c’è la fanciulla ricca che brama l’indipendenza e l’emancipazione; c’è il comandante cattivo e tenebroso che dà la caccia ai pirati ma sogna anche l’amore, e poi c’è l’amico fidato che alleggerisce la narrazione e regala quei guizzi brillanti che in un racconto servono sempre. Indipendentemente dai gusti personali, penso che Can Yaman in questo ruolo sia perfettamente credibile e a suo agio perché ha dentro di sé sia il fascino del farabutto che incute timore nei nemici che la dolcezza del gigante buono che ha a cuore la sua ciurma e la donna che conquista il suo animo. Insieme a un Alessandro Preziosi a dir poco perfetto e a un Ed Westwick alle prese con un ruolo terribilmente affascinante come era Chuck Bass, trovo un pochino fuori fuoco la protagonista femminile interpretata da Alanah Bloor, ma forse solo perché è il primo ruolo importante e non ha ancora abbastanza esperienza per reggere da sola la scena. In definitiva io questa serie la trovo una boccata d’aria fresca in una rete che ormai non propone altro che membri del clero, commissari e procuratori che risolvono un giallo. Esistono fortunatamente anche altri generi da raccontare, e sarebbe bello ricordarcelo e crederci. #sandokan
Io lo capisco che paragonare un remake all’originale sia quasi inevitabile, tuttavia sarebbe il caso di smettere di prendere due prodotti dotati di una propria individualità mettendoli obbligatoriamente a confronto per soffermarsi su quello che riescono a dire al tempo in cui vengono distribuiti. Parliamo, allora, di «Sandokan», un remake sontuosissimo e orgogliosamente made in Italy che ripropone un personaggio amatissimo dalle vecchie generazioni che per decenni non ha avuto altro volto se non quello di Kabir Bedi. A fronte dei primi venti minuti che ho trovato inutilmente confusionari, con troppe scene d’azione a dimostrare senz’altro l’efficienza dei mezzi di oggi senza tuttavia raccontare davvero nulla, quando la storia ingrana (e ci vuole una buona mezz’ora) «Sandokan» prende quota mettendo insieme un gruppo di personaggi che iniziano ad amalgamarsi tra loro: c’è il pirata protagonista che sarà anche un ladro ma in fondo ha il cuore buono e tenero; c’è la fanciulla ricca che brama l’indipendenza e l’emancipazione; c’è il comandante cattivo e tenebroso che dà la caccia ai pirati ma sogna anche l’amore, e poi c’è l’amico fidato che alleggerisce la narrazione e regala quei guizzi brillanti che in un racconto servono sempre. Indipendentemente dai gusti personali, penso che Can Yaman in questo ruolo sia perfettamente credibile e a suo agio perché ha dentro di sé sia il fascino del farabutto che incute timore nei nemici che la dolcezza del gigante buono che ha a cuore la sua ciurma e la donna che conquista il suo animo. Insieme a un Alessandro Preziosi a dir poco perfetto e a un Ed Westwick alle prese con un ruolo terribilmente affascinante come era Chuck Bass, trovo un pochino fuori fuoco la protagonista femminile interpretata da Alanah Bloor, ma forse solo perché è il primo ruolo importante e non ha ancora abbastanza esperienza per reggere da sola la scena. In definitiva io questa serie la trovo una boccata d’aria fresca in una rete che ormai non propone altro che membri del clero, commissari e procuratori che risolvono un giallo. Esistono fortunatamente anche altri generi da raccontare, e sarebbe bello ricordarcelo e crederci. #sandokan
FARAH - MANIA al pomeriggio
RECORD per la soap turca con #DemetÖzdemir, che segna addirittura il 25% di share. È il successo più forte degli ultimi anni dopo Terra Amara
#iosonofarah#ascoltitv
CLAMOROSO BOOM per l'esordio di #IoSonoFarah. La soap con #DemetÖzdemir fa il debutto più alto di sempre al pomeriggio e parte al 24% di share
#ascoltitv