@FrancescoITA333 @cgilnazionale Siete alla frutta anche voi, dopo anni di pranzi luculliani ai vostri tavoli a spese di chi, invece, lavora ormai per mettere qualcosa sotto i denti e sopravvivere.
#senzavergogna
@LucaBizzarri@Galnet3 Esattamente nel tuo post fuori luogo, egregio. Infatti ti sei ammutolito alle prime critiche.
Accetteresti di essere sottopagato nel tuo lavoro?
E gli alberi votarono ancora per l'ascia.
Perchè l'ascia era furba e li aveva convinti
che era una di loro perchè aveva il manico di legno.
(proverbio turco)
@sono_francesca@GiuseppeConteIT Cosa c'entra la chiusura dell'Ilva con la questione posta da @GiuseppeConteIT ?
Provi a replicare nel merito, se le riesce.
P.S. Se si documentasse saprebbe che Taranto chiede la chiusura e la bonifica di quel mostro che avvelena l'aria.
La riforma fiscale del Governo sta provocando un aumento delle tasse per molti lavoratori dipendenti. È l'allarme lanciato oggi in Senato dall'Ufficio parlamentare di bilancio
@marcopalears Bah! Che delusione pensarla come #renzi !
Accettare il #jobsact che rende i giovani pura merce da acquistare e buttare a libera scelta. Smetto di seguire all'istante.
@Marcolisei Che idiozia: l'accordo europeo è comunque vincolante anche per l'Italia e in ogni caso lascia ampi margini decisionali ai singoli Stati. Che idiozia
L' astensione è un atto legittimo. Ma proprio perché sia una scelta motivata andare a votare o meno, è necessario spiegare ai cittadini cosa chiedono i referendum. E purtroppo si fa poco sui mezzi di informazione.
Personalmente continuerò a farlo.
#Referendum#BuongiornoATutti
@GiuseppeConteIT Intanto il 'nuovo' #cuneofiscale2025 è un vero taglio, ma non delle tasse, bensì degli stipendi più bassi in favore di quelli più alti.
Divide et impera
#cuneofiscale2025
Che gran porcheria il nuovo sistema chiamato 'taglio' del #cuneofiscale !
È un vero e proprio #taglio degli stipendi più bassi in favore di quelli più alti. Aprite gli occhi #Italiani ! Ci mettono le mani in tasca, ma qualcuno è ignorante e contento !
«Mi manca fare un weekend in montagna con mio figlio. Mi manca la tranquillità, la sicurezza. Ogni imprevisto può mettermi sul lastrico. Oggi mi sento un uomo senza dignità. Eppure lavoro da quando ho 15 anni. La mia sfortuna è quella di essere un metalmeccanico, a Torino, nel 2025». Giovanni Rinaudo, 48 anni, padre separato con un contratto a tempo indeterminato, rientra in una categoria coniata di recente, quella dei «lavoratori poveri». Non cerca impiego perché assunto, non fa gli straordinari perché mancano le commesse, la sua speranza è quella di finire il meno possibile in cassa integrazione.
Per arrivare alla fine del mese è costretto «a contare le monete», eppure nelle statistiche Istat rientra nell’insieme di chi sta bene, quella degli occupati. Quando si dice la narrazione. Ma nell’Italia degli stipendi fermi da 20 anni lavorare non è sinonimo di una vita dignitosa, come previsto dalla Costituzione e come sottolineato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: «Tante famiglie non reggono l'aumento del costo della vita. I salari insufficienti sono una grande questione per l'Italia».
@Gioacchino97123@LaStampa Gioacchino fa rima con ... scelga lei.
Prima però guardi nell'obiettivo ... fermo ... i fenomeni vanno fotografati ...
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