Il vuoto culturale, sociale, politico e anche religioso sta producendo una gioventù priva di ideali autentici e incapace di scoprire grandi orizzonti. È necessario un ritorno all'educazione seria e fondata, a valori veri e netti, alla coscienza e alla responsabilità.
C’è un pezzo di Italia che non vuole più essere costretto a votare la cosa meno lontana da sé, ma vuole votare quella più vicina. E c’è una bella differenza.
Un partito che abbia chiare le idee su collocazione internazionale, su meritocrazia e pari opportunità, su necessità di far crescere il reddito e moltiplicare le opportunità e su tutto quello che distingue nettamente le visioni che hanno “destra” e “sinistra” da ciò che davvero serve al Paese per evitare il declino ed entrare da protagonista nel mondo globalizzato.
🚑Donare il sangue è un atto di solidarietà e altruismo. Un gesto gratuito che può fare una grande differenza.
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#DonaVitaDonaSangue
Mi era sfuggita la conclusione del processo e la sentenza emessa. Meno male che lui ci arriva sempre prima di tutti. Così si che si velocizzano i tempi della giustizia! #Tuttidentro#Davigo
Il #17maggio 1990 l’Oms rimosse l’#omosessualità tra le malattie mentali.
Ricordo quando 15 anni fa da consigliere di opposizione di Alleanza Nazionale arrivai in Consiglio con una mozione contro l’#omofobia.
Ero nel quartiere di Luxuria e il giovane conduttore #gay di una radio era stato aggredito e pestato.
No, non c’era la destra e la sinistra, c’era un ragazzo e un pestaggio. Fu uno scandalo che uno di destra proponesse di aderire alla giornata contro l’#omotransfobia.
Arrivai in aula con la foto di questi ragazzi impiccati in Iran, tanta emozione e la voce che tremava. “Io questa roba non la voglio vedere e oggi non voglio partiti ma persone che condannino questa violenza”.
No, non fu facile. Mezza sinistra scappo’ dall’aula, sui nostri banchi dell’opposizione piombo’ il gelo. Gli amici si astennero, gli avversari votarono contro e la mozione venne bocciata. Tornai a casa deluso e ci misi una nottata per capire il potenziale di questa vittoria.
Scrissi un comunicato di fuoco contro tutto e tutti e il caso divenne nazionale finendo sul Corsera.
No, non c’erano i social ma già sapevo farmi sentire.
Ripresentai lo stesso identico documento che venne approvato all’unanimità ma stavolta chiesi anche la votazione per appello nominale. Perché la politica è metterci la faccia e sbattere ogni tanto a terra e non scappare. Persi voti, non so quanti, così come non so quanti follower perderò oggi, ma “I don’t care” e vado avanti.
Un anno dopo divenni Presidente della Commissione Cultura e quella mozione sulla giornata contro l’#omotransfobia divenne un grande evento di tutti con il ministro delle pari opportunità.
Questa è la mia vita, questo è il mio modo di fare politica e di pensare. Facciamo politica per cambiare le cose e abbiamo il dovere di cambiare anche i nostri partiti dall’interno.
Rifarei tutto, anzi rifarò tutto, perché oggi come ieri il coraggio è a destra. 🇮🇹
#giornataomofobia #lgbtq
Davvero deludente la tiratina antipolitica di #DargenDamico. Peccato.
Politica non è una parolaccia. Ma la strada - l'unica - con cui si possono affrontare le cose di cui canta.
Se non c'è la politica ci sono le armi.
Se non c'è la politica, ci sono i morti in mare.
Se ci crede, quella che fa - anche con musica e parole - è politica.
Se poi sono solo canzonette, streams e televoti, basta dirlo.
#Sanremo2024
EHI TU, CHE GUADAGNI 1800 EURO NETTI.
NON TI AZZARDARE A PRENDERE DI PIÙ PERCHÉ TI MASSACRO DI TASSE.
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L’altro giorno abbiamo visto il caso di uno sporco ricco nababbo che guadagna 2500 euro al mese.
Oggi scendiamo un po’.
Sei un onesto operaio specializzato di provincia che porti a casa, netti, circa 1800 euro al mese.
Oggigiorno, con l’impennata dei prezzi, fai davvero fatica anche quasi a fare la spesa.
Però credi nel lavoro, e vuoi lavorare un po’ di più per riuscire a far star meglio la tua famiglia. Un po’ di straordinario, una consulenza extra sulle procedure di manutenzione un macchinario.
Ma il governo Meloni non è d’accordo.
Se superi anche solo di un euro lordo il tuo stipendio attuale, pur lavorando di più avrai 70 euro in meno di stipendio al mese.
Com’è possibile?
Perché se sfori la soglia (35.000 euro lordi annui) di un solo euro, non hai più diritto allo sconto di 6 punti del “cuneo contributivo”, e quindi il tuo imponibile Irpef sale di circa 1100 euro annui. Solo in parte (260) euro ridotto per lo sconto Irpef che il governo ha previsto per il solo 2024.
In totale quindi, sforare anche di un solo euro lordo la soglia di 35.000 euro annui ti fa perdere 70 euro al mese, netti, in busta paga.
Pensate, per fare solo un esempio, al caos che si produrrà nei prossimi rinnovi contrattuali.
Sarebbe stato bello sentire qualche giornalista fare questa domanda ieri alla presidente Meloni: ma come pensate di far crescere il Paese e far star meglio le famiglie italiane se prevedete una situazione del genere?
Abbiamo bisogno di unità per affrontare i tempi che ci attendono.
Non parlo di unità tra i partiti di maggioranza e nemmeno della politica o del Parlamento.
Penso a unità sociale, consapevolezza collettiva, distribuzione più equa dei pesi, aiuto a chi avrà maggiori difficoltà.
“Vi voglio dare una bella notizia: sono guarita dal tumore”.
Sono le parole più belle che Emma Bonino potesse pronunciare. Lottare per quasi 10 anni anni senza mai arretrare nell’impegno politico e sociale è testimonianza di grande presenza, una di quelle di cui non si può fare a meno.
Emma, è bello sapere che anche questa volta hai vinto tu.
Ieri Il Fatto Quotidiano ha fatto una concreta proposta per reperire 37 miliardi: 33 di nuove tasse, 4 del peggior populismo (ridurre le spese militari).
Ieri hanno chiesto a tutti i partiti cosa ne pensassero. Quasi tutti gli interpellati hanno usato toni gentili e possibilisti.
Tranne uno.
Perché col populismo bisogna fare i conti come si deve una volta e per tutte.
Una delle principali argomentazioni di chi è contrario all’elezione diretta del premier è che l’elettorato non sarebbe - secondo costoro - sufficientemente maturo per affidare una legittimazione così forte ad un uomo/donna a livello nazionale.
Premettendo che in democrazia l’elettorato - anche oggi - ha per definizione sempre ragione, credo che il voto per le elezioni politiche sia oggi espresso a volte con superficialità proprio perché il cittadino è conscio dell’assenza di ogni automatismo tra il suo voto e la nomina del premier.
Cioè tra il proprio voto e le conseguenze pratiche che da quel voto derivano.
Se questo venisse meno, e si responsabilizzasse l’elettore anche sul livello nazionale, ho il sospetto che non si entrerebbe più in cabina elettorale solo “per protesta” o magari “per vedere l’effetto che fa”.
Come dimostra il caso dell’elezione diretta dei sindaci e dei presidenti di regione, dove spesso anche i trend politici nazionali vengono smentiti perché gli elettori badano al sodo.
Il problema della coesistenza con (l’indispensabile) figura di garanzia del Presidente della Repubblica esiste, ma non è irrisolvibile.
Ma se vogliamo rendere la nostra una democrazia più forte, più funzionale e più decidente non possiamo mutuare quella celebre battuta di Gene Hackman in un film americano di qualche anno fa: “I processi sono troppo importanti per essere lasciati alle giurie”
È giusto fare un referendum sul JobsAct? Ecco il mio editoriale di domani per il Riformista.
Fatemi sapere che cosa ne pensate
E dunque il PD promuoverà il referendum della CGIL e dei grillini contro il JobsAct.
Non mi sorprendo. Da mesi dico che il PD ormai è la sesta stella del Movimento di Giuseppe Conte. E riconosco che Elly Schlein è sempre stata contraria a questa legge.
Ma il JobsAct – un pacchetto di misure sul lavoro, la cancellazione della componente costo del lavoro dell’Irap, la decontribuzione – è una legge che il PD ha votato.
Lo ha fatto in Consiglio dei Ministri, lo ha fatto alla Camera, lo ha fatto al Senato.
Una legge voluta da un ministro del PD, presentata nei circoli del PD, difesa dagli amministratori del PD diventa oggi una legge contro cui si fa un referendum organizzato dal PD. Non è fantastico?
Io ovviamente difendo una legge che ha permesso di creare più di un milione di posti di lavoro, che ha cancellato la barbarie delle dimissioni in bianco per le donne, che ha permesso a migliaia di persone di avere finalmente un lavoro a tempo indeterminato. Io sono entusiasta del JobsAct, come lo sono di Industria 4.0, delle Unioni Civili, del Dopo di noi e di tante altre cose che ho fatto. E rispetto quelli che invece amano il reddito di cittadinanza, il superbonus 110% e tutte le altre norme che hanno prodotto un buco miliardario nei conti pubblici: se a qualcuno queste leggi piacciono, sono contento per loro. Mi fa un po’ meno piacere per i nostri figli che pagheranno per queste follie ma è un’altra storia. Torniamo a noi.
Si può pensare tutto il bene e il male possibile del JobsAct e quando Landini, Schlein e Conte presenteranno il referendum sarà chiaro perché il campo largo vuole solo aumentare i sussidi e danneggiare i lavoratori. Ma almeno Landini, Schlein e Conte alla fine saranno coerenti.
Ho una domanda per gli altri del PD.
Ho una domanda per chi ha votato il JobsAct in direzione, in Aula, in Consiglio dei Ministri. Ma voi, amici carissimi, come fate a organizzare il referendum contro ciò che voi stessi avete voluto?
Vi state facendo un autoreferendum, lo capite?
Caro Paolo Gentiloni, Roberta Pinotti, Beatrice Lorenzin, Marianna Madia, Dario Franceschini, Graziano Delrio: vi ricordate che voi eravate in Consiglio dei Ministri in quei giorni?
Cari Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani, vi ricordate che voi eravate i vicesegretari di quella squadra?
Care e cari parlamentari che avete votato a favore e che vi apprestate a fare campagna referendaria contro ma non lo sentite un brivido lungo la schiena?
E soprattutto quando la mattina del referendum, dopo aver affrontato lo sguardo dello specchio, andrete a votare avete pensato a quale faccia indosserete per recarvi al seggio?
Io sono l’ultimo a poter parlare di referendum perché ne ho perso uno molto importante per il futuro del Paese. Ma in alcuni casi meglio perdere un referendum che perdere la dignità.
Nello studio del Quirinale ho appeso un disegno, che raffigura un ragazzino di 14 anni annegato, come centinaia di persone nel Mediterraneo. Nella sua tasca cucita la pagella
Il presidente Sergio #Mattarella@Quirinale al #Meeting23#amiciziainesauribile 🫂♾#MeetingRimini
L’intervista di @matteorenzi oggi su @repubblica.
La sinistra vince con il riformismo di Clinton, Obama e Biden, vince con Blair e lo farà con Starmer, non vince né con Sanders né con Corbyn.
Quando diciamo che nei centri storici delle città d’arte gli affitti turistici si moltiplicano a scapito della residenza ci riferiamo a questo. Qui siamo a #Bergamo Alta: 5 case vacanze in uno stabile di pochi piani.
Ministro @DSantanche, può per favore dare ascolto ai sindaci?
Trovo sconcertante che la sentenza di Appello abbia confermato la condanna di Chiara #Appendino, ex sindaca di Torino, per i fatti di piazza San Carlo del 2017. Condannata lei (a 18 mesi) e assolti Questore, vice-Prefetto e dirigenti vari. La colpa è sempre dei sindaci.
La #personalshopper a 300€ all'ora. A me va bene, non mi frega niente, ma quelli de sinistra, quelli assai arrabbiati, come la mettono? Ingoiano l'ennesimo rospo? È tutto molto divertente...