BREAKING: Israel is now bombing a million civilians trapped in Rafah, the last place of refuge in Gaza.
This is the most violent and unprecedented bombardment of Rafah to date.
We’re witnessing a holocaust. Plain and simple.
https://t.co/Wm0TmXtnO9
Domenica In.
A Dargen una giornalista gli parla della sua dedica ai bambini, così Dargen risponde:
“In questo momento credo che ci sia qualcosa che non funziona nell'istinto umano, se non proteggiamo i bambini c'è qualcosa che non va”.
Mara Venier lo interrompe (dopo averlo riempito di complimenti e perfino baciato sulle labbra appena arrivato), farfugliando qualcosa tipo “Siamo qui per parlare di musica. Sono temi importanti ma ci vuole il giusto tempo per approfondirli, non possiamo farlo in due parole”, portandolo perfino a scusarsi (per cosa? Per aver parlato di pace?), e lo congeda lanciando subito Clara.
Il microfono però le resta aperto, così quando la vediamo avvicinarsi ai giornalisti sentiamo in lontananza “Non mettetemi in difficoltà…”, e i giornalisti annuiscono seri.
Capito? La Zia tanto simpatica deve seguire le direttive della TV di un Governo guerrafondaio.
Tutto bene quando c’è da palpare i polpacci di Dargen o le spalle di Irama, ma guai a toccare temi sociali: insomma, facciamo l’amore ma non la pace.
La Venier che urla ai giornalisti “non mettetemi in imbarazzo” e “non ve lo faccio fare più perché non è questo il luogo giusto per dire certe cose” dopo l’intervento di Dargen… che vergognosi.
#sanremo#DomenicaIn
A ogni intervista al padre di Filippo Turetta emergono lampanti i segnali che la famiglia non è riuscita a cogliere in tempo.
La gelosia ossessiva considerata una cosa normale, il controllo del cellulare considerato normale, il ricatto emotivo dell'invocare il suicidio per essere stato lasciato e molti altri.
I segnali c'erano stati eccome, quello che è mancato è averli saputi comprendere e agire di conseguenza.
Ecco, io credo che se c'è una cosa che possiamo imparare dal femminicidio di Giulia è proprio che dovremmo allenarci a coglierli questi segnali, a parlarne con qualcuno se ne siamo vittime o se vediamo che qualcuno intorno a noi mette in atto comportamenti problematici.
Se per la persona maltrattata è difficile rendersene conto perché vittima di manipolazione emotiva, diverso è per chi è al di fuori da quel meccanismo di manipolazione.
L'apparenza da bravo ragazzo non è un deterrente, il male non ha una faccia prestabilita. Ma i segnali ci sono, sempre.
A quanto pare @LaStampa ha cancellato il post. Non funziona così, non è un errore di battitura, non basta eliminare un post per cancellare il pensiero radicato che è colpa nostra, è sempre colpa nostra anche quando ci ammazzano.
#losapevamotutte