Sandro Mazzola e la finale di Vienna contro il Real:
<…nel sottopassaggio, all’entrata in campo, resto incantato davanti a quei due mostri là, Di Stefano e Puskas. Sono emozionato, ho i brividi. Finalmente si gioca. Faccio 2 gol e l’assist per Milani, vinciamo 3-1. Baci e abbracci in campo, caroselli, il presidente Moratti in trionfo. E a me succede una cosa fantastica: Puskas si avvicina, mi consegna la sua maglia numero 10 e… “sei degno del grande campione che è stato tuo padre”. Una notte magica, forse la più memorabile della mia carriera…>
Per sempre interista.
Tutte le volte che l’ho incontrato mi sono sentito un bambino davanti al suo eroe.
Questo è il colpo di grazia definitivo alla mia infanzia.
#SandroMazzola
@lageloni Oggi al Tg1 delle 13.30 ho calcolato almeno 15 minuti su 30 di immagini di soldati, armi, aerei, carri armati, bombardamenti... Come fosse semplice normalità.
Canada, questa notte.
Negli spogliatoi c’è un ragazzo con la canotta da basket dell’Italia che piange.
Si chiama Filippo Carossino.
Nel 2007 stava camminando in una zona pedonale, quando un’auto lo ha investito schiacciandolo contro un cancello.
Perde per sempre le gambe.
Una vita distrutta a soli 14 anni.
Il basket diventa un’ancora di salvezza e una missione.
Oggi Filippo è uno dei migliori giocatori al mondo di basket in carrozzina.
In Italia è una leggenda: con la maglia della Briantea Cantù ha vinto 22 trofei.
Ma questa notte ha fatto qualcosa di ancora più grande.
Per l’ennesima volta ha trascinato l’Italia, ed è stato l’MVP della vittoria in semifinale contro la fortissima Gran Bretagna.
Per la prima volta nella storia l’Italia giocherà la finale dei Mondiali.
Lui, Papi, Topo, Pedron, Giaretti, Sbuelz, Ghione, De Maggi, Raourahi, Saaid, Boganelli, Benvenuto, e coach Fabio Castellucci, domani sera disputeranno la finale per l’Oro contro l’Australia.
In queste lacrime c’è l’essenza di questo sport.
C’è perseveranza.
Ci sono ricordi.
Ci sono gli incubi del passato.
C’è sofferenza.
C’è passione.
C’è determinazione.
C’è gioia.
C’è un sogno che si realizza.
(📸 @FIPIC)
Stanno impazzendo: attaccano una ragazza esposta contro la guerra (cioè morti e massacri) come tutti hanno insegnato per decenni
Piccoli pupazzi di dubbio livello e moralità, legati a interessi armati, incoerenti e imboscati che manderebbero altri a combattere
Eccellente!
Virginia Libero rompe la narrazione bellicista, spiega che i giovani non vogliono essere "carne da macello" per le élite mondiali che sognano una guerra perenne ed è attaccata da "vecchi" politici e "vecchi" giornalisti.
Sono vecchio anche io, ma dalla parte di Virginia.
Un albero come questo, assorbe 50 Kg di CO2 in un anno.
Con 700 miliardi di alberi come questo, si assorbono 35 miliardi di Gton di CO2, pari alle emissioni annue odierne.
Ci sono sulla terra 3000 miliardi di alberi.
Non è finita.
Sotto un albero come questo si riduce di 10 -15°C (anche 20°C quando si superano i 40°C dell'aria) la temperatura del suolo.
La spesa per piantare 700 miliardi di alberi è notevolmente inferiore a quella attuale per raggiungere net zero.
Spiegate perché non ci muoviamo in questa direzione veramente ecologica?
La gara per la vendita #Ilva è stata lanciata dal ministro Urso a luglio 2024. A marzo 2025 viene decretato il vincitore, ma la gara non viene chiusa. Dopo un anno, estate 2025, la gara viene aggiornata con nuovi criteri. A dicembre 2025 viene annunciato un nuovo vincitore, ma la gara resta aperta. Ad aprile 2026 il ministro Urso annuncia la vendita entro un mese. A settembre 2026 viene annunciata la scadenza entro il 15 ottobre. Ieri è stato rinviato al 15 novembre.
Mentre Meloni festeggia a Bari fra luminarie e dj, a Taranto oltre 2.500 lavoratori dell’indotto Ilva ricevono una lettera di licenziamento.
Non succede per caso, ma perché per 1.413 giorni si sono occupati persino di rave, ma mai di industria e lavoro.
Inutile aggiungere altro.
Le classi sociali esistono e si distinguono anche da coloro che possono ancora riempire un carrello della spesa e chi non ci riesce.
Il problema è che qualcuno ha pensato che non avesse più senso la lotta di classe. E chi lo ha pensato oggi fa la spesa tranquillo.
++#Germania🇩🇪, ad agosto il Pmi manifatturiero batte le attese e sale a 54,3 punti (da 52,2), ai massimi da 51 mesi.
In #Francia🇫🇷, invece, il Pmi manifatturiero sale da 49,8 punti a 51,1, ma meno delle attese++
++Italia🇮🇹, ad agosto il Pmi manifatturiero delude le attese e scende sotto la soglia dei 50 punti a 49,6 punti.
Dato precedente: 51,3 punti
Dato atteso: 51,4 punti++
Sono nata il 27 gennaio del 1960, quindi fanno 66.
Ma gli anni non mi pesano.
Invecchiando ho capito che la felicità è fatta di cose semplici: il sorriso al risveglio di un uomo che amo da 20 anni, una mattina tranquilla, uno spazio pulito, non fare tardi la sera, una casa sicura e persone che non consumano le mie energie.
Non mi manca la gioventù che se ne è andata.
Checché ne dicano alcuni pensando di offendere, la gamba va ancora lassù.
Mi manca il mondo che quegli anni si sono portati via.
Ci raccontano che la vita si è allungata.
Sarà pure vero, ma a quale prezzo? Con quali rinunce?
Non mi importa se passo per vecchia perché rimpiango il mondo della mia giovinezza.
Quel mondo mi manca per davvero.
Darei qualsiasi cosa per tornare a prima della insopportabile propaganda di sistema di adesso diffusa ovunque e in continuazione, a prima del doom-scrolling dei social e degli algoritmi creati per dividere.
Il progresso tecnologico degli ultimi vent'anni è stato il grimaldello per polarizzare la società, dividere la famiglia, ridurre la politica a puro affarismo, trasformare ogni narcisista in un leone da tastiera che sfama il proprio ego con l'odio.
Vorrei tornare ai giorni dei valori familiari, al senso di appartenza, all'importanza della deontologia professionale, della responsabilità individuale.
Vorrei tornare a una scienza silenziosa lontana dai social e al servizio dei più deboli, non dei più ricchi.
Questo oggi è il vero peso della mia vecchiaia. Non gli anni che ho, ma il mondo che non c'è più.
Più che buon compleanno, serve la forza per resistere.
"Ho dato la mia medaglia a mia madre perché la merita più di chiunque.
Correvo veloce in campo, ma lei ha corso molto più di me nella vita”
La mamma di Nico Williams, María Comfort Arthuer, dal Ghana ha attraversato Burkina Faso,Mali e Algeria e poi il deserto del Sahara a piedi.
Fino al 1999 il Ponte Morandi era gestito da un concessionario pubblico. Gli interventi strutturali sul viadotto ebbero una spesa media giornaliera di 3.665 euro. Arrivati i privati, fu di 71 euro. I quali facevano utili annuali tra 200 e 300 milioni. Privatizzazioni=furto
LA NUOVA DIPLOMAZIA DEI MINERALI
Per decenni l’Occidente ha trattato le materie prime come semplici merci. Bastava il mercato: se serviva gallio, germanio, terre rare o tungsteno, qualcuno da qualche parte del mondo lo avrebbe estratto, raffinato e venduto. Quel mondo è finito.
Il Financial Times fotografa perfettamente la nuova realtà: i controlli cinesi sulle esportazioni di terre rare e metalli critici stanno spingendo governi e aziende a investire miliardi per conquistare l’autosufficienza. Ma attenzione: il risultato non sarà necessariamente un mercato più stabile. Potrebbe essere esattamente il contrario.
Pechino domina intere filiere. Controlla circa il 90% della raffinazione delle terre rare e quote enormi della produzione di gallio, germanio, tungsteno e antimonio. Quando restringe l’offerta, i prezzi esplodono. Il grafico del FT è impressionante: il prezzo del germanio è quasi triplicato dal 2023, mentre quello del tungsteno ha subito un’accelerazione verticale.
La risposta occidentale è la corsa alla diversificazione. Miniere, impianti di raffinazione, scorte strategiche, accordi bilaterali e sussidi pubblici. Nasce così una nuova diplomazia dei minerali, nella quale una miniera in Africa o un impianto di raffinazione in Australia possono valere quanto una base militare.
Ma c’è un paradosso. Costruire filiere alternative richiede enormi investimenti e prezzi elevati. Se però la Cina riapre improvvisamente i rubinetti e inonda il mercato, i prezzi crollano e i nuovi progetti occidentali diventano antieconomici. È la trappola perfetta: dipendere dalla Cina è pericoloso, ma provare a liberarsene può essere finanziariamente devastante.
Ecco perché la sicurezza delle materie prime non può più essere affidata esclusivamente al mercato. Servono contratti di lungo termine, prezzi minimi, stock strategici e garanzie pubbliche.
La globalizzazione aveva promesso efficienza. La geopolitica oggi impone ridondanza. E la ridondanza costa.
Il punto è che non esiste più un prezzo puramente economico delle materie prime. Esiste un prezzo strategico. E chi continuerà a comprare soltanto dal produttore più conveniente scoprirà, probabilmente nel momento peggiore possibile, che il vero costo della dipendenza non compare mai in fattura.
Oggi, #11luglio, è la giornata della commemorazione del genocidio di #Srebrenica.
Quel numero inciso su pietra è un monito al mondo. Quando si compie un #genocidio c'è chi spara e chi si volta dall' altra parte.