Allo studente di Latina che ha scoperto 20 errori da parte del ministero nella prova di esame del liceo musicale, intanto bisognerebbe dire: promosso!
Poi al ministero che ha risposto che, vabbè, è una roba raffazzonata ma la prova è comunque valida, bisognerebbe dire: siete dei geni!!
È evidente che il mondo si sta orientando verso un fastidio generale nei confronti della sapienza. Sempre più persone ignoranti occupano posti chiave. Anche l'umiltà difetta ai nuovi vincitori: rispondono con arroganza a chi gli fa notare la loro povertà di giudizio. Il meccanismo dell'Idiocracy è sempre più difficile da combattere, perché sembra che anche il mercato, con le sue intelligenze commerciali, stia sostituendo l'intelligenza dell'analisi e le conquiste dello studio con risultati preconfezionati che saranno sempre più precisi ma sempre più mediocri. Io mi vergognerei di usurpare il posto a chi sa più di me su determinati comparti amministrativi, ma pare che anche la vergogna sia stata estromessa dal corredo del vivere sociale.
È poi, oltre alla sapienza, c'è l'intelligenza. Qua siamo in un altro comparto dell'esistenza, dove a riconoscere chi sia più o meno intelligente, c'è altra gente più o meno intelligente. L'è dura! E non puoi mica dare la colpa all'idiota di essere idiota. Ora però la situazione si sta rovesciando e l'idiota, con orgoglio, può dare la colpa all'intelligente di essere intelligente. Il teorema di Umberto Eco, secondo il quale si sta mettendo sullo stesso piano la parola di un sapiente e quella di un imbecille si sta dimostrando in tutta la sua crudeltà.
Natalino Balasso
Emanuele Floridi è stato chiamato poco più di un anno fa per fare il responsabile della comunicazione della Lazio, non il pedagogista della lazialità. Da quello che ha scritto oggi si capisce bene perché quel compito sia stato assolto così male fin dall'inizio. Tanta retorica, supponenza e una conoscenza pressoché nulla delle persone a cui si rivolge.
Fa una certa impressione vedere come nella sua ripetitiva e surreale ricostruzione ci sia molto di ciò che i tifosi dovrebbero capire della società e pochissimo di ciò che la società dovrebbe capire dei tifosi. Manca qualsiasi riferimento, anche solo accennato, alle responsabilità di chi governa il club da oltre vent'anni e alle ragioni che hanno portato alla situazione attuale.
Pessimo poi il passaggio su Igor Protti. Partecipare alla sua commemorazione dovrebbe essere un gesto di silenzioso rispetto, non una concessione da rivendicare o un gesto da inserire nel bilancio delle buone azioni della società. Buttarlo lì, tanto per dare forza a un'arringa difensiva risulta quasi meschino.
Un'ultima considerazione: “A volte sembra che non si riesca più a parlare della Lazio senza parlare soltanto di Claudio Lotito”, scrive Floridi.
È così, caro Emanuele. Ma a sovrapporre la propria figura alla Lazio fino a renderle inscindibili è stato soprattutto Lotito.
Forse, più che spiegare ai tifosi come dovrebbero vivere la loro passione, sarebbe il caso di provare a gestire queste derive consigliando al presidente di pesare meglio parole, toni e comportamenti. Anche questo, in fondo, rientrerebbe nel tuo lavoro.
#sslazio #lotito