I fascistI Il diritto di portare il tricolore in piazza lo hanno perso il giorno che fecero la marcia su Roma mentre quel vigliacco infame di #Mussolini stava al sicuro a #Milano..Lo hanno perso quando aggredirono a tradimento l'Etiopia,la Somalia, la Libia, la Francia, la Grecia, la Jugoslavia. Lo hanno perso quando si tradirono tra di loro e quando levarono le armi al servizio dei nazisti contro la resistenza composta da ex soldati e civili di ogni classe sociale e politica.
Lo hanno perso dopo venti anni di oppressione e violenze di ogni genere contro le popolazioni civili dei paesi occupati. Lo hanno perso con le stragi fatte in Italia durante la guerra e dopo.
Lo hanno perso con le bombe nelle stazioni e sui treni..
È fu grazie ai partigiani che riconquistammo la dignità perduta con l'avvento del fascismo. Non siete degni di portare il #tricolore
@lupovittorio_ Ricordo che nell'esercito il Sistema d'Arma è l'uomo. È come chiedere perché un "missile" o un proiettile sia sceso in politica. Quelli devono essere spietati per il mestiere che fanno non per fare politica. Il problema è chi gli ha dato fiato!
@Misurelli77 Amico mio, questa volta, non condivido. La politica è compromesso. E mai come questa volta lo dobbiamo ricordare se vogliamo mandare a casa i fasci al governo. Non si possono accettare solo i compromessi coi populisti del M5S.
Rifognazione
La parola è nuova, il principio no, è il loro. Da anni ci spiegano la remigrazione: esiste un posto per ognuno, e chi sta nel posto sbagliato va riaccompagnato a quello giusto, con le buone o con un charter. Idea eccellente. La prendo in parola e gliela restituisco intera.
Anche i fascisti una casa ce l’hanno. Se la sono scelta loro, ottant’anni fa, quando hanno smesso di marciare e hanno imparato a vivere sotto il livello della strada. Lì sono cresciuti, al riparo, a galleggiare su quello che colava dall’alto. Ogni tanto sollevavano il tombino per annusare l’aria, e quando capivano che non era ancora il momento si ritiravano nel brodo. Adesso il coperchio ha ceduto ed eccoli fuori in giacca e cravatta, i convegni sull’identità, le fiaccolate, il braccio che ogni tanto parte da solo.
La rifognazione applica la loro stessa regola, senza sconti. Ognuno torni dove appartiene. Loro appartengono al sottosuolo, e la cosa comica è che ci stanno pure bene. Nessuna violenza, solo un sano ritorno alle origini, esattamente come piace a loro quando lo predicano agli altri. Ognuno a casa propria.
E quando uno solleva di nuovo il tombino, perché lo solleveranno sempre, lo Stato non discute, non apre un dibattito sul libero pensiero. Lo riaccompagna giù. Simboli, parole, gesti riconducibili al regime: non è opinione, è eversione, e la Costituzione lo dice già, manca solo chi la legge senza fingere di non capire. La loro grammatica prevede la riconduzione coatta. Bene. Gliela facciamo conoscere dal lato sbagliato del tombino.
Mi diranno che esagero, che è solo nostalgia, che sono ragazzi. I ragazzi giocano a pallone. Questi giocano a riscrivere chi è italiano e chi no, chi sta alla luce e chi va spinto ai margini. Lo specchio che gli porgo è il loro, identico, soltanto rivolto verso di loro. Se gli fa orrore, è perché si riconoscono.
Conosco il copione, l’ho già visto.
#rifognazione
Se si applicasse una #patrimoniale del 3% allo 0,1% della popolazione italiana ricca, si raccoglierebbero 13 miliardi di € ogni anno. E il ricco, invece di bere una bottiglia di vino da 10.000 € al ristorante di lusso, ne stapperà una da 9.700. Eh lo so, son sacrifici grossi.
@Rom_Lisa Una posizione chiara in Polotica Estera: difesa integrata europea; sanzioni a Russia ed Israele; Una politica energetica che valorizzi il Green Deal in maniera fattiva per diminuire i costi agli utenti privati ed industrie; Si al salario minimo nel rispetto delle professionalità
@Rom_Lisa Amica mia, il tempo stringe e bisogna rendere digeribile alla massa elettorale il tutto con pochi punti ben chiari senza dimenticare che i fasci sono abilissimi a girare populisticamente la frittata.... Vedi la proposta per la "patrimoniale". 🙄
I stood at this pool, at both monuments and saw both reflections…
He’s a God damn idiot, as are the fools that support him. The “Reflection Pool” wasn’t designed by American architect Henry Bacon a hundred years ago to look like a swimming pool. It’s designed to have a darkened characteristics that has reflective qualities to reflect the monuments.
That way, the Washington Monument is reflective to you when at the Lincoln Memorial, and when at the Washington Monument, the Lincoln Memorial is reflective to you.
It’s designed to enhance the grandeur of monuments, create an illusion of reflection, and inclusion of expansive space of unity.
He’s a tacky vulgar person that vulgarizes everything he touches. America isn’t becoming great, it’s becoming vulgar.
Credit - Mathew Reed
@karlitos_x Tutto il mio sostegno anche per questa nobile causa, ma per cortesia, TIRATE FUORI UN PROGRAMMA ORGANICO per toglierci dalle ⚾🥎 i fasci al governo!
Perché il governo che si vanta di essere il più stabile della storia repubblicana vuole cambiare la legge elettorale?
E perché la vuole cambiare proprio per migliorare la stabilità?
Le due cose insieme stridono.
O sei il governo più stabile, e allora la legge che abbiamo la stabilità te la garantisce già, oppure la stabilità che hai è casuale, e allora ammetti che non dipende da te.
C’è una terza ipotesi, e ieri l’hanno scritta nero su bianco.
Hanno depositato il loro testo alla Camera. Settanta seggi regalati a chi arriva al 42%. Le preferenze cancellate, i deputati scelti dai capi partito e non più dai cittadini.
Una legge scritta da loro soli, senza una parola con le opposizioni.
Se volessi cambiare la Costituzione in Parlamento senza passare per i referendum, se volessi eleggere il Presidente della Repubblica senza trattare con le minoranze, cosa mi servirebbe?
Una maggioranza schiacciante.
Esattamente quella che un premio così gonfiato ti costruisce.
E le preferenze tolte non sono un dettaglio.
Un deputato che deve la poltrona al capo e non a chi lo ha votato non risponde più a te. Risponde a chi lo ha messo in lista. Vota quello che gli dicono, sempre.
A questo punto mi viene da pensare che questa non sia una legge per la stabilità. Sia un colpo di Stato legale.
Una legge che scrivono per sé stessi e che gli consegna il controllo di tutti i poteri della Repubblica. Senza un carro armato, senza uno sparo, col timbro del Parlamento.
LA PURA VERDAD
El juez miró al hombre que había disparado contra el presidente egipcio Anwar Sadat y le preguntó con calma:
— ¿Por qué lo mataste?
— Porque era seglar —respondió el asesino.
El juez frunció el ceño.
— ¿Qué significa “seglar”?
El hombre dudó un segundo.
— No lo sé.
En otro juicio, el acusado había intentado asesinar al escritor Naguib Mahfouz.
— ¿Por qué lo apuñalaste? —preguntó el juez.
— Porque escribió una novela contra la religión.
— ¿La leíste?
— No.
En una tercera sala, otro hombre enfrentaba cargos por asesinar al intelectual Farag Fouda.
— ¿Por qué lo mataste?
— Porque no tenía fe.
— ¿Cómo lo sabes?
— Está en sus libros.
— ¿En cuál?
Silencio.
— No lo sé. No los he leído.
— ¿Por qué no los leíste?
El hombre bajó la cabeza.
— No sé leer ni escribir.
En los tres casos, el patrón era el mismo.
Se mataba por ideas que no se entendían.
Se condenaba por palabras que no se habían leído.
Se odiaba por conceptos que no se sabían definir.
No era convicción.
Era repetición.
No era fe.
Era eco.
No era certeza.
Era obediencia ciega.
La violencia no nació del pensamiento. Nació de la ausencia de él.
El odio no se propaga a través del conocimiento.
Se propaga donde el conocimiento no llega.
Y cada vez que una sociedad renuncia a educar, no crea ignorantes.
Crea armas humanas que no saben por qué disparan, pero están dispuestas a hacerlo.
Ese es el precio invisible de la ignorancia.
Y siempre lo paga alguien que no hizo nada para merecerlo
Oltre che fucilatore di partigiani e promotore delle leggi razziali, Almirante protesse e finanziò la latitanza degli attentatori neofascisti della strage di Peteano (tre carabinieri uccisi): era il 1972, Meloni non era ancora nata quindi non può saperlo
Una volta lo costrinsero a percorrere a piedi dodici chilometri sul ghiaccio, con temperature sotto zero, mentre era febbricitante e denutrito. Finì nell’infermeria del lager tedesco e, quando uscì, gli chiesero di nuovo se volesse tornare in Italia e aderire alla Repubblica di Salò. Filippo Palieri, commissario di polizia, rifiutò anche quella volta.
Nel lager era finito perché i nazifascisti lo avevano arrestato più di un anno prima, a Rieti. Dalla Questura, Palieri aiutava la Resistenza partigiana e aveva avvisato circa 300 artigiani e operai della città che i tedeschi volevano deportarli in Germania, aiutandoli così a evitare il rastrellamento. I nazifascisti non avevano le prove del suo sabotaggio, così pochi giorni dopo gli ordinarono una rappresaglia sui civili. Palieri si rifiutò e quella divenne l’occasione per arrestarlo. Non fuggì: li aspettò, per evitare ritorsioni sui civili e sulla sua famiglia.
Nelle poche lettere che dal lager riusciva a spedire a casa, mentiva alla moglie e ai figli sulle sue reali condizioni. Non raccontò le torture, le privazioni, le marce forzate al freddo, alternate alle richieste di diventare repubblichino. Richieste che Palieri, affamato, febbricitante, ridotto allo stremo, non accettò mai, anche se accettarle avrebbe potuto salvarlo. Non a caso il prefetto fascista Ermanno Di Marsciano, un macellaio che a Rieti aveva aiutato a deportare persino dei bambini, su di lui aveva annotato con disprezzo: “non ha dimostrato attaccamento al fascismo”.
L’ultimo rifiuto di collaborare con i nazifascisti lo diede nel marzo del 1945, quando era ormai in condizioni pietose. Poche settimane dopo, il 13 aprile, moriva per gli stenti e le torture subite. Tre giorni dopo, il campo veniva liberato dagli inglesi.
Nasceva oggi, 22 maggio, Filippo Palieri, commissario di polizia, Medaglia d’oro al merito civile, uno dei molti eroi italiani che vale la pena ricordare e di cui occorre tenere viva la memoria
"Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono."
Ricordando Malcolm X, nato il #19maggio 1925.
800.000 euro l'anno come presidente Aci e vicepresidente della Sara Ass. perché figlio di LA Russa. Le Monarchie rubavano meno.....già questi stipendi sono immorali, se poi si danno a chi non ha nemmeno le competenze...abbiamo l'Italia di oggi, senza speranza.