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Ecco l'elenco delle clamorose anomalie procedurali che hanno caratterizzato quel finto dibattimento:
• Fuga di notizie illegale. I fascicoli ancora protetti da segreto istruttorio vennero consegnati a Francesco Saverio Borrelli quando non ricopriva ancora alcun incarico ufficiale.
• Sparizioni strategiche e il
mistero dei nastri cancellati o nascosti, inclusi i dialoghi contrassegnati dai “tre baffi rossi” che tiravano in ballo altri club. Chi ha occultato quel materiale? Perché la FIGC ha finto di non vedere? Cosa ha spedito davvero la Procura di Napoli?
• Selezione truccata delle prove: Su oltre 171.000 telefonate totali dell'indagine (di cui circa 100.000 di Moggi), l'accusa ne usò appena una decina, mirate solo contro la Juve. Il contenuto delle restanti 170.990, incluse quelle scottanti di altre società, fu nascosto come "non rilevante", costringendo le difese a un lavoro titanico negli anni successivi per recuperarle dai server e farle riemergere dal silenzio.
• Gradi di giudizio saltati, tabula rasa del primo grado di giudizio (la Commissione Disciplinare), partendo direttamente dall'appello alla CAF e poi alla Corte Federale. Una violazione palese dell'Articolo 37, comma 1 del CGS.
• I magistrati giudicanti sono stati nominati a processo già iniziato. Una mostruosità che calpesta il diritto alla difesa.
• Le sentenze vennero anticipate, le richieste di condanna del Procuratore vennero formulate prima ancora di aprire il dibattimento in aula, calpestando l'Articolo 37, comma 6 del CGS.
• Prove illegittime. Venne respinta la richiesta di escludere le intercettazioni. Il processo si è basato solo su quelle, ignorando che l'Articolo 270 del Codice di Procedura Penale vieti di usarle come prova unica al di fuori del procedimento penale per cui erano state autorizzate.
• le tempistiche furono ridicole. Il dibattimento alla CAF si è consumato in 5 giorni, quello alla Corte Federale in appena 4. Un affronto ai diritti minimi garantiti dalla Costituzione.
• Disparità totale. L'accusa ha avuto mesi per spulciare migliaia di pagine e tabulati, agli avvocati difensori è stata concessa poco più di una settimana per studiare le carte.
• Gli avvocati ebbero solo 15 minuti cronometrati a disposizione per i discorsi difensivi finali.
• Venne negata la possibilità di convocare testimoni, presentare dossier o mostrare filmati scagionanti. Alla difesa è stato persino impedito di proiettare le immagini dei match contestati per provarne la regolarità.
• Il bluff (o ricatto) del presidente Ruperto e la frase del legale bianconero sulla Serie B. Zaccone non ammise alcuna colpa; davanti alla richiesta di retrocedere la Juve in Serie C1, il legale spiegò che se il tribunale avesse voluto condannare la Juventus, la Serie B con penalizzazione doveva essere il limite massimo insuperabile per garantire una sanzione proporzionata e paritaria rispetto a quanto rischiavano gli altri club. Fu una mossa per evitare il baratro della C1 in un processo farsa, non una confessione.
• Un verdetto già scritto. La
decisione della CAF è stata pubblicata sulle pagine della Gazzetta dello Sport con due giorni di anticipo rispetto alla sentenza reale.
• Lo scudetto scippato. Revocato alla Juventus un titolo conquistato sul campo in un campionato che non era mai stato inserito nel fascicolo d'indagine.
• Regalo a tavolino. Il titolo del 2006 è stato assegnato tramite un semplice comunicato stampa, senza alcun atto ufficiale e ignorando che la successiva Relazione Palazzi ne avrebbe evidenziato la totale mancanza di meriti morali.
Il riassunto perfetto di questa farsa lo ha firmato Mario Serio, uno dei membri della Corte Federale, ammettendo pubblicamente: “Abbiamo cercato di interpretare un sentimento collettivo, abbiamo ascoltato la gente comune e provato a metterci sulla stessa lunghezza d’onda”.
Hanno processato la Juventus sull'onda del sentimento popolare, non del diritto.
Sono (per ora) 38. nessuno escluso.
🚨 AGGIORNAMENTO IMPORTANTE 🚨
Sostituisco il vecchio thread (ormai troppo dispersivo) con questa nuova versione in 2 soli post. Sarà il mio post fissato e rimarrà inchiodato in cima al mio profilo per chiunque conti a diffondere fake news
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#Calciopoli o meglio #Farsopoli: la demolizione sistematica di una narrazione falsa.
Mettiamo in chiaro la realtà dei fatti, partendo dal pilastro su cui si regge l'intera farsa: il fantomatico ILLECITO STRUTTURATO.
Le sentenze dello sport hanno messo nero su bianco tre verità indiscutibili:
1) Zero partite truccate.
2) Nessun illecito sportivo riscontrato nei singoli match.
3) Il reato di “illecito strutturato”usato per condannare la Juventus, non esisteva nel codice di giustizia sportiva dell'epoca.
In totale assenza di gare manipolate, la giustizia sportiva si è arrampicata sugli specchi con capriole logiche imbarazzanti.
Alla CAF, il presidente Ruperto si inventò che sommando più violazioni dell’Articolo 1 si potesse magicamente configurare la gravità dell’Articolo 6 (l'illecito sportivo).
Poco dopo, la Corte Federale guidata da Sandulli cambiò versione e disse che le infrazioni dell'Articolo 1 non andavano sommate, ma interpretate come tasselli strategici per arrivare all'Articolo 6 e che secondo questa teoria, era “ammissibile” garantire un vantaggio in classifica a prescindere dal verdetto o dallo svolgimento delle singole partite. Peccato che nessuno abbia mai spiegato, a livello logico e pratico, come possa verificarsi una simile follia.
A stracciare questa sentenza ci pensò l'ex magistrato Corrado De Biase, colui che aveva guidato l'Ufficio Indagini nello scandalo scommesse del 1980. Le sue parole rimangono una pietra tombale:
“Bisogna avere, innanzitutto, il coraggio di affermare una realtà: il procedimento di questa estate ha partorito un autentico aborto giuridico. Quando parlo di “aborto giuridico” mi prendo la piena responsabilità di ciò che dico. Quando si vuole espletare in 2 settimane un procedimento che richiederebbe almeno 6 mesi solo per un corretto iter investigativo, non può che venir fuori un aborto giuridico. Quando si cassa, per motivi di tempo, un grado di giudizio, quando si impedisce agli imputati di portare testimoni, dossier e filmati in loro discolpa, ma gli si concede solo 15 minuti per una arringa difensiva, non si può che parlare di aborto giuridico. Quando non si concedono agli avvocati difensori degli imputati i testi integrali delle intercettazioni, adducendo che non sono pertinenti, si può solo parlare di aborto giuridico. Quando, infine, si toglie un titolo ad una squadra, la Juventus, per assegnarlo ad un'altra, l'Internazionale, prima che sia pronunciato il verdetto del primo iter istruttorio, allora siamo ben oltre l'aborto giuridico.
Non è un problema di giustizia ordinaria o sportiva: in ogni paese che si definisca civile eventuali pene e sanzioni devono essere comminate dopo che sia stato verbalizzato un verdetto di colpevolezza, mai prima. E non venitemi a parlare di normative Uefa o di liste da dare alla stessa per le coppe europee: i diritti degli imputati, tra cui quello di potersi difendere con i mezzi che l'ordinamento mette loro a disposizione, vengono prima di una partita di calcio.
Io, per conto mio, posso solo ribadire il concetto già espresso: una penalizzazione di 8/10 punti una multa e la squalifica di Moggi e Giraudo per 10-12 mesi; questa la pena congrua a mio parere. Ogni parallelo con la vicenda del 1980 è improponibile: qua non ci sono tracce di illecito, né di denaro o assegni. L'illecito ambientale non è un reato contemplato da nessun codice, a meno che non si parli di inquinamento atmosferico”.
(Continua sotto con l'elenco delle anomalie...👇🏼)
Sullo scontro Capuano vs jdentita facciamo un po’ di chiarezza su ciò che sta accadendo per noi “poveri comuni mortali”
Tutto parte da una situazione paradossale. Prima di ieri, tre importanti realtà dell'informazione, il giornalista Giovanni Capuano, Il Fatto Quotidiano e Calcio e Finanza, non avevano praticamente mai dato spazio o parlato dell'azione della Fondazione Jdentità Bianconera in questa inchiesta. Ma ieri si sono scatenati tutti insieme.
Il cortocircuito mediatico è iniziato quando Capuano ha lanciato su X un'indiscrezione ripresa da un dispaccio interno dell'ANSA (un circuito chiuso per giornalisti, ecco perché sul sito pubblico non c'era traccia). In questo testo si diceva che la Procura di Milano aveva bocciato la Fondazione, definendola “priva di titolo legale” per entrare nel processo sul caso arbitri. Immediatamente, i grandi siti hanno fatto da cassa di risonanza titolando che la storia era finita e il caso archivato.
Ma la Fondazione ha risposto nella notte con un comunicato durissimo: “Fermi tutti, la Procura esprime solo un parere, non ha il potere di decidere se chiudere il caso”.
Facciamo un passo indietro per capire il contesto: tutto comincia a luglio, quando la Procura di Milano chiede di chiudere l’indagine sull'ex designatore degli arbitri Rocchi. I magistrati dicono che non c’è nessun “sistema truccato” per favorire l'Inter, anche se ammettono che dalle carte emergono comunque “episodi di interferenza”. Gli avvocati della Fondazione hanno fatto opposizione legale per bloccare l'archiviazione, facendo leva su un punto preciso: esistono telefonate e chat WhatsApp dirette tra i dirigenti dell'Inter e lo stesso Rocchi che non sono mai state ascoltate né analizzate dagli investigatori. La Fondazione chiede che quei telefoni vengano finalmente controllati.
Per farlo, i legali stanno tirando fuori alcune sentenze della Cassazione. Secondo queste sentenze, quando si parla di reati che colpiscono lo sport o la fede pubblica, l'interesse di un’associazione strutturata (che difende i tifosi o i consumatori) può essere equiparato a quello di una vera e propria “persona offesa”. In pratica dicono: “Noi rappresentiamo chi paga i biglietti e gli abbonamenti, quindi siamo danneggiati diretti”.
In più, c'è un fatto tecnico: il GIP (il Giudice delle indagini preliminari) non è un semplice “passacarte” della Procura. Anche se i PM hanno detto no, il giudice ha l'obbligo assoluto di aprire il fascicolo, leggere l'opposizione della Fondazione e firmare una decisione motivata di suo pugno.
Cosa succederà ora? I binari sono due:
1. Il giudice decide di non rischiare, segue la linea classica della Procura, dice alla Fondazione che i tifosi non possono entrare nel processo penale e archivia tutto. Risultato? Quelle chat di WhatsApp e quelle telefonate non verranno mai cercate né lette.
2. Il giudice accetta l'eccezione, riconosce la Fondazione, blocca l'archiviazione e costringe la Procura a fare i controlli sui telefoni che i tifosi stanno chiedendo.
La Fondazione sta provando una mossa difficilissima a livello di legge, ma intanto ha ottenuto una cosa: far sapere a tutti che loro quelle chat volevano controllarle, e che se il caso verrà chiuso sarà perché il sistema ha deciso di non andare a vedere cosa c'era in quelle telefonate
@Laudantes Me lo auguro, "al momento" sembra ci sia solo tanta improvvisazione e valutazioni/scelte prese solo nel momento in cui sorge un problema, senza un piano B... 🤞🏽
Buongiorno dott. @giomalago, non prova mai un pò di imbarazzo? Volete pure che un tifoso paghi 40 euro al mese per questa farsa che chiamate campionato? Perchè la Procura della @FIGC fa uscire le veline sulla archiviazione senza formalizzarla? È più impegnato a difendere la sua elezione? Risponda, per favore, come quando lo faceva da Presidente del Coni alle pec della @fondazionejb . Grazie @Fabio_Wallys
Ricordatevi che questa GS squalificò Conte sul calcio scommesse perché "non poteva non sapere" a differenza degli altri presunti coinvolti. Conte allenava l'odiata #Juve. Oggi con arbitropoli #Marotta come poteva non sapere di #Butti ?
#Inter
Come sostenuto dalla @fondazionejb l'acquisizione del 100% era valido tra le parti già prima del 05.11.2025 ed oggi ha solo superato il vaglio degli organi di controllo.
Solo la Fondazione ha denunciato l'omessa comunicazione e la @FIGC ha rifiutato di fornire gli atti (le sanzioni a livello sportivo sono automatiche).
Ricordiamo che il conaulente del Comune per identificare titolari/beneficiari effettivi si è avvalso solo di autocertificazioni (le squadre hanno rifiutato di fornire i documenti) senza alcuna valenza giuridica siccome rilasciate da soggetti extra ue ma il suo compito era di illustrare al comune di Milano non di autorizzare la vendita.
Che in base a siffatta "documentazione" e senza che MAI al Consiglio Comunale di Milano sia stato indicato come titolare finale della compravendita della GFU Milano il Fondo Canadese Brooksfield è di una gravità che può negare solo un interista. (Ricordiamo che il soggetto investigato nel giugno 2024 per l'escussione del pegno Inter fu Brookfield Oaktree Holdings società controllata indirettamente e congiuntamente
da Oaktree Capital Group Holdings GP, LLC e Brookfield Asset Management Inc. che già controllava la maggioranza al 63% della stessa Oaktree)
Solo dalla @fondazionejb fa domande e cerca risposte.
Ricordiamo gli articoli del 01.11.2025 che allarmarono i consulenti del comune e dell'inter la sera prima della vendita della GFU San Sito come risulta nelle email acquisite nel procedimento penale per turbativa d'asta e rivelazione di segreto d'ufficio.
Per scrivere quello che precede l'AI non basta, bisogna studiare ed avere i documenti. Sostenete la @fondazionejb https://t.co/JdoRR5M46u
LA FONDAZIONE JDENTITÀ BIANCONERA SI OPPONE ALL’ARCHIVIAZIONE DELL’INCHIESTA SUGLI ARBITRI: “LA CASSAZIONE HA STABILITO CHE PER LA FRODE SPORTIVA BASTA L’INTENZIONE, LE INDAGINI DEVONO CONTINUARE”
https://t.co/7Fh249TiIC
Mai una inchiesta aveva spiegato così bene tutto ciò che raccontiamo da anni, tra attenzioni e garantismi mai visti della Procura (a Torino scatenata nonostante fosse incompetente e "odio la Juventus", qui...) e media che scrivono felici come bambini solo quando arrivano apparentemente buone notizie, altrimenti censura totale. Eppure, nonostante riportino gioiosi solamente le righe finali, l'atto contiene una lunga serie di presunte pressioni, interferenze, istituzioni tifose e telefonate non intercettate, oltre ai telefoni inspiegabilmente mai sequestrati. Ribadisco: con gli standard usati negli anni per la Juve chiederebbero la B e salterebbero già oggi diverse teste.
⚪️⚫️ ABODI (MINISTRO SPORT): "LA GIUSTIZIA SPORTIVA DEVE CAMBIARE". ⚪️⚫️
Ci voleva la Corte di Giustizia UE — quella che ha dato ragione alla Juventus sul caso delle sanzioni ad Agnelli e Arrivabene nell'inchiesta plusvalenze — per far dire ad alta voce quello che noi ripetiamo da anni.
Il ministro dello Sport Andrea Abodi,, mette la riforma in cima alla lista. Parole sue:
🔹 Bisognerà dare natura giurisdizionale alla giustizia sportiva, garantendo "terzietà e indipendenza che oggi il sistema non riesce ad assicurare".
🔹 Il sistema deve riformarsi "prima che questa riforma venga imposta dall'esterno".
🔹 Sul rafforzamento del Procuratore Generale dello Sport: serve "a mitigare la mancanza di terzietà e indipendenza, visto che i procuratori federali sono ancora nominati dai Consigli federali".
Rileggetela, quest'ultima. Un ministro che ammette, nero su bianco, che chi indaga nel calcio è nominato da chi dovrebbe essere indagato. 🤔
E sul resto — Guardiola CT compreso — la chiusura è netta: "Adesso bisogna parlare del sistema. I cambiamenti di persone sono un indicatore della direzione che si vuole prendere."
⚖️ Nessun processo alle intenzioni, nessuna vendetta: chiediamo solo un giudice terzo e indipendente. Il minimo sindacale di uno Stato di diritto. Sei mesi di ricognizione, ha detto il ministro. Noi vigiliamo. 👀
Che ci siano dei poteri oscuri e non sia garantita la terziarietà è evidente nella giustizia sportiva della FIGC. Quando è stata messa alla sbarra la Juventus è stato garantito il diritto di difesa, costituzionalmente tutelato in ogni ordine e processo?
Caro Malagò non si scappa: come mai delle interferenze dell'Inter sul sistema arbitrale (fonte: Procura della Repubblica di Milano) non ti esprimi e non hai commentato fatti così gravi?
#Juventus #FinoAllaFine #GiustiziaSportiva #Abodi #Prisma