@Albarellomarco ci ricora che i 510.000 #IMI che non accettarono di tornare in Italia a combattere per la #RSI furono una "risorsa" per la #Resistenza cosi come disse anche #Natta, anche lui ex internato militare in Germania.
"Gli #IMI sono stati dimenticati per 35 - 40 anni Per paura di non essere creduti e non volevano caricare di pensieri e di dolore gli altri Negli anni 50 non si poteva parlare degli #IMI perché facevano parte di un esercito sconfitto e parlare male della Germania non era bene"
"Ai nazisti andava molto bene avere 600.000 prigionieri italiani nei campi da usare al posto dei giovani tedeschi mandati a morire per Hitler, ma a Mussolini convinse i nazisti a lasciarli rientrare se giuravano di combattere per la #RSI: solo 90.000 accettarono questo ricatto"
Antonio Visconti racconta la storia di suo padre Carlo militare catturato dai tedeschi durante il servizio militare a Condove dopo l'8 settembre 1943 e deportato e internato in Germania
La storia parte da un biglietto di Carlo gettato dal treno piombato nella campagna vicentina
"#AugustoMonti maestro antifascista e di antifascisti nato a Ponti e sepolto a Monastero Bormida, testimone del tempo già dalla prigionia durante la prima guerra mondiale grazie alle sue lettere dal campo di concentramento austriaco" Miravalle direttore della rivista Astigiani
"#18luglio1942 partiva da Asti il treno degli Alpini della Tridentina per la campagna di Russia, non erano eroi, ma povera gente che veniva portata a forza di armi o propaganda a fare la guerra"
Apporto di Miravalle sulla storia astigiana.
Il #25aprile raccontato dalla rivista "Astigiani" di #SergioMiravalle partendo dall' 8 settembre 1943 con la presenza del moncalvese Castellano ai colloqui con gli anglo-americani per la stesura dell'armistizio.
Il partigiano e maestro Pietro "Pedrin" Reverdito racconta la sua esperienza di partigiano accanto alle donne della resistenza: "ci sono state 3000 donne uccise durante la guerra di liberazione di cui 1000 con il Mauser in mano"
"Ora fate maturare i frutti della #Resistenza"
"No, non ho mai avuto paura, ero giovane e sapevo che se fossi morta sarebbe stato per una buona causa... E oggi sono ancora qui"
Margherita "Meghi" Mo parla della sua esperienza partigiana.
"Mi ero messa in testa di salvare dei ragazzi e delle case"
@Anpinazionale
Margherita "Meghi" Mo racconta quando salvò una ragazza che stava con un fascista e i partigiani volevano giustiziarla come spia
E Meghi provò che non era una spia e la salvò
"Si può fucilare una persona solo perché si accompagna a gente che non la pensa come noi? Io penso di no"
Margherita "Meghi" Mo partigiana dal 9 settembre 1943 fino alla fine della guerra: la sua arma era la bicicletta e le scarpe.
Staffetta della II divisone "Langhe" al comando di Poli, il comandate Balbo.
Ha salvato vite e ha lottato contro i fascisti
@Anpinazionale
Ora a Monastero Bormida nel castello medievale inizia il racconto della staffetta partigiana Meghi sui giorni duri e vittoriosi delle scelte, della lotta per la liberta e della vittoria partigiana.