Sartori (Ds Bologna): "Pensi che ero andato a vedere Calafiori e scoprimmo quanto era forte Ndoye. Ma sa chi volevo prendere? Diouf, quello dell’Inter, ma costava troppo"
(Gazzetta dello Sport)
🚨🇦🇷Gol e assist (di tacco) per Lautaro Martinez nell'amichevole dell'Argentina, vinta 2-0 contro l'Honduras: "Mi sono preparato molto bene. Soprattutto mentalmente, perché sapete bene cosa ha rappresentato per me il Qatar, al di là del risultato: a livello collettivo è stato qualcosa di straordinario, qualcosa che resterà nella storia. A livello individuale, però, non è andata come avrei voluto. Non sono arrivato al Mondiale nelle condizioni che desideravo, mentre oggi sì. Ora bisogna continuare a lavorare, accumulare minuti, perché fanno sempre bene. E naturalmente vincere ti dà ancora più fiducia in vista di quello che verrà"
Esprimere certezze sul futuro di Stankovic è pericoloso. Il paragone con Pio Esposito è corretto fino ad un certo punto. Nel senso che è vero che il piano A per Esposito era un prestito in Serie A come tappa intermedia, poi superato dall’inserimento lampo di Pio. Ma si trattava di un prestito, l’Inter non ha mai considerato la cessione di Esposito. Stankovic può certamente provare a impressionare da subito, prendendosi l’Inter di forza. Ma l’alternativa è una cessione (magari con %), non un prestito: il giocatore lo perdi
🚨⚫️🔵 Chi è vicino a Curtis Jones immagina un percorso alla McTominay, partire dalla Premier dove non sei una stella ma un buon giocatore e arrivare in Italia e avere un impatto da top player, questo è quello che Jones si augura. La richiesta del Liverpool è 30 mln più bonus e percentuale sulla rivendita, l'Inter parte da 20 mln, quindi c'è ancora da lavorare @FabrizioRomano
Marotta: "Chivu ha entusiasmo, è giovane, vuole cose concrete, vuole vittorie. Questi ragazzi giovani non hanno una caratteristica importante, che è l'esperienza, ma hanno entusiasmo. Chivu sta crescendo di giorno in giorno e lo noto. Ma è molto carico, pieno di voglia di fare. Sono qualità sicuramente positive"
Marotta: "Noi abbiamo avuto la fortuna di scegliere la persona giusta. Ha tantissime qualità Chivu, non lo conoscevamo fino in fondo. Rinnovo? L'ho sempre definito un atto formale, c'è da parte di entrambi la volontà di proseguire. Assolutamente posso dire che abbiamo un accordo, sarà siglato quando tornerà da una brevissima vacanza. Non c'è mai stato alcun problema"
Marotta: "Inter-Roma partita scudetto? Condivido, è stata la certificazione della consapevolezza. E quella è stata la partita, da lì abbiamo rafforzato la motivazione, l'autostima e abbiamo proseguito nel percorso comunque difficile. Ma avevamo una grandissima qualità: la convinzione di voler vincere. Ricordo anche la partita di Como, dove eravamo addirittura sotto e abbiamo recuperato. E lì abbiamo avuto la certezza di poter arrivare fino in fondo"
Marotta: "Un protagonista silenzioso del double? Fare nomi è sempre imbarazzante, tutti meritano elogi. Il ruolo predominante è quello del Capitano. Lautaro è e rappresenta il ruolo di capitano, è stato riconosciuto dai compagni come leader, non è solo la società che gliel'ha dato. Lo hanno voluto i compagni e lui, soprattutto con le prestazioni di campo, si è ritagliato questo ruolo. Dico Lautaro per dire tutta la squadra"
Marotta: "Pio Esposito è un po' il nostro fiore all'occhiello. Viene dal settore giovanile, può essere fonte di ispirazione per altre società. Il coraggio di far giocare i giovani va di pari passo con la pressione, soprattutto da parte vostra e cioè mediatica. La pressione, in Italia, condiziona l'attività del club. Quando abbiamo preso Chivu, abbiamo subito critiche e pressioni mediatiche. Questo processo di cambiamento con i giovani deve arrivare anche da voi, con l'introduzione di una nuova cultura. Serve anche la cultura della sconfitta, in Italia esiste solo la cultura della vittoria. In Inghilterra la cultura della sconfitta c'è, quando una squadra perde non succede quello che succede in Italia. Questo consente alla società di essere serena nel portare avanti il proprio modello. Tu fai giocare Pio Esposito davanti a 80.000 persone, magari buca la partita e tutti diventano oggetto di pressioni e critiche. Il calcio italiano ha bisogno di questa crescita"
Marotta: "Il talento non sempre diventa campione. Pio Esposito, Palestra sono grandi talenti ma il percorso è molto lungo. Ci vogliono valori umani, altrimenti rimani talento e non diventi campione. Per esempio Cristiano Ronaldo era un vero campione in campo ma soprattutto fuori dal campo, per come si comportava a livello professionale. Dedicava tantissime ore alla cura delle sue performance. Quindi quando parliamo di questi soggetti, come Esposito e Palestra, bisogna non caricarli di eccessive pressioni. Palestra è sui giornali tutti i giorni, non è facile. Oggi rappresentano il futuro ma voglio essere prudente, il cammino da fare è ancora molto lungo. Esposito è un prodotto nostro, a costo zero, mentre Palestra non è nostro, ha un valore di mercato giusto e logico. E' appetibile per tantissimi club, non solo italiani. Posso solo dire che piace a tante squadre"
Marotta: "La Champions è molto diversa dal campionato. Non è una corsa a tappe, non sempre vince il più forte. Psg-Bayern Monaco io la immaginavo come finale, con tutto il rispetto per l'Arsenal, e invece il sorteggio l'ha fatta avere in semifinale. La Champions non ha una linearità di calendario, contano anche lo stato di forma, gli infortunati, ti può condizionare. In campionato, alla lunga vince sempre il più forte. In Champions anche la fortuna ti può aiutare"
Marotta: "Il nuovo stadio deve essere un contenitore. Devi vendere un prodotto che sia moderno, sicuro e ospitale. San Siro è datato, non ti dà ospitalità e comfort, che tu puoi trasformare in vantaggio economico. Per esempio, la trasformazione del Bernabeu porta il Real a volere 500 milioni solo di ricavi da stadio. L'Inter, che è prima in Italia, arriva al massimo a 90-100 milioni con la Champions League. Vogliamo uno stadio nuovo e non è mancanza di rispetto per San Siro"
Marotta: "Florentino Perez ha detto che vuole un giocatore da 150 mln? Ho un ottimo rapporto con Florentino Perez, è sempre stato un esempio. Per me è un dirigente da imitare, è molto bravo e molto saggio. Oggi si fa scivolare addosso tutte le cose, ora ha tanta pressione e lui tira fuori cartucce. Ha pensato a Mourinho, pensa ad un giocatore che immagino ma non dico. E' il più vincente del mondo, è una figura da prendere come esempio, è fonte di ispirazione. Lo stimo e gli voglio molto bene"
Marotta: "Hanno tolto al calcio il Decreto Crescita, che hanno tutti i manager. E' abbastanza iniquo. Lo Stato ha benefici dal betting, noi invece subiamo il Decreto Dignità. Noi vogliamo solo che la politica ci faciliti nel gestire dei club che sono vere e proprie aziende, applicando leggi che ci sono in tutte le altre aziende. Questo per essere competitivi con il resto d'Europa, che è molto più avvantaggiato"