Stato ebraico? Non chiamatelo più così. Israele calpesta e disonora i valori dell'ebraismo. Il nostro dissenso all'interno della società israeliana e fra gli ebrei della diaspora mira a preservare l'insegnamento biblico della liberazione dalla schiavitù e della convivenza
Guai a chi piega le religioni e il nome stesso di Dio ai propri obiettivi militari, economici e politici, trascinando ciò che è santo in ciò che vi è di più sporco e tenebroso! #ViaggioApostolico#Camerun https://t.co/5xzuj8LePE
Questo uso di Dio strumentale a fini politici,a difesa di guerre scellerate è insopportabile! specie in un convertito dell'ultima ora che vuole spiegare l #Papa che cosa deve dire e fare. Insopportabile spero anche per elettorato Usa
#Trump#Vance#Hegseth
Il capo del Pentagono ha citato Pulp Fiction, pensando fosse la Bibbia.
Pete Hegseth, in uno dei suoi discorsi/preghiera, ha usato le parole di Ezechiele 25 17, prese dal film, sostituendo all'uomo timorato l'aviatore abbattuto, ma senza sapere che nella Bibbia la frase è diversa, soprattutto è più breve.
E il bello è che in "Pulp Fiction" la citazione viene infarcita di argomenti quali le lotta alle ingiustizie, gli uomini di buona volontà che hanno bisogno di aiuto, la carità, il ruolo del pastore dei deboli.
Tutta roba che serve per la parabola del personaggio di Jules, ma che non ci azzecca niente con il cazzutissimo segretario alla guerra USA.
Hegseth avrebbe dovuto attenersi al versetto della Bibbia, dove c'è solo la forza e il furiosissimo sdegno, che ovviamente è molto più indicato.
Ecco brevemente cosa dice il Signore in Ezechiele 25 17:
Minchia, quanto mi stanno sulle palle i nostri nemici (i Filistei), adesso li ammazzo tutti.
Fine.
“I held a lifeless child in my arms—there was no equipment to save him. This is not a war; it is a massacre of the innocent.”
A volunteer Dr who served in Gaza.
Solidarietà al direttore de L'Espresso, Emilio Carelli, al reporter Pietro Masturzo e a tutta la redazione del settimanale per l'ignobile attacco subito per avere mostrato la verità di ciò che accade in Cisgiordania, ogni giorno, ai danni dei palestinesi.
Raccontare la quotidianità di quella terra è giusto e doveroso per chiunque interpreti il mestiere del giornalista nel modo più genuino e professionale. E questo ha fatto L'Espresso, come poche altre voci hanno fatto.
Le accuse di antisemitismo e, addirittura, di avere manipolato le immagini con l'intelligenza artificiale sono la reazione di chi vuole negare la realtà che è sotto gli occhi di tutti e tenta di intimidire e zittire le voci libere.
Esattamente come accade a coloro che sono oggetto di esposti all'Ordine dei giornalisti perché continuano a raccontare il genocidio e i crimini commessi dal governo israeliano.
Noi stessi parlamentari abbiamo visto con i nostri occhi, durante le nostre missioni nei territori palestinesi occupati, ciò che succede: il governo israeliano ha instaurato un vero regime del terrore e di apartheid di cui i coloni sono l'avanguardia, protetti e sostenuti dall'esercito e dai ministri di Netanyahu.
Tutto questo non può e non deve passare sotto silenzio.
🔴 LE CHAT SEGRETE DI FRATELLI D'ITALIA
"Saviano va punito." "Saviano fa schifo." (Guido Crosetto).
"Io domani esco con una palata di letame contro Saviano." (Giorgia Meloni).
E poi il solito Delmastro, quello della rivelazione di segreti d’ufficio e del Capodanno con le pistole, che ancora non ha capito di non essere più un picchiatore, ma un sottosegretario… e alla Giustizia, per giunta.
⚠️ Nel libro "Fratelli di chat", il giornalista del Fatto Quotidiano Giacomo Salvini svela ciò che Fratelli d’Italia non avrebbe mai voluto far emergere: odio, violenza verbale (il mio "bastardi" era da dilettanti), paura degli avversari non solo politici, ma soprattutto esponenti della società civile.
Cosa emerge dalle chat (ricostruite graficamente) di Meloni&co (i testi sono esattamente come loro li hanno scritti)? Violenza verbale, sete di vendetta e soprattutto paura. Paura di chi smaschera la loro incapacità di governare.
"Sciacallo, diffamatore, smettila di fare la vittima” sono le accuse che rivolgono a me, mentre il governo implode, divorato dall'incompetenza e dal sospetto reciproco. Si spiano tra loro (caso Caputi), negano l’uso di spyware israeliani contro giornalisti e attivisti, non sanno nemmeno perché hanno rimpatriato Almasri (Nordio e Piantedosi non si sono accordati sul dare versioni coerenti) e i centri in Albania sono di fatto definitivamente naufragati.
Troppi errori, troppi scandali, troppe menzogne. Il governo è terrorizzato e fa bene a esserlo perché gli italiani stanno iniziando a capire il bluff.
+++ Interrompo lo sciopero per segnalare un nuovo attacco in #Libano +++
È stato distrutto da #Israele il ponte di Qasmye. L’ultimo rimasto parzialmente in piedi nel sud, che ora rimane isolato, compresa @UNIFIL_
Eravamo stati lì pochi giorni fa sotto il tiro israeliano.