Daniela Santanchè e i lavori in villa a Forte dei Marmi, l'imprenditore Michele Mascio: "Mi deve ancora 150.000 €, non mi risponde più al telefono, è sparita".
Qui la domanda sorge spontanea: Ma dopo tutto quello che ha combinato, cosa ci fa questa donna ancora a piede libero?
Da sabato 12 aprile è entrato ufficialmente in vigore il nuovo decreto-legge sulla sicurezza firmato dal governo della signora M. Tra le misure, spicca il divieto totale di coltivazione e commercio della cannabis light, anche se prodotta nel pieno rispetto della legge 242 del 2016.
Tradotto: migliaia di aziende italiane, nate e cresciute in un contesto perfettamente legale, si sono ritrovate da un giorno all’altro fuori legge. Coltivatori, commercianti, lavoratori stagionali, imprenditori: tutti improvvisamente a rischio di sequestri, denunce e chiusure. E tutto questo, nonostante la cannabis light sia già stata più volte dichiarata non stupefacente da numerose sentenze della Corte di Cassazione.
Il decreto vieta qualsiasi utilizzo delle infiorescenze di canapa: dalla lavorazione al commercio, dal trasporto alla consegna. Non importa se il contenuto di THC è inferiore allo 0,6%, ben lontano dagli effetti psicotropi della marijuana “classica”. Il governo ha scelto la via più veloce: un decreto blindato, approvato in fretta, che il Parlamento potrà solo convertire entro 60 giorni, senza possibilità di modificarlo davvero.
Eppure, questo è lo stesso governo che si presenta come il paladino degli italiani. Peccato che, in nome della “sicurezza”, abbia appena affossato un intero settore agricolo, lasciando a casa oltre 15.000 lavoratori.
Ma non era proprio il governo della signora M quello che si riempiva la bocca con la “difesa del Made in Italy”? Dov’è finita tutta questa retorica, quando c’era da proteggere imprese italiane, agricoltori, giovani imprenditori e lavoratori che hanno creduto in un settore legale, innovativo e sostenibile?
Bene. Come se tutto il resto non fosse stato sufficiente, adesso salta fuori che Santanchè avrebbe scaricato su Visibilia ben 150mila euro di spese per rifarsi la villa in Versilia (quella piena di abusi).
Peccato però che poi non abbia pagato nulla, perché la ditta è fallita.
Questi sono quelli che vanno avanti nella vita e in politica.
E vanno avanti perché un pezzo d'Italia percepisce queste operazioni come grandi furbizie degne di merito e ammirazione.
Non ce la faremo mai, finché il retroterra culturale rimarrà questo.
Il poliziotto che, alla manifestazione per la Palestina di Milano di sabato scorso, indossava un giubbotto dell'organizzazione neonazista polacca Narodowa Duma è stato identificato. Ma il problema sta a monte.
Com'è possibile che un agente di polizia della Repubblica italiana, nata dalla liberazione dal nazifascismo, abbia potuto prendere servizio portando un simile capo d'abbigliamento senza che nessuno se ne accorgesse o glielo impedisse? Né un collega né un superiore: nessuno si è accorto di questo non trascurabile dettaglio?
E com'è possibile che gli agenti intervenuti al rave di Torino, domenica scorsa, abbiano manganellato le ragazze e i ragazzi che stavano lasciando l'area proprio eseguendo l'ordine di sgombero? Abbiamo visto video in cui alcuni poliziotti colpiscono con i manganelli i furgoni e le auto che si allontanano. Perché accanirsi contro chi, pacificamente, sta abbandonando l'area?
Le forze dell’ordine dovrebbero garantire l'ordine pubblico secondo i criteri di uno Stato democratico, rispettoso della libertà di riunione e di manifestazione, contrario all’uso sproporzionato e indiscriminato della forza pubblica.
Per questo ho presentato un'interrogazione al ministro Piantedosi perché faccia chiarezza su questi episodi che destano molta preoccupazione.
Ma voi non provate un po’ di solidarietà, come sensi, picierno, quartapelle, per questo agnellino indifeso?
La donzella a cui si illuminano gli occhi tra armi e militari,per poi tornare impassibili e indifferenti per il genocidio di cui è complice?
#kallasnazi#infoiata#galleria
A “In altre parole” Gramellini ha chiesto al procuratore Nicola Gratteri di commentare le parole del ministro Nordio che ha avuto il coraggio di incolpare i magistrati per il sovraffollamento delle carceri.
E lui, in risposta ha dato una lezione al ministro della Giustizia come⏬