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Adieu Edgar Morin. Un maestro, mente eccezionale. l'Europa nel cuore, la Grecia d'origine. Fautore di tutta la complessità del Mondo, rendendola accessibile a tutti col suo Metodo. Ricordo con affetto e grande stima una sua lezione a Napoli. @GenCar5@laramps@Radio3tweet@riotta
Assolto!
Per aver definito Matteo Salvini “Ministro della Mala Vita” sono stato trascinato in tribunale e oggi, dopo otto anni, sono stato finalmente assolto.
Questa assoluzione significa soprattutto una cosa: che la propaganda politica non può diventare uno strumento per mettere a tacere chi critica. Per anni Salvini ha giocato con parole e slogan, alimentando un clima ostile. “Gli toglieremo la scorta”, diceva riferendosi a me. E sapeva bene che, vivendo sotto protezione per le minacce dei clan, certe parole non sono mai neutre. Certe parole possono essere davvero pericolose, soprattutto se a pronunciarle è un Ministro della Repubblica.
E Ministro della Mala Vita non è un’espressione che ho inventato io, appartiene a Gaetano Salvemini, che la usò nel 1910 contro Giolitti per denunciare un modo di esercitare il potere fondato sulla paura, sul consenso facile, sull’uso della forza contro i più deboli. Ma soprattutto Salvemini lo usò per descrivere l’attitudine predatoria che Giolitti aveva nei confronti del sud Italia: sfruttato come bacino di voti e poi abbandonato.
“Ministro della Mala Vita” non era diffamazione allora e non lo è oggi. Era, ed è, una critica politica.
Mi sono dovuto difendere in questo processo per otto lunghi anni, mentre Salvini, chiamato a testimoniare, non si presentava in aula adducendo i più fantasiosi degli impedimenti. Ma questo processo sarebbe potuto durare anche cent’anni, una cosa è certa: per quanto aspra sia la critica, le parole non possono essere messe sotto accusa quando raccontano il potere.
Voltando le spalle a Trump e Netanyahu, e pure facendo finta di non conoscere Orban, ovvero sconfessando quattro anni di politica estera, Giorgia Meloni conferma la massima per la quale l’Italia non finisca mai una guerra dalla stessa parte dalla quale l’ha iniziata.
I ricchi hanno votato Sì al referendum per garantire l’impunità dei colletti bianchi. E in un attimo va a farsi benedire la narrazione fuorviante della “sinistra ZTL” e della “destra di popolo”.
Al poliziotto di #Rogoredo contestata la premeditazione (e quindi rischia l’ergastolo). Il ministro Salvini pretendeva che non fosse neanche indagato. È questa la giustizia che vuole il governo?
Tajani con il cartello in mano tipo accoglienza all'aeroporto come risposta a una delle più gravi crisi internazionali degli ultimi decenni è un'altra delle immagini deprimenti che questo governo consegna alla Storia