L’esempio assoluto di cosa non deve esserci in campo. Bastoni simula, induce l’arbitro all’errore e ha il coraggio pure di esultare al rosso per Kalulu come se fosse una cosa giusta. E poi parliamo di valori dello sport
#Gattuso dovrebbe seriamente considerare di lasciarlo a casa, l'antisportività mostrata da #Bastoni non si sposa con i valori della @Azzurri, mi sembra chiaro. @FIGC
LE PIÙ FORTI DI TUTTEEEEEE 🤩
Non bastava il tie-break di ieri, ce ne voleva uno anche oggi… 🫣
Ma con questo le azzurre della pallavolo diventano CAMPIONESSE DEL MONDOOOOO!! 🥰
La Nazionale femminile confeziona il capolavoro in terra thailandese battendo 3-2 la Turchia!! 🔥
Dopo 23 anni, il titolo iridato è di nuovo dell’Italvolley!! 😯
SIAMO SENZA PAROLEEEEEEE 🥹
#ItaliaTeam #WWCH #Thailand2025 #magliazzurra @Federvolley
Mi reputo una persona pacata e paziente. Ma quando ti senti preso in giro da chi si arrampica sugli specchi con scuse ridicole pur di non farti arrivare a casa, allora scatta Aldo furioso — e succede il caos, e stavolta è toccato a Roma Termini
#TrenitaliaMerda#SalviniDimettiti
Gravissimo e allarmante quello che è successo ad Ascoli Piceno.
Lorenza Roiati ha appeso questo cartello meraviglioso e antifascista (scusate la ripetizione) fuori dal suo panificio, di fronte a cui passava la manifestazione del 25 aprile.
“25 aprile buono come il pane, bello come l’antifascismo”.
Solo che a qualcuno quel cartello non è piaciuto.
Appena il tempo di finire di appenderlo, ed è stata avvicinata da tre agenti delle forze dell’ordine in borghese, che con modi duri le hanno chiesto:
“Questo lo avete messo voi?”
Di fronte all’assenso della donna, gli agenti l’hanno immediatamente identificata, nell’incredulità di Lorenza.
“Partecipiamo sempre con uno striscione alla festa della Liberazione. In tanti anni non mi era mai successa una cosa del genere”.
Questo è il clima “sobrio” in cui si celebra il 25 aprile, in cui una donna, una cittadina, una commerciante, viene interrogata e identificata per aver esposto un cartello antifascista.
Identificata in quanto antifascista. Esattamente come il loggionista della Scala. Stesso metodo, stesso bersaglio, identica forma di intimidazione.
Solidarietà totale e assoluta a questa donna e alla sua famiglia.
Se questo cartello è una colpa, una responsabilità, un atto di eversione, allora siamo tutti eversivi.
Identificateci tutti!
Tosa