Dico sempre le stesse cose perché succedono sempre le stesse cose: ma Caffo venne subito riabilitato e invitato al Salone del libro solo perché prediletto dalla Murgia. Spezzare le dita alla propria compagna mi pare un po' peggio che urlare "brutta e cattiva".
Ricordate quando potevi anche spezzare le dita alla tua fidanzata ma ai festival della letteratura ti invitavano lo stesso perché eri molto caro alla buonanima? Bei tempi.
One of the most shockingly underrated masterpieces of the Renaissance is Anthonis Mor’s portrait of Sir Thomas Gresham (c. 1560), now in the Rijksmuseum in Amsterdam.
When people see it today, especially in high-resolution pics, they often mistake it for a 19th-century photograph or even a hyper-realistic AI generation.
The skin texture, the eyes, the subtle sheen on the black fabric, make it feel almost disturbingly modern.
Yet this painting, created over 460 years ago, barely registers in the mainstream conversation about great art.
It deserves far more recognition.
Angelo Binaghi, presidente della @federtennis , al @ilfoglio_it : “Se Malagò diventerà presidente, farà quello che ha sempre fatto, diventerà amico di tutti, farà tutti contenti, allargherà il suo consenso, ma non farà la rivoluzione perché per farla ci vogliono due cose: le idee e la disponibilità di prendere decisioni impopolari che possano anche rendere antipatico chi se ne prende la responsabilità”
Si presenta Charles e ricorda a tutti la differenza tra un'istituzione plurisecolare che c'era, c'è e ci sarà, e un gruppo di scappati di casa, ignoranti e speculatori, che tra pochi mesi o anni saranno rimpiazzati e relegati a una nota a piè di pagina.
A mia nonna, sempre: fino alla laurea e oltre.
A mia mamma, ho letto tutto quello che ho scritto. E trovava tutti gli errori.
E sa il cielo quanto mancano, ogni volta che devo parlare in pubblico o scrivere qualcosa.
Scusate ma è normale che i figli alle superiori ripetano gli argomenti prima di verifiche o interrogazioni ai genitori? Perché ai miei tempi io mai mi sarei sognata, ma adesso mi sembra una prassi e non vorrei si creasse una (ulteriore) dipendenza che già mi sembrano tante
Today's ruling by the IOC means a welcome return to fair sport for women and girls, but I'll never forget the scandal of Paris 2024, when people who consider themselves supremely virtuous and progressive publicly cheered on men punching women.
È morto Nagai Kazumasa, designer giapponese di incredibile talento. Avevo appena scritto su @ilmanifesto delle sue opere, contenute nella mostra Graphic Japan curata da Rossella Menegazzo con Eleonora Lanza, tre secoli di illustrazioni dal Giappone a Bologna fino al 6 aprile.
Add Keir Starmer's newfound concern for victims of Peter Mandelson's bestie to his backflip on whether women can have penises and his U-turn on the Rotherham grooming gangs enquiry. Starmer is indifferent to harm done to girls and women unless it threatens his career. #StarmerOut
Celebrating World Hijab Day for “inclusivity” is like celebrating Female Genital Mutilation Day and branding it as women’s empowerment.
Western liberals have lost the plot.
Avete notizie di università italiane che abbiano interrotto i loro rapporti con quelle iraniane, conoscete iniziative di boicotaggio di prodotti iraniani, ci sono, che voi sappiate, scuole occupate in solidarietà..?
Internet blackout fails to hide Iran massacre: ‘30,000 dead in two days, no body bags https://t.co/KthNwTRGsg
If you claim to support human rights yet can’t bring yourself to show solidarity with those fighting for their liberty in Iran, you’ve revealed yourself. You don’t give a damn about people being oppressed and brutalised so long as it’s being done by the enemies of your enemies.
👏👏👏👏👏👏👏
MATTIA FELTRI
HUFFPOST 28 Dicembre 2025 alle 11:42
Lo stupore e la buona fede di tanti soci in proselitismo di Hannoun dimostra che la questione non è qualificabile alla voce degli incidenti di percorso. Il pittoresco cinque stelle Manlio Di Stefano (già fervente ammiratore di Vladimir Putin) se ne andò a Gaza con Hannoun e con quell’altro funambolo di Alessandro Di Battista, assiduo animatore di talk show dediti alla bolgia. Ma è l’elenco delle occasioni in cui Hannoun è stato ospite in Parlamento per un fugace incontro con l’allora presidente Laura Boldrini, per la conferenza autorizzata da Nicola Fratoianni, per condividere il palco di relatore con Marco Furfaro (Pd), per incontrare Matteo Orfini (sempre Pd) o Stefano Fassina (allora di Sinistra italiana) o altri eletti a cinque stelle, a restituire la facilità con cui si estende la zona grigia. Ed è proprio la presupposta buona fede a restituire la gravità della situazione.
Se un probabile finanziatore di Hamas entra così agevolmente in contatto con le più alte cariche dello Stato e con i più illustri parlamentari, tutti cascanti dalle nuvole, forse è meglio fermarsi due minuti a riflettere: com’è possibile che la frequentazione con certi figuri è tanto scontata e quotidiana?
Un altro amico di questo giornale, Ivan Scalfarotto, ha ieri ricordato della volta in cui definì Hannoun un punto di riferimento di Hamas in Italia, e ne ricavò una querela poi archiviata dal giudice delle indagini preliminari. Chi voleva sapere, poteva sapere, cominciando dall’iscrizione di Hannoun e della sua associazione nelle liste nere d’Israele e d’America, ma purtroppo tutto quanto dicono e fanno Israele e America lo si scansa causa Netanyahu e causa Trump, dimenticandosi che quelle sono ancora democrazie con complesse procedure istituzionali.
Potrebbe essere questa l’occasione - per destra e sinistra - di andare a vedere quali sono i gruppi filopalestinesi a cui finiscono i denari destinati al popolo di Gaza, a meno di ritenere la storia di Hannoun un’eccezione, il che significherebbe sconfinare dal candore all’imbecillità. È, anzi, una storia risaputa e globale. Tutti sappiamo o dovremmo sapere da dove Hamas riceve i denari con cui si arma e con cui i suoi leader conducono vite da nababbi.
Non soltanto dall’Iran o dal Qatar, ma anche o forse soprattutto dai canali umanitari.
La stessa Unione Europea, dopo il 7 ottobre, bloccò un finanziamento per Gaza di quasi 700 milioni di euro, sapendo perfettamente dove di solito vanno a finire, e l’Onu ha ammesso che l’80/90 per cento degli aiuti indirizzati a Gaza sono sequestrati da Hamas, o da altre bande di tagliagole, per alimentare il mercato nero, arricchirsi, armarsi, tenere la popolazione sotto dominio. E del resto non bisogna possedere una scienza divina per domandarsi come mai da quasi ottant’anni esistono campi profughi palestinesi.
Naturalmente rimando all’etica del dottore Giovanni Melillo, procuratore nazionale antimafia, il quale ha ritenuto di precisare che l’inchiesta su Hannoun non attenua le responsabilità di Israele (ignoravo che le competenze territoriali dell’Antimafia si spingessero fino al Medio oriente) - ma davvero siamo rimasti in così pochi a chiederci perché da decenni il popolo più finanziato dal soccorso internazionale vive nella più squallida indigenza? Davvero vogliamo continuare a raccontarci la storiella che è questo il modo per dare una mano ai palestinesi? Davvero non ci viene il sospetto di essere i principali artefici della loro irrimediabile schiavitù?