“Sono le 22 e 43 minuti del 22 aprile del 2024, l’Inter è campione d’Italia per la ventesima volta nel corso della sua storia leggendaria; la seconda stella è sul petto della maglie neroazzurre” (F. Repice)
L’ambasciatore russo a Roma dice che l'incontro di ieri a Milano tra Salvini e alcuni imprenditori segna "un ritorno al realismo e al buon senso", aggiunge che l'energia russa non è sostituibile e l'export italiano non ha trovato nuovi sbocchi dopo la Russia.
Siccome il realismo mi piace davvero, sono andato a prendere i dati ufficiali di Eurostat, anno per anno, dal 2016 a oggi. Di cose false l'ambasciatore ne ha dette, mi fermo sulle due che fanno più rumore.
1) l'export italiano in Russia valeva poco e continua a valere poco. Prima della guerra pesava 1,6% delle nostre vendite nel mondo, oggi 0,58%. Nel frattempo l'export italiano complessivo è passato da 521 a 643 miliardi di euro: +122. Per ogni euro che abbiamo perso a Mosca ne abbiamo guadagnati trentuno altrove. Gli sbocchi, evidentemente, li abbiamo trovati. Chi racconta agli imprenditori che il futuro passa da Mosca non si occupa delle imprese italiane ma degli interessi di Putin.
2) l'energia russa l'abbiamo sostituita. Da quasi 30 miliardi di metri cubi di gas russo l'anno a quasi zero, senza un solo giorno di razionamento e con bollette oggi molto più basse di quelle del 2022. Quanto ai "prezzi accessibili" che l'ambasciatore rimpiange: nel 2022, quando il fornitore era ancora il suo Paese, quel gas ce lo hanno fatto pagare 1.511 euro a tonnellata contro i 241 del 2016: sei volte tanto. E se qualcuno obietta che nel 2022 il gas costava caro a tutti, la risposta è che costava caro a tutti proprio perché Mosca chiudeva i rubinetti per ricattare l'Europa. Chiamarli accessibili richiede una certa faccia tosta.
L'Italia vive bene anche senza la Russia. È un dato, non un'opinione.
Poi sia chiaro: a me le guerre non piacciono, nemmeno quelle commerciali. Se potessi scegliere, commercerei con tutti, Russia inclusa che comunque era un mercato interessante. Ma questa guerra non l'abbiamo cominciata noi: l’ha voluta Putin e la continua Putin. Le sanzioni non sono troppe, sono ancora poche.
E mi dispiace sinceramente per il popolo russo, che di questa storia è la prima vittima e ha la sfortuna di essere governato da un dittatore.
I numeri sono questi, ambasciatore. Sono pubblici, li può controllare anche lei.
@Alcesti_ Io riesco a voler bene a tutti quelli che indossano la nostra maglia. Figurati a uno che ha fatto alcuni tra i gol che mi hanno maggiormente danneggiato le corde vocali