Carlos Alcaraz stands by the pool in Monte Carlo, smiling behind a phone, while Jannik Sinner performs the ancient ritual of victory with the grace of a falling bookshelf. One jumps badly, the other films gently. And somehow, the one who lost looks lighter.
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Secondo le ultime notizie della stampa, quando Crosetto dice di essere arrivato «venerdì» a Dubai, tutti noi abbiamo inteso venerdì 27. Invece lui intendeva venerdì 20.
Cioè, in piena crisi internazionale, in una situazione in cui sta per scoppiare una guerra, il ministro della difesa si era preso due settimane di vacanza a Dubai senza avvertire nessuno. Senza che nel governo, tra gli altri ministri o nei servizi segreti, qualcuno sapesse dove fosse.
Il ministro della difesa. Nell’imminenza di una guerra.
Ho finito, vostro onore.
Un tramonto che incendia. Nel Parco nazionale di Yosemite, in California, il sole di febbraio trasforma per pochi istanti la Horsetail Fall in una colata di luce arancione che scivola sulla parete di El Capitan. È il fenomeno del “Firefall”, visibile solo tra metà e fine mese. Un appuntamento effimero che ogni inverno richiama folle di appassionate e appassionati, pronti a inseguire un miracolo di luce.
Dieci anni fa i medici gli avevano dato meno del 20% di possibilità di sopravvivere. Ha avuto bisogno di tre operazioni al cervello. Aveva 13 anni. Aveva battuto la testa e si era fratturato il cranio.
Quando Jake Canter si risvegliò da un coma di sei giorni, con gli occhi strabici, dovette reimparare a camminare e a parlare, il tredicenne chiese alla mamma: “Davvero sono vivo?”. I medici erano increduli. Un incidente assurdo in un parco di trampolini in Colorado e gli provocò la frattura in quattro punti. E la risposta è stata: sì. Alla seconda domanda la mamma era più perplessa: “Quando potrò tornare a fare snowboard?”. I medici gli avevano detto: meglio di no.
Meno di 10 anni dopo, tre interventi chirurgici al cervello, una grave crisi di depressione e altri problemi di salute, Jake Canter sale sul podio olimpico con una medaglia di bronzo nello slopestyle maschile. Oggi ha pensato a quel bambino a cui avevano detto che non poteva fare sport e che aveva tanti problemi: “Volevo rendere orgoglioso il me stesso tredicenne, e spero di averlo fatto. È pazzesco stare qui con una medaglia al collo”.
L’articolo su Repubblica
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